DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2017, n. 75

Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (17G00089) (GU Serie Generale n.130 del 07-06-2017)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/06/2017

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76, 87, 97 e 117 della Costituzione; 
  Vista la legge 7 agosto  2015,  n.  124,  recante  riorganizzazione
delle amministrazioni pubbliche, e, in  particolare,  l'articolo  16,
commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e)  e  17,  comma  1,
lettere a), c), e), f), g), h), l), m), n), o),  q),  r),  s)  e  z),
recante delega al Governo per il riordino della disciplina del lavoro
alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; 
  Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  recante  norme
generali  sull'ordinamento   del   lavoro   alle   dipendenze   delle
amministrazioni pubbliche; 
  Sentite le organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative
nella riunione del 15 febbraio 2017; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 23 febbraio 2017; 
  Acquisito il parere in sede di Conferenza  unificata  nella  seduta
del 6 aprile 2017; 
  Acquisita l'intesa in sede di Conferenza permanente per i  rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e  Bolzano
nella seduta del 6 aprile 2017; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza dell'11 aprile 2017; 
  Acquisito  il  parere  della  Commissione   parlamentare   per   la
semplificazione  e  delle  Commissioni  parlamentari  competenti  per
materia e per i profili finanziari della Camera dei  deputati  e  del
Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 19 maggio 2017; 
  Sulla proposta del Ministro per la semplificazione  e  la  pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze; 
 
                                Emana 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
Capo I Disciplina delle fonti
                               Art. 1 
 
          Modifiche all'articolo 2 del decreto legislativo 
                        30 marzo 2001, n. 165 
 
  1.  All'articolo  2,  comma  2,  secondo   periodo,   del   decreto
legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a) dopo la parola «introducano» sono inserite le seguenti:  «o  che
abbiano introdotto»; 
  b) dopo le parole «essere  derogate»  sono  inserite  le  seguenti:
«nelle materie  affidate  alla  contrattazione  collettiva  ai  sensi
dell'articolo 40, comma 1, e nel rispetto dei principi stabiliti  dal
presente decreto,»; 
  c) dopo le parole «accordi  collettivi»  e'  inserita  la  seguente
«nazionali»; 
  d) le parole «, solo qualora cio' sia espressamente previsto  dalla
legge» sono soppresse. 
NOTE 
          Avvertenza: 
              Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto  ai
          sensi dell'art. 10, commi 2 e  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato con d.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle quali e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 
          Note alle premesse: 
              - Si riporta il testo dell'art. 97 della Costituzione: 
              «Art. 97. - Le pubbliche amministrazioni,  in  coerenza
          con   l'ordinamento   dell'Unione    europea,    assicurano
          l'equilibrio dei bilanci e  la  sostenibilita'  del  debito
          pubblico. 
              I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni
          di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento  e
          l'imparzialita' dell'amministrazione. 
              Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere
          di competenza, le attribuzioni e le responsabilita' proprie
          dei funzionari. 
              Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede
          mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.». 
              - L'art. 117 della Costituzione dispone,  tra  l'altro,
          che la potesta' legislativa e'  esercitata  dallo  Stato  e
          dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche'  dei
          vincoli  derivanti  dall'ordinamento  comunitario  e  dagli
          obblighi internazionali. 
              - Si riporta il testo dell'art. 16,  comma  1,  lettera
          a), e comma 2, lettere b), c),  d)  ed  e)  della  legge  7
          agosto 2015, n. 124  (Deleghe  al  Governo  in  materia  di
          riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche): 
              «Art. 16 (Procedure e criteri comuni per l'esercizio di
          deleghe legislative di semplificazione). - 1. Il Governo e'
          delegato ad adottare,  entro  dodici  mesi  dalla  data  di
          entrata in vigore della presente  legge,  ovvero  entro  il
          diverso termine previsto dall'art. 17, decreti  legislativi
          di semplificazione dei seguenti settori: 
                a)  lavoro  alle  dipendenze  delle   amministrazioni
          pubbliche   e   connessi    profili    di    organizzazione
          amministrativa; 
              2. Nell'esercizio della delega di cui al  comma  1,  il
          Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi
          generali: 
              b) coordinamento formale e sostanziale del testo  delle
          disposizioni legislative vigenti, apportando  le  modifiche
          strettamente   necessarie   per   garantire   la   coerenza
          giuridica, logica  e  sistematica  della  normativa  e  per
          adeguare,   aggiornare   e   semplificare   il   linguaggio
          normativo; 
              c) risoluzione delle  antinomie  in  base  ai  principi
          dell'ordinamento e  alle  discipline  generali  regolatrici
          della materia; 
              d) indicazione esplicita delle  norme  abrogate,  fatta
          salva l'applicazione dell'art. 15 delle disposizioni  sulla
          legge in generale premesse al codice civile; 
              e)  aggiornamento  delle  procedure,   prevedendo,   in
          coerenza con quanto previsto dai decreti legislativi di cui
          all'art. 1, la piu' estesa e ottimale  utilizzazione  delle
          tecnologie dell'informazione e della  comunicazione,  anche
          nei    rapporti    con    i     destinatari     dell'azione
          amministrativa.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 17,  comma  1,  lettere
          a), c), e), f), g), h), l), m), n), o), q), r),  s)  e  z),
          della citata legge 7 agosto 2015, n. 124: 
              «Art. 17 (Riordino della  disciplina  del  lavoro  alle
          dipendenze delle amministrazioni pubbliche). - 1. I decreti
          legislativi per il riordino della disciplina in materia  di
          lavoro alle dipendenze delle  amministrazioni  pubbliche  e
          connessi  profili  di  organizzazione  amministrativa  sono
          adottati, sentite le organizzazioni sindacali  maggiormente
          rappresentative, entro diciotto mesi dalla data di  entrata
          in vigore della presente legge, nel rispetto  dei  seguenti
          principi e criteri direttivi, che si aggiungono a quelli di
          cui all'art. 16: 
              a) previsione nelle procedure concorsuali pubbliche  di
          meccanismi  di  valutazione   finalizzati   a   valorizzare
          l'esperienza professionale acquisita da  coloro  che  hanno
          avuto rapporti di lavoro flessibile con le  amministrazioni
          pubbliche,  con  esclusione,  in  ogni  caso,  dei  servizi
          prestati presso  uffici  di  diretta  collaborazione  degli
          organi politici e ferma restando, comunque, la garanzia  di
          un adeguato accesso dall'esterno; 
              c)   svolgimento   dei   concorsi,   per    tutte    le
          amministrazioni  pubbliche,  in   forma   centralizzata   o
          aggregata,  con  effettuazione  delle   prove   in   ambiti
          territoriali sufficientemente ampi  da  garantire  adeguate
          partecipazione  ed  economicita'  dello  svolgimento  della
          procedura concorsuale, e con  applicazione  di  criteri  di
          valutazione   uniformi,    per    assicurare    omogeneita'
          qualitativa  e  professionale  in   tutto   il   territorio
          nazionale  per  funzioni   equivalenti;   revisione   delle
          modalita' di espletamento degli stessi, in particolare  con
          la  predisposizione  di   strumenti   volti   a   garantire
          l'effettiva  segretezza  dei   temi   d'esame   fino   allo
          svolgimento delle relative prove, di misure di  pubblicita'
          sui temi  di  concorso  e  di  forme  di  preselezione  dei
          componenti delle commissioni; gestione dei concorsi per  il
          reclutamento del personale  degli  enti  locali  a  livello
          provinciale; definizione di limiti assoluti e  percentuali,
          in relazione al numero dei posti banditi,  per  gli  idonei
          non vincitori; riduzione dei  termini  di  validita'  delle
          graduatorie;  per  le  amministrazioni  pubbliche  di   cui
          all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
          n. 165,  e  aventi  graduatorie  in  vigore  alla  data  di
          approvazione dello schema di decreto legislativo di cui  al
          presente comma, in attuazione dell'art. 1, commi 424 e 425,
          della legge 23 dicembre 2014,  n.  190,  nel  rispetto  dei
          limiti  di  finanza  pubblica,  l'introduzione   di   norme
          transitorie finalizzate esclusivamente  all'assunzione  dei
          vincitori di concorsi pubblici, le  cui  graduatorie  siano
          state approvate e pubblicate entro la data  di  entrata  in
          vigore della presente legge; 
              e) previsione dell'accertamento della conoscenza  della
          lingua inglese  e  di  altre  lingue,  quale  requisito  di
          partecipazione al concorso o titolo  di  merito  valutabile
          dalle commissioni giudicatrici, secondo modalita'  definite
          dal bando anche in relazione ai posti da coprire; 
              f) valorizzazione del titolo di dottore di ricerca,  in
          attuazione di quanto previsto dall'art. 4, comma  7,  della
          legge 3 luglio 1998, n. 210, e  dall'art.  17,  comma  111,
          della  legge  15  maggio  1997,  n.   127,   e   successive
          modificazioni; 
              g) introduzione di un  sistema  informativo  nazionale,
          finalizzato alla formulazione di indirizzi  generali  e  di
          parametri  di  riferimento  in  grado   di   orientare   la
          programmazione delle assunzioni  anche  in  relazione  agli
          interventi  di   riorganizzazione   delle   amministrazioni
          pubbliche; rafforzamento della funzione di coordinamento  e
          di controllo del Dipartimento della funzione pubblica della
          Presidenza del Consiglio dei  ministri  in  relazione  alle
          assunzioni  del  personale  appartenente   alle   categorie
          protette; 
              h) attribuzione, con le risorse attualmente disponibili
          e senza nuovi o maggiori oneri  per  la  finanza  pubblica,
          all'Agenzia di cui all'art. 46 del decreto  legislativo  30
          marzo 2001, n. 165, di funzioni di supporto tecnico ai fini
          dell'attuazione delle lettere g) e i) del  presente  comma,
          delle funzioni di controllo sull'utilizzo delle prerogative
          sindacali, nonche' di funzioni  di  supporto  tecnico  alle
          amministrazioni rappresentate nelle funzioni di misurazione
          e valutazione della performance e  nelle  materie  inerenti
          alla gestione del personale,  previa  stipula  di  apposite
          convenzioni, e rafforzamento della funzione  di  assistenza
          ai fini della  contrattazione  integrativa;  concentrazione
          delle sedi di  contrattazione  integrativa,  revisione  del
          relativo  sistema  dei  controlli  e  potenziamento   degli
          strumenti di monitoraggio  sulla  stessa;  definizione  dei
          termini e delle modalita' di svolgimento della funzione  di
          consulenza  in  materia  di   contrattazione   integrativa;
          definizione  delle  materie  escluse  dalla  contrattazione
          integrativa anche al fine di assicurare la  semplificazione
          amministrativa, la valorizzazione del merito e  la  parita'
          di  trattamento  tra   categorie   omogenee,   nonche'   di
          accelerare le procedure negoziali; 
              l)  riorganizzazione  delle  funzioni  in  materia   di
          accertamento medico-legale sulle assenze dal  servizio  per
          malattia dei dipendenti  pubblici,  al  fine  di  garantire
          l'effettivita' del controllo, con attribuzione all'Istituto
          nazionale   della   previdenza   sociale   della   relativa
          competenza e  delle  risorse  attualmente  impiegate  dalle
          amministrazioni   pubbliche   per   l'effettuazione   degli
          accertamenti,  previa  intesa   in   sede   di   Conferenza
          permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le
          province  autonome  di  Trento  e   di   Bolzano   per   la
          quantificazione delle predette risorse finanziarie e per la
          definizione delle modalita' d'impiego del personale  medico
          attualmente adibito alle predette funzioni, senza  maggiori
          oneri per la finanza  pubblica  e  con  la  previsione  del
          prioritario ricorso alle liste di  cui  all'art.  4,  comma
          10-bis,  del  decreto-legge  31  agosto   2013,   n.   101,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,
          n. 125, e successive modificazioni; 
              m)  definizione  di  obiettivi  di  contenimento  delle
          assunzioni,   differenziati   in   base   agli    effettivi
          fabbisogni; 
              n) per garantire un'efficace integrazione nell'ambiente
          di lavoro delle persone con disabilita' di cui  alla  legge
          12 marzo 1999, n. 68, previsione della nomina, da parte del
          Ministro   per   la   semplificazione   e    la    pubblica
          amministrazione,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
          finanza pubblica, di una Consulta  nazionale,  composta  da
          rappresentanti delle amministrazioni pubbliche  centrali  e
          territoriali,  sentita  la  Conferenza  unificata  di   cui
          all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,
          dei  sindacati   maggiormente   rappresentativi   e   delle
          associazioni di categoria, con il compito di: 
              1)  elaborare  piani  per  ottemperare  agli   obblighi
          derivanti dalla legge 12 marzo 1999, n. 68; 
              2) prevedere  interventi  straordinari  per  l'adozione
          degli  accomodamenti  ragionevoli  nei  luoghi  di   lavoro
          previsti dall'art. 3, comma 3-bis, del decreto  legislativo
          9 luglio 2003, n. 216; 
              3) monitorare e controllare l'obbligo  di  trasmissione
          annuale  da  parte  delle  pubbliche  amministrazioni  alla
          Consulta, al Dipartimento  della  funzione  pubblica  della
          Presidenza del Consiglio dei ministri e  al  Ministero  del
          lavoro e delle politiche  sociali  nonche'  al  centro  per
          l'impiego territorialmente competente  della  comunicazione
          relativa ai posti  riservati  ai  lavoratori  disabili  non
          coperti e di un programma relativo a tempi e  modalita'  di
          copertura della quota di riserva prevista  dalla  normativa
          vigente, nel rispetto dei vincoli normativi in  materia  di
          assunzioni da parte delle pubbliche amministrazioni; 
              o) disciplina delle forme  di  lavoro  flessibile,  con
          individuazione  di  limitate   e   tassative   fattispecie,
          caratterizzate dalla compatibilita' con la peculiarita' del
          rapporto di lavoro alle  dipendenze  delle  amministrazioni
          pubbliche e con le esigenze organizzative e  funzionali  di
          queste ultime, anche al fine di prevenire il precariato; 
              q) progressivo  superamento  della  dotazione  organica
          come limite alle assunzioni  fermi  restando  i  limiti  di
          spesa anche al fine di facilitare i processi di mobilita'; 
              r)  semplificazione   delle   norme   in   materia   di
          valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento  del
          merito e di premialita'; razionalizzazione  e  integrazione
          dei sistemi di valutazione, anche al  fine  della  migliore
          valutazione delle politiche; sviluppo di  sistemi  distinti
          per    la    misurazione    dei     risultati     raggiunti
          dall'organizzazione e dei risultati raggiunti  dai  singoli
          dipendenti;  potenziamento  dei  processi  di   valutazione
          indipendente del  livello  di  efficienza  e  qualita'  dei
          servizi e delle attivita' delle amministrazioni pubbliche e
          degli impatti da queste prodotti, anche mediante il ricorso
          a standard di  riferimento  e  confronti;  riduzione  degli
          adempimenti in materia di programmazione  anche  attraverso
          una  maggiore  integrazione  con  il  ciclo  di   bilancio;
          coordinamento della disciplina in materia di valutazione  e
          controlli interni; previsione di forme  di  semplificazione
          specifiche   per   i   diversi   settori   della   pubblica
          amministrazione; 
              s) introduzione di norme in materia di  responsabilita'
          disciplinare  dei  pubblici   dipendenti   finalizzate   ad
          accelerare  e  rendere  concreto  e  certo  nei  tempi   di
          espletamento  e  di  conclusione  l'esercizio   dell'azione
          disciplinare; 
              z) al fine di  garantire  un'efficace  integrazione  in
          ambiente di lavoro di  persone  con  disabilita'  ai  sensi
          della legge 12 marzo 1999, n. 68, previsione della  nomina,
          da parte delle amministrazioni pubbliche con  piu'  di  200
          dipendenti, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
          pubblica e con le risorse umane, finanziarie e  strumentali
          disponibili a legislazione vigente, di un responsabile  dei
          processi  di  inserimento,  definendone   i   compiti   con
          particolare riferimento  alla  garanzia  dell'accomodamento
          ragionevole di cui all'art. 3,  comma  3-bis,  del  decreto
          legislativo 9 luglio 2003, n. 216; previsione  dell'obbligo
          di trasmissione  annuale  da  parte  delle  amministrazioni
          pubbliche al Ministro delegato per la semplificazione e  la
          pubblica amministrazione e al Ministro del lavoro  e  delle
          politiche  sociali  oltre  che  al  centro  per   l'impiego
          territorialmente competente, non solo  della  comunicazione
          relativa alle scoperture di posti riservati  ai  lavoratori
          disabili, ma anche di una successiva dichiarazione relativa
          a tempi e modalita' di copertura  della  quota  di  riserva
          prevista dalla normativa vigente, nel rispetto dei  vincoli
          normativi  assunzionali  delle  amministrazioni  pubbliche,
          nonche' previsione di  adeguate  sanzioni  per  il  mancato
          invio della suddetta dichiarazione,  anche  in  termini  di
          avviamento numerico di lavoratori con disabilita' da  parte
          del centro per l'impiego territorialmente competente.». 
              - La legge 7  agosto  1990,  n.  241  (Nuove  norme  in
          materia di procedimento  amministrativo  e  di  diritto  di
          accesso ai documenti amministrativi), e'  pubblicata  nella
          Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192. 
              - Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165  (Norme
          generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze  delle
          amministrazioni pubbliche), e'  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106. 
 
          Note all'art. 1: 
              - Si riporta il testo dell'art. 2  del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 2 (Fonti).  -  1.  Le  amministrazioni  pubbliche
          definiscono,   secondo   principi   generali   fissati   da
          disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi,  mediante
          atti organizzativi secondo  i  rispettivi  ordinamenti,  le
          linee  fondamentali   di   organizzazione   degli   uffici;
          individuano gli uffici di maggiore rilevanza e  i  modi  di
          conferimento della titolarita' dei medesimi; determinano le
          dotazioni organiche  complessive.  Esse  ispirano  la  loro
          organizzazione ai seguenti criteri: 
              a) funzionalita' rispetto ai compiti e ai programmi  di
          attivita', nel perseguimento degli obiettivi di efficienza,
          efficacia ed economicita'. A  tal  fine,  periodicamente  e
          comunque all'atto della definizione dei programmi operativi
          e dell'assegnazione delle risorse, si procede  a  specifica
          verifica e ad eventuale revisione; 
              b) ampia  flessibilita',  garantendo  adeguati  margini
          alle determinazioni operative e gestionali da assumersi  ai
          sensi dell'art. 5, comma 2; 
              c)   collegamento   delle   attivita'   degli   uffici,
          adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed  esterna,
          ed  interconnessione   mediante   sistemi   informatici   e
          statistici pubblici; 
              d)  garanzia  dell'imparzialita'  e  della  trasparenza
          dell'azione amministrativa, anche attraverso  l'istituzione
          di apposite strutture per  l'informazione  ai  cittadini  e
          attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento,
          della responsabilita' complessiva dello stesso; 
              e) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura
          degli uffici con le esigenze dell'utenza e  con  gli  orari
          delle  amministrazioni  pubbliche  dei  Paesi   dell'Unione
          europea. 
              1-bis. I criteri di organizzazione di cui  al  presente
          articolo sono attuati  nel  rispetto  della  disciplina  in
          materia di trattamento dei dati personali. 
              2.  I  rapporti  di   lavoro   dei   dipendenti   delle
          amministrazioni   pubbliche   sono    disciplinati    dalle
          disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del  codice
          civile e dalle leggi sui  rapporti  di  lavoro  subordinato
          nell'impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute
          nel  presente  decreto  che  costituiscono  disposizioni  a
          carattere  imperativo.  Eventuali  disposizioni  di  legge,
          regolamento  o  statuto,  che  introducano  o  che  abbiano
          introdotto  discipline  dei  rapporti  di  lavoro  la   cui
          applicabilita'   sia   limitata   ai    dipendenti    delle
          amministrazioni pubbliche, o a categorie di  essi,  possono
          essere derogate nelle materie affidate alla  contrattazione
          collettiva ai sensi dell'art. 40, comma 1, e  nel  rispetto
          dei principi stabiliti dal presente decreto, da  successivi
          contratti o accordi collettivi nazionali e,  per  la  parte
          derogata, non sono ulteriormente applicabili. 
              3. I rapporti individuali di lavoro di cui al  comma  2
          sono regolati contrattualmente. I contratti collettivi sono
          stipulati secondo i criteri e  le  modalita'  previste  nel
          titolo III del presente decreto;  i  contratti  individuali
          devono conformarsi ai principi di cui all'art. 45, comma 2.
          L'attribuzione  di  trattamenti  economici  puo'   avvenire
          esclusivamente mediante contratti collettivi e salvo i casi
          previsti dai commi 3-ter  e  3-quater  dell'art.  40  e  le
          ipotesi  di  tutela  delle  retribuzioni  di  cui  all'art.
          47-bis, o, alle  condizioni  previste,  mediante  contratti
          individuali. Le disposizioni di legge, regolamenti  o  atti
          amministrativi che attribuiscono incrementi retributivi non
          previsti da contratti cessano di avere efficacia a far data
          dall'entrata in vigore dal relativo rinnovo contrattuale. I
          trattamenti economici piu'  favorevoli  in  godimento  sono
          riassorbiti con le modalita' e nelle  misure  previste  dai
          contratti  collettivi  e  i  risparmi  di  spesa   che   ne
          conseguono  incrementano  le  risorse  disponibili  per  la
          contrattazione collettiva. 
              3-bis.  Nel  caso  di   nullita'   delle   disposizioni
          contrattuali per  violazione  di  norme  imperative  o  dei
          limiti fissati alla contrattazione collettiva, si applicano
Art. 2 
 
          Modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 
                        30 marzo 2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) dopo le parole «alla  gestione  dei  rapporti  di  lavoro»  sono
inserite  le  seguenti:  «,  nel  rispetto  del  principio  di   pari
opportunita', e in particolare la direzione  e  l'organizzazione  del
lavoro nell'ambito degli uffici»; 
  b) le parole da «fatti salvi la sola» fino a  «l'esame  congiunto,»
sono sostituite dalle seguenti: «fatte salve la sola informazione  ai
sindacati ovvero le ulteriori forme di partecipazione,»; 
  c) l'ultimo periodo e' soppresso. 
          Note all'art. 2: 
              - Si riporta il testo dell'art. 5  del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.  5  (Potere   di   organizzazione).   -   1.   Le
          amministrazioni  pubbliche  assumono  ogni   determinazione
          organizzativa  al  fine  di  assicurare  l'attuazione   dei
          principi di cui all'art. 2, comma 1, e  la  rispondenza  al
          pubblico interesse dell'azione amministrativa. 
              2. Nell'ambito delle leggi e degli  atti  organizzativi
          di  cui  all'art.  2,  comma  1,  le   determinazioni   per
          l'organizzazione degli uffici e  le  misure  inerenti  alla
          gestione dei rapporti di lavoro, nel rispetto del principio
          di pari opportunita',  e  in  particolare  la  direzione  e
          l'organizzazione del lavoro nell'ambito degli  uffici  sono
          assunte  in  via  esclusiva  dagli  organi  preposti   alla
          gestione con la capacita' e i poteri del privato datore  di
          lavoro, fatte  salve  la  sola  informazione  ai  sindacati
          ovvero le ulteriori forme di partecipazione,  ove  previste
          nei contratti di cui all'art. 9. 
              3.  Gli  organismi  di  controllo  interno   verificano
          periodicamente   la   rispondenza   delle    determinazioni
          organizzative ai principi indicati  all'art.  2,  comma  1,
          anche  al  fine  di  proporre   l'adozione   di   eventuali
          interventi correttivi e di fornire elementi per  l'adozione
          delle misure previste nei confronti dei responsabili  della
          gestione. 
              3-bis.  Le  disposizioni  del  presente   articolo   si
          applicano    anche    alle     Autorita'     amministrative
          indipendenti.».
gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile.». 

Art. 3 
 
Modifiche all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
il comma 2.2 e' sostituito dal seguente: «2.2 I contratti  collettivi
nazionali possono integrare le procedure e  i  criteri  generali  per
l'attuazione di quanto previsto dai commi  1  e  2.  Sono  nulli  gli
accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi in contrasto
con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.». 
          Note all'art. 3: 
              - Si riporta il testo dell'art. 30 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.  30   (Passaggio   diretto   di   personale   tra
          amministrazioni diverse). - 1. Le  amministrazioni  possono
          ricoprire posti  vacanti  in  organico  mediante  passaggio
          diretto  di  dipendenti  di  cui  all'art.  2,   comma   2,
          appartenenti a una qualifica corrispondente e  in  servizio
          presso  altre  amministrazioni,  che  facciano  domanda  di
          trasferimento,  previo  assenso   dell'amministrazione   di
          appartenenza. Le amministrazioni, fissando  preventivamente
          i  requisiti  e  le  competenze  professionali   richieste,
          pubblicano sul proprio sito istituzionale, per  un  periodo
          pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono  indicati
          i  posti  che  intendono  ricoprire  attraverso   passaggio
          diretto  di  personale  di   altre   amministrazioni,   con
          indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale
          e  fino  all'introduzione  di  nuove   procedure   per   la
          determinazione dei fabbisogni standard di  personale  delle
          amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi
          centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti  pubblici
          non  economici  nazionali  non   e'   richiesto   l'assenso
          dell'amministrazione di appartenenza, la quale  dispone  il
          trasferimento    entro    due    mesi    dalla    richiesta
          dell'amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini
          per il preavviso e a condizione  che  l'amministrazione  di
          destinazione  abbia  una  percentuale  di   posti   vacanti
          superiore   all'amministrazione   di   appartenenza.    Per
          agevolare le  procedure  di  mobilita'  la  Presidenza  del
          Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento  della   funzione
          pubblica istituisce un portale finalizzato all'incontro tra
          la domanda e l'offerta di mobilita'. 
              1-bis. L'amministrazione di destinazione provvede  alla
          riqualificazione  dei  dipendenti   la   cui   domanda   di
          trasferimento e' accolta,  eventualmente  avvalendosi,  ove
          sia necessario predisporre percorsi specifici o  settoriali
          di formazione, della Scuola nazionale dell'amministrazione.
          All'attuazione del presente comma si  provvede  utilizzando
          le risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili  a
          legislazione vigente e, comunque, senza  nuovi  o  maggiori
          oneri per la finanza pubblica. 
              1-ter. La dipendente  vittima  di  violenza  di  genere
          inserita in specifici percorsi di  protezione,  debitamente
          certificati dai servizi sociali del  comune  di  residenza,
          puo'  presentare  domanda   di   trasferimento   ad   altra
          amministrazione pubblica ubicata in un  comune  diverso  da
          quello     di     residenza,      previa      comunicazione
          all'amministrazione di appartenenza. Entro quindici  giorni
          dalla   suddetta   comunicazione    l'amministrazione    di
          appartenenza    dispone     il     trasferimento     presso
          l'amministrazione indicata dalla dipendente, ove  vi  siano
          posti   vacanti   corrispondenti   alla    sua    qualifica
          professionale. 
              2. Nell'ambito dei rapporti di lavoro di  cui  all'art.
          2,  comma  2,  i  dipendenti  possono   essere   trasferiti
          all'interno della stessa amministrazione o, previo  accordo
          tra    le    amministrazioni    interessate,    in    altra
          amministrazione, in sedi  collocate  nel  territorio  dello
          stesso comune ovvero a distanza non superiore  a  cinquanta
          chilometri  dalla  sede  cui  sono  adibiti.  Ai  fini  del
          presente comma non si applica il terzo  periodo  del  primo
          comma dell'art. 2103 del codice  civile.  Con  decreto  del
          Ministro   per   la   semplificazione   e    la    pubblica
          amministrazione, previa consultazione con le confederazioni
          sindacali rappresentative e previa intesa, ove  necessario,
          in sede di conferenza unificata di cui all'art. 8deldecreto
          legislativo 28 agosto 1997, n. 281, possono essere  fissati
          criteri per realizzare i processi di cui al presente comma,
          anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni
          senza preventivo accordo, per garantire  l'esercizio  delle
          funzioni istituzionali da parte delle  amministrazioni  che
          presentano carenze di organico. Le disposizioni di  cui  al
          presente comma si applicano ai dipendenti con figli di eta'
          inferiore  a  tre  anni,  che  hanno  diritto  al   congedo
          parentale, e ai soggetti  di  cui  all'art.  33,  comma  3,
          dellalegge  5  febbraio  1992,   n.   104,   e   successive
          modificazioni,  con   il   consenso   degli   stessi   alla
          prestazione della propria attivita' lavorativa in  un'altra
          sede. 
              2.1. Nei casi di cui ai commi 1 e 2  per  i  quali  sia
          necessario un trasferimento di risorse, si applica il comma
          2.3. 
              2.2 I contratti collettivi nazionali possono  integrare
          le procedure e  i  criteri  generali  per  l'attuazione  di
          quanto previsto dai commi 1 e 2. Sono  nulli  gli  accordi,
          gli  atti  o  le  clausole  dei  contratti  collettivi   in
          contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2. 
              2.3 Al fine di favorire i processi di cui ai commi 1  e
          2, e' istituito, nello stato di  previsione  del  Ministero
          dell'economia  e  delle  finanze,  un  fondo  destinato  al
          miglioramento  dell'allocazione  del  personale  presso  le
          pubbliche amministrazioni, con una dotazione di 15  milioni
          di euro per l'anno 2014 e di 30 milioni di euro a decorrere
          dall'anno  2015,   da   attribuire   alle   amministrazioni
          destinatarie dei predetti processi. Al fondo  confluiscono,
          altresi', le risorse corrispondenti al cinquanta per  cento
          del trattamento economico spettante al personale trasferito
          mediante  versamento  all'entrata  dello  Stato  da   parte
          dell'amministrazione     cedente      e      corrispondente
          riassegnazione  al  fondo   ovvero   mediante   contestuale
          riduzione  dei  trasferimenti  statali  all'amministrazione
          cedente. I criteri di utilizzo e le modalita'  di  gestione
          delle risorse del fondo  sono  stabiliti  con  decreto  del
          Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto  con  il
          Ministro dell'economia e delle finanze. In  sede  di  prima
          applicazione,  nell'assegnazione  delle   risorse   vengono
          prioritariamente   valutate   le   richieste    finalizzate
          all'ottimale  funzionamento  degli  uffici  giudiziari  che
          presentino    rilevanti    carenze    di    personale     e
          conseguentemente  alla  piena  applicazione  della  riforma
          delle province di cui allalegge 7 aprile 2014,  n.  56.  Le
          risorse sono assegnate alle amministrazioni di destinazione
          sino al momento di effettiva  permanenza  in  servizio  del
          personale oggetto delle procedure di cui ai commi 1 e 2. 
              2.4 Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2.3,
          pari a 15 milioni di euro per l'anno 2014 e a 30 milioni di
          euro a decorrere dall'anno 2015, si provvede,  quanto  a  6
          milioni di euro per l'anno 2014 e a 9  milioni  di  euro  a
          decorrere  dal  2015  mediante   corrispondente   riduzione
          dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 3,  comma  97,
          dellalegge 24 dicembre 2007, n. 244, quanto a 9 milioni  di
          euro a decorrere dal 2014 mediante corrispondente riduzione
          dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1,  comma  14,
          deldecreto-legge del 3 ottobre 2006, n.  262convertito  con
          modificazioni, dallalegge 24 novembre 2006, n. 286e  quanto
          a  12  milioni  di  euro  a  decorrere  dal  2015  mediante
          corrispondente riduzione dell'autorizzazione  di  spesa  di
          cui all'art. 1, comma 527, dellalegge 27 dicembre 2006,  n.
          296. A decorrere dall'anno 2015, il fondo di cui  al  comma
          2.3 puo' essere rideterminato ai sensi dell'art. 11,  comma
          3, lettera d), dellalegge 31  dicembre  2009,  n.  196.  Il
          Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  ad
          apportare con propri decreti le  occorrenti  variazioni  di
          bilancio per l'attuazione del presente articolo.(142) 
              2-bis.   Le   amministrazioni,   prima   di   procedere
          all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla
          copertura di posti vacanti in organico, devono attivare  le
          procedure di mobilita' di cui al comma 1,  provvedendo,  in
          via prioritaria, all'immissione in  ruolo  dei  dipendenti,
          provenienti  da  altre  amministrazioni,  in  posizione  di
          comando o di fuori ruolo,  appartenenti  alla  stessa  area
          funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli
          delle  amministrazioni  in  cui   prestano   servizio.   Il
          trasferimento e' disposto, nei limiti  dei  posti  vacanti,
          con  inquadramento   nell'area   funzionale   e   posizione
          economica  corrispondente  a  quella  posseduta  presso  le
          amministrazioni  di  provenienza;  il  trasferimento   puo'
          essere disposto anche se la vacanza sia  presente  in  area
          diversa  da  quella   di   inquadramento   assicurando   la
          necessaria neutralita' finanziaria. 
              2-ter. L'immissione in ruolo di  cui  al  comma  2-bis,
          limitatamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri  e
          al  Ministero  degli  affari  esteri,  in   ragione   della
          specifica professionalita' richiesta ai propri  dipendenti,
          avviene  previa  valutazione  comparativa  dei  titoli   di
          servizio e di studio, posseduti dai dipendenti comandati  o
          fuori ruolo al momento della presentazione della domanda di
          trasferimento,  nei   limiti   dei   posti   effettivamente
          disponibili. 
              2-quater. La Presidenza del Consiglio dei ministri, per
          fronteggiare le situazioni di emergenza in atto, in ragione
          della  specifica  professionalita'  richiesta   ai   propri
          dipendenti  puo'  procedere  alla  riserva  di   posti   da
          destinare  al  personale  assunto  con  ordinanza  per   le
          esigenze della Protezione civile  e  del  servizio  civile,
          nell'ambito delle procedure concorsuali di cui all'art.  3,
          comma 59, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e  all'art.
          1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311". 
              2-quinquies.  Salvo  diversa  previsione,   a   seguito
          dell'iscrizione   nel   ruolo    dell'amministrazione    di
          destinazione, al dipendente  trasferito  per  mobilita'  si
          applica  esclusivamente   il   trattamento   giuridico   ed
          economico,  compreso  quello   accessorio,   previsto   nei
          contratti collettivi  vigenti  nel  comparto  della  stessa
          amministrazione. 
              2-sexies. Le pubbliche  amministrazioni,  per  motivate
          esigenze  organizzative,  risultanti   dai   documenti   di
          programmazione previsti all'art. 6, possono  utilizzare  in
          assegnazione temporanea,  con  le  modalita'  previste  dai
          rispettivi ordinamenti, personale di altre  amministrazioni
          per un periodo non superiore a  tre  anni,  fermo  restando
          quanto gia'  previsto  da  norme  speciali  sulla  materia,
          nonche' il regime di spesa eventualmente previsto  da  tali
          norme e dal presente decreto.». 

Capo II Fabbisogni

Art. 4 
 
          Modifiche all'articolo 6 del decreto legislativo 
                        30 marzo 2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) la rubrica e' sostituita dalla seguente:  «Organizzazione  degli
uffici e fabbisogni di personale»; 
  b) i commi 1, 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti: 
  «1. Le amministrazioni pubbliche definiscono l'organizzazione degli
uffici per le finalita' indicate all'articolo 1, comma 1,  adottando,
in conformita' al piano triennale dei fabbisogni di cui al  comma  2,
gli atti previsti dai  rispettivi  ordinamenti,  previa  informazione
sindacale, ove prevista nei contratti collettivi nazionali. 
  2. Allo scopo di  ottimizzare  l'impiego  delle  risorse  pubbliche
disponibili e  perseguire  obiettivi  di  performance  organizzativa,
efficienza, economicita' e qualita'  dei  servizi  ai  cittadini,  le
amministrazioni pubbliche adottano il piano triennale dei  fabbisogni
di personale, in coerenza con  la  pianificazione  pluriennale  delle
attivita' e della performance, nonche'  con  le  linee  di  indirizzo
emanate ai  sensi  dell'articolo  6-ter.  Qualora  siano  individuate
eccedenze di personale, si applica  l'articolo  33.  Nell'ambito  del
piano, le amministrazioni pubbliche curano  l'ottimale  distribuzione
delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei  processi
di mobilita' e di reclutamento del personale, anche  con  riferimento
alle unita' di cui all'articolo  35,  comma  2.  Il  piano  triennale
indica le risorse finanziarie destinate all'attuazione del piano, nei
limiti delle risorse quantificate  sulla  base  della  spesa  per  il
personale in servizio e di quelle connesse alle facolta' assunzionali
previste a legislazione vigente. 
  3. In sede di definizione del piano di cui  al  comma  2,  ciascuna
amministrazione indica la consistenza della dotazione organica  e  la
sua eventuale rimodulazione  in  base  ai  fabbisogni  programmati  e
secondo le linee di indirizzo di cui all'articolo 6-ter,  nell'ambito
del potenziale limite finanziario massimo della medesima e di  quanto
previsto dall'articolo 2, comma 10-bis, del  decreto-legge  6  luglio
2012, n. 95, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto
2012,  n.  135,   garantendo   la   neutralita'   finanziaria   della
rimodulazione. Resta fermo che la copertura dei posti vacanti avviene
nei limiti delle assunzioni consentite a legislazione vigente. 
  4. Nelle amministrazioni statali, il  piano  di  cui  al  comma  2,
adottato annualmente dall'organo di vertice, e' approvato, anche  per
le finalita' di  cui  all'articolo  35,  comma  4,  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri o  del  Ministro  delegato,  su
proposta  del  Ministro  competente,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. Per le altre amministrazioni pubbliche
il piano triennale dei fabbisogni, adottato annualmente nel  rispetto
delle previsioni di cui ai commi 2  e  3,  e'  approvato  secondo  le
modalita'  previste  dalla   disciplina   dei   propri   ordinamenti.
Nell'adozione degli atti di cui al presente comma, e'  assicurata  la
preventiva  informazione  sindacale,  ove  prevista   nei   contratti
collettivi nazionali.»; 
  c) il comma 4-bis e' abrogato; 
  d) il comma 6 e' sostituito dal seguente:  «6.  Le  amministrazioni
pubbliche che non provvedono agli  adempimenti  di  cui  al  presente
articolo non possono assumere nuovo personale.»; 
  e) dopo il comma 6 e' inserito  il  seguente:  «6-bis.  Sono  fatte
salve le procedure di reclutamento del personale docente, educativo e
amministrativo,  tecnico  e  ausiliario   (ATA)   delle   istituzioni
scolastiche  ed  educative  statali,  delle   istituzioni   di   alta
formazione  artistica,  musicale  e  coreutica  e  delle  istituzioni
universitarie, nonche' degli enti  pubblici  di  ricerca  di  cui  al
decreto legislativo 25 novembre  2016,  n.  218.  Per  gli  enti  del
servizio  sanitario  nazionale  sono  fatte  salve   le   particolari
disposizioni dettate dalla normativa di settore.». 
  2. All'articolo 6-bis del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, le parole «e di dotazione organica» sono soppresse; 
  b) il comma 2  e'  sostituito  dal  seguente:  «Le  amministrazioni
interessate dai processi di cui al presente  articolo  provvedono  al
congelamento dei posti e alla temporanea riduzione  dei  fondi  della
contrattazione in misura corrispondente, fermi restando i processi di
riallocazione e di mobilita' del personale.». 
  3. Dopo l'articolo 6-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.
165, e' inserito il seguente: «Art. 6-ter (Linee di indirizzo per  la
pianificazione dei fabbisogni di personale).  -  1.  Con  decreti  di
natura non regolamentare adottati dal Ministro per la semplificazione
e  la  pubblica  amministrazione  di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze,  sono  definite,  nel  rispetto  degli
equilibri di finanza pubblica, linee di indirizzo  per  orientare  le
amministrazioni pubbliche nella predisposizione dei rispettivi  piani
dei fabbisogni di personale ai sensi dell'articolo 6, comma 2,  anche
con riferimento a fabbisogni prioritari o emergenti di nuove figure e
competenze professionali. 
  2. Le linee di indirizzo di cui al  comma  1  sono  definite  anche
sulla  base  delle  informazioni   rese   disponibili   dal   sistema
informativo del personale del Ministero dell'economia e delle finanze
-  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato,  di   cui
all'articolo 60. 
  3. Con riguardo alle  regioni,  agli  enti  regionali,  al  sistema
sanitario nazionale e agli enti locali, i decreti di cui al  comma  1
sono adottati previa intesa in sede di Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8, comma 6, della legge  5  giugno  2003,  n.  131.  Con
riguardo alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale, i
decreti di cui al comma 1 sono adottati  di  concerto  anche  con  il
Ministro della salute. 
  4. Le modalita' di acquisizione  dei  dati  del  personale  di  cui
all'articolo  60  sono  a  tal  fine  implementate   per   consentire
l'acquisizione  delle  informazioni  riguardanti  le  professioni   e
relative  competenze  professionali,  nonche'  i  dati  correlati  ai
fabbisogni. 
  5. Ciascuna amministrazione pubblica comunica secondo le  modalita'
definite dall'articolo 60  le  predette  informazioni  e  i  relativi
aggiornamenti annuali che vengono resi tempestivamente disponibili al
Dipartimento della funzione pubblica. La comunicazione dei  contenuti
dei piani e' effettuata entro trenta giorni dalla loro adozione e, in
assenza di tale comunicazione, e' fatto divieto alle  amministrazioni
di procedere alle assunzioni. 
  6. Qualora, sulla base del monitoraggio  effettuato  dal  Ministero
dell'economia e delle finanze di intesa  con  il  Dipartimento  della
funzione pubblica attraverso il sistema informativo di cui  al  comma
2, con riferimento alle  amministrazioni  dello  Stato,  si  rilevino
incrementi di spesa correlati alle  politiche  assunzionali  tali  da
compromettere gli obiettivi e gli equilibri di finanza  pubblica,  il
Ministro per la semplificazione e la  pubblica  amministrazione,  con
decreto di natura non regolamentare,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, adotta le necessarie misure correttive
delle linee di indirizzo  di  cui  al  comma  1.  Con  riguardo  alle
regioni, agli enti regionali, al sistema sanitario nazionale ed  agli
enti locali, le misure correttive sono adottate con le  modalita'  di
cui al comma 3.». 
Note all'art. 4: 
              - Si riporta il testo dell'art. 6  del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 6. (Organizzazione degli uffici e  fabbisogni  di
          personale). - 1. Le amministrazioni  pubbliche  definiscono
          l'organizzazione degli uffici  per  le  finalita'  indicate
          all'art. 1, comma 1, adottando,  in  conformita'  al  piano
          triennale dei fabbisogni  di  cui  al  comma  2,  gli  atti
          previsti dai rispettivi  ordinamenti,  previa  informazione
          sindacale, ove prevista nei contratti collettivi nazionali. 
              2. Allo scopo di ottimizzare  l'impiego  delle  risorse
          pubbliche disponibili e perseguire obiettivi di performance
          organizzativa,  efficienza,  economicita'  e  qualita'  dei
          servizi ai cittadini, le amministrazioni pubbliche adottano
          il piano triennale dei fabbisogni di personale, in coerenza
          con la pianificazione pluriennale delle attivita'  e  della
          performance, nonche' con le linee di indirizzo  emanate  ai
          sensi dell'art. 6-ter. Qualora siano individuate  eccedenze
          di personale, si applica l'art. 33. Nell'ambito del  piano,
          le    amministrazioni    pubbliche    curano     l'ottimale
          distribuzione delle risorse umane attraverso la  coordinata
          attuazione dei processi di mobilita' e di reclutamento  del
          personale,  anche  con  riferimento  alle  unita'  di   cui
          all'art. 35, comma 2. Il piano triennale indica le  risorse
          finanziarie destinate all'attuazione del piano, nei  limiti
          delle risorse quantificate sulla base della  spesa  per  il
          personale in servizio e di quelle  connesse  alle  facolta'
          assunzionali previste a legislazione vigente. 
              3. In sede di definizione del piano di cui al comma  2,
          ciascuna  amministrazione  indica  la   consistenza   della
          dotazione organica e la sua eventuale rimodulazione in base
          ai fabbisogni programmati e secondo le linee  di  indirizzo
          di cui all'art. 6-ter, nell'ambito  del  potenziale  limite
          finanziario massimo della medesima  e  di  quanto  previsto
          dall'art. 2, comma 10-bis, del decreto-legge 6 luglio 2012,
          n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto
          2012, n. 135, garantendo la neutralita'  finanziaria  della
          rimodulazione. Resta  fermo  che  la  copertura  dei  posti
          vacanti avviene nei limiti delle  assunzioni  consentite  a
          legislazione vigente. 
              4. Nelle amministrazioni statali, il piano  di  cui  al
          comma 2, adottato annualmente dall'organo  di  vertice,  e'
          approvato, anche per le finalita' di cui all'art. 35, comma
          4, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  o
          del Ministro delegato, su proposta del Ministro competente,
          di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze.
          Per le altre amministrazioni pubbliche il  piano  triennale
          dei fabbisogni, adottato  annualmente  nel  rispetto  delle
          previsioni di cui ai commi 2 e 3, e' approvato  secondo  le
          modalita' previste dalla disciplina dei propri ordinamenti.
          Nell'adozione degli atti  di  cui  al  presente  comma,  e'
          assicurata  la  preventiva  informazione   sindacale,   ove
          prevista nei contratti collettivi nazionali. 
              4-bis. (abrogato). 
              5. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri, per il
          Ministero   degli   affari   esteri,   nonche'    per    le
          amministrazioni che esercitano competenze istituzionali  in
          materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e  di
          giustizia, sono fatte  salve  le  particolari  disposizioni
          dettate dalle normative di settore. L'art. 5, comma 3,  del
          decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, relativamente
          al  personale  appartenente  alle  Forze  di   polizia   ad
          ordinamento civile, si interpreta nel senso che al predetto
          personale non si applica l'art. 16  dello  stesso  decreto.
          Restano salve le disposizioni vigenti per la determinazione
          delle piante  organiche  del  personale  degli  istituti  e
          scuole  di  ogni  ordine  e  grado  e   delle   istituzioni
          educative. Le attribuzioni del Ministero dell'universita' e
          della ricerca scientifica e tecnologica, relative  a  tutto
          il personale tecnico e  amministrativo  universitario,  ivi
          compresi i  dirigenti,  sono  devolute  all'universita'  di
          appartenenza. Parimenti sono  attribuite  agli  osservatori
          astronomici, astrofisici e vesuviano tutte le  attribuzioni
          del Ministero dell'universita' e della ricerca  scientifica
          e tecnologica in materia  di  personale,  ad  eccezione  di
          quelle relative al reclutamento del personale di ricerca. 
              6. Le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli
          adempimenti  di  cui  al  presente  articolo  non   possono
          assumere nuovo personale. 
              6-bis. Sono fatte salve le  procedure  di  reclutamento
          del personale docente, educativo e amministrativo,  tecnico
          e  ausiliario  (ATA)  delle  istituzioni   scolastiche   ed
          educative statali, delle  istituzioni  di  alta  formazione
          artistica,  musicale  e  coreutica  e   delle   istituzioni
          universitarie, nonche' degli enti pubblici  di  ricerca  di
          cui al decreto legislativo 25 novembre 2016,  n.  218.  Per
          gli enti del servizio sanitario nazionale sono fatte  salve
          le particolari  disposizioni  dettate  dalla  normativa  di
          settore.». 
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  6-bis  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art. 6-bis (Misure  in  materia  di  organizzazione  e
          razionalizzazione della spesa per  il  funzionamento  delle
          pubbliche   amministrazioni).    -    1.    Le    pubbliche
          amministrazioni di cui all'art. 1,  comma  2,  nonche'  gli
          enti finanziati direttamente o indirettamente a carico  del
          bilancio dello Stato sono  autorizzati,  nel  rispetto  dei
          principi di concorrenza e di trasparenza, ad acquistare sul
          mercato i  servizi,  originariamente  prodotti  al  proprio
          interno, a condizione di ottenere conseguenti  economie  di
          gestione e di adottare le necessarie misure in  materia  di
          personale. 
              2. Le amministrazioni interessate dai processi  di  cui
          al presente articolo provvedono al congelamento dei posti e
          alla temporanea riduzione dei fondi della contrattazione in
          misura  corrispondente,  fermi  restando  i   processi   di
          riallocazione e di mobilita' del personale. 
              3. I collegi dei revisori dei conti  e  gli  organi  di
          controllo interno  delle  amministrazioni  che  attivano  i
          processi di cui al comma 1 vigilano  sull'applicazione  del
          presente articolo, dando evidenza, nei propri verbali,  dei
          risparmi  derivanti  dall'adozione  dei  provvedimenti   in
          materia di organizzazione e di  personale,  anche  ai  fini
          della valutazione del personale con  incarico  dirigenziale
          di cui all' art. 5 del decreto legislativo 30 luglio  1999,
          n. 286.». 

Art. 5 
 
          Modifiche all'articolo 7 del decreto legislativo 
                        30 marzo 2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) dopo il comma 5  e'  inserito  il  seguente:  «5-bis.  E'  fatto
divieto alle amministrazioni  pubbliche  di  stipulare  contratti  di
collaborazione  che  si   concretano   in   prestazioni   di   lavoro
esclusivamente  personali,  continuative  e  le  cui   modalita'   di
esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai
tempi e al luogo di lavoro. I contratti posti in essere in violazione
del presente comma sono nulli e determinano responsabilita' erariale.
I dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente
comma sono, altresi', responsabili ai sensi  dell'articolo  21  e  ad
essi non puo' essere erogata  la  retribuzione  di  risultato.  Resta
fermo che la disposizione di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto
legislativo 15 giugno 2015, n. 81,  non  si  applica  alle  pubbliche
amministrazioni.»; 
  b) al comma 6 sono apportate le seguenti modificazioni: 
  1) all'alinea, le  parole  «Per  esigenze»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «Fermo  restando  quanto  previsto  dal  comma  5-bis,  per
specifiche esigenze», dopo le parole «possono conferire» e'  inserita
la seguente «esclusivamente» e le parole  «di  natura  occasionale  o
coordinata e continuativa,» sono soppresse; 
  2) alla lettera d), la parola «luogo,» e' soppressa; 
  3)  al  secondo  periodo,  le  parole  «di  natura  occasionale   o
coordinata e continuativa» sono soppresse; 
  4)  al  terzo  periodo,  le  parole  «Il  ricorso  a  contratti  di
collaborazione  coordinata  e  continuativa  per  lo  svolgimento  di
funzioni ordinarie o l'utilizzo  dei  collaboratori  come  lavoratori
subordinati» sono sostituite dalle seguenti: «Il ricorso ai contratti
di cui al presente comma per lo svolgimento di funzioni  ordinarie  o
l'utilizzo dei soggetti incaricati ai sensi del medesimo  comma  come
lavoratori subordinati». 
  c)  al  comma  6-quater  le  parole  «di  controllo  interno»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «indipendenti  di  valutazione  di  cui
all'articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150»; 
  d) dopo il comma 6-quater e' inserito  il  seguente:  «6-quinquies.
Rimangono ferme  le  speciali  disposizioni  previste  per  gli  enti
pubblici di ricerca  dall'articolo  14  del  decreto  legislativo  25
novembre 2016, n. 218.». 
          Note all'art. 5: 
              - Si riporta il testo dell'art. 7  del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.  7  (Gestione  delle  risorse  umane).  -  1.  Le
          pubbliche  amministrazioni  garantiscono  parita'  e   pari
          opportunita' tra uomini e donne e l'assenza di  ogni  forma
          di  discriminazione,  diretta  e  indiretta,  relativa   al
          genere, all'eta', all'orientamento  sessuale,  alla  razza,
          all'origine etnica, alla disabilita', alla religione o alla
          lingua, nell'accesso al lavoro,  nel  trattamento  e  nelle
          condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle
          promozioni e  nella  sicurezza  sul  lavoro.  Le  pubbliche
          amministrazioni garantiscono altresi' un ambiente di lavoro
          improntato al benessere  organizzativo  e  si  impegnano  a
          rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma  di  violenza
          morale o psichica al proprio interno. 
              2.  Le  amministrazioni   pubbliche   garantiscono   la
          liberta' di insegnamento e l'autonomia professionale  nello
          svolgimento  dell'attivita'  didattica,  scientifica  e  di
          ricerca. 
              3. Le  amministrazioni  pubbliche  individuano  criteri
          certi di priorita' nell'impiego flessibile  del  personale,
          purche' compatibile con l'organizzazione degli uffici e del
          lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio
          personale, sociale e familiare e dei  dipendenti  impegnati
          in attivita' di volontariato ai sensi della legge 11 agosto
          1991, n. 266. 
              4. Le amministrazioni pubbliche curano la formazione  e
          l'aggiornamento del  personale,  ivi  compreso  quello  con
          qualifiche dirigenziali, garantendo altresi'  l'adeguamento
          dei  programmi  formativi,  al  fine  di  contribuire  allo
          sviluppo   della   cultura   di   genere   della   pubblica
          amministrazione. 
              5. Le amministrazioni  pubbliche  non  possono  erogare
          trattamenti economici accessori che non corrispondano  alle
          prestazioni effettivamente rese. 
              5-bis. E' fatto divieto alle amministrazioni  pubbliche
          di stipulare contratti di collaborazione che si  concretano
          in  prestazioni   di   lavoro   esclusivamente   personali,
          continuative  e  le  cui  modalita'  di  esecuzione   siano
          organizzate dal committente anche con riferimento ai  tempi
          e al luogo di  lavoro.  I  contratti  posti  in  essere  in
          violazione del presente  comma  sono  nulli  e  determinano
          responsabilita'  erariale.  I  dirigenti  che  operano   in
          violazione delle  disposizioni  del  presente  comma  sono,
          altresi', responsabili ai sensi dell'art. 21 e ad essi  non
          puo' essere erogata la  retribuzione  di  risultato.  Resta
          fermo che la disposizione di cui all'art. 2, comma  1,  del
          decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, non  si  applica
          alle pubbliche amministrazioni. 
              6. Fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis,  per
          specifiche  esigenze  cui  non  possono  far   fronte   con
          personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono
          conferire   esclusivamente   incarichi   individuali,   con
          contratti di lavoro autonomo, ad esperti di  particolare  e
          comprovata   specializzazione   anche   universitaria,   in
          presenza dei seguenti presupposti di legittimita': 
              a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere  alle
          competenze attribuite dall'ordinamento  all'amministrazione
          conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati
          e deve risultare coerente con le esigenze di  funzionalita'
          dell'amministrazione conferente; 
              b)   l'amministrazione   deve   avere   preliminarmente
          accertato  l'impossibilita'  oggettiva  di  utilizzare   le
          risorse umane disponibili al suo interno; 
              c) la prestazione deve essere di  natura  temporanea  e
          altamente  qualificata;  non   e'   ammesso   il   rinnovo;
          l'eventuale proroga dell'incarico originario e' consentita,
          in via eccezionale, al solo fine di completare il  progetto
          e  per  ritardi  non  imputabili  al  collaboratore,  ferma
          restando  la  misura  del  compenso  pattuito  in  sede  di
          affidamento dell'incarico; 
              d) devono essere  preventivamente  determinati  durata,
          oggetto e compenso della collaborazione. 
              Si   prescinde   dal   requisito    della    comprovata
          specializzazione universitaria in caso di  stipulazione  di
          contratti  di  collaborazione  per  attivita'  che  debbano
          essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o
          con  soggetti  che  operino  nel  campo  dell'arte,   dello
          spettacolo,  dei  mestieri  artigianali  o   dell'attivita'
          informatica nonche' a supporto dell'attivita'  didattica  e
          di ricerca, per i  servizi  di  orientamento,  compreso  il
          collocamento, e di certificazione dei contratti  di  lavoro
          di cui al decreto legislativo 10 settembre  2003,  n.  276,
          purche' senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
          pubblica, ferma restando  la  necessita'  di  accertare  la
          maturata esperienza nel settore. 
              Il ricorso ai contratti di cui al presente comma per lo
          svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei soggetti
          incaricati ai sensi  del  medesimo  comma  come  lavoratori
          subordinati e' causa di responsabilita' amministrativa  per
          il dirigente che  ha  stipulato  i  contratti.  Il  secondo
          periodo dell'art. 1, comma 9, del decreto-legge  12  luglio
          2004, n. 168 convertito, con modificazioni, dalla legge  30
          luglio  2004,  n.  191,  e'  soppresso.  Si  applicano   le
          disposizioni previste dall'art. 36, comma 3,  del  presente
          decreto e, in caso di violazione delle disposizioni di  cui
          al  presente  comma,   fermo   restando   il   divieto   di
          costituzione di rapporti di lavoro a  tempo  indeterminato,
          si applica  quanto  previsto  dal  citato  art.  36,  comma
          5-quater. 
              6-bis.  Le  amministrazioni  pubbliche  disciplinano  e
          rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti,  procedure
          comparative  per  il  conferimento   degli   incarichi   di
          collaborazione. 
              6-ter. I regolamenti di cui all'art. 110, comma 6,  del
          testo unico di cui al decreto legislativo 18  agosto  2000,
          n. 267, si adeguano ai principi di cui al comma 6. 
              6-quater Le disposizioni di cui ai  commi  6,  6-bis  e
          6-ter  non  si  applicano  ai  componenti  degli  organismi
          indipendenti di valutazione di cui all'art. 14 del  decreto
          legislativo 27  ottobre  2009,  n.  150  e  dei  nuclei  di
          valutazione,  nonche'  degli  organismi  operanti  per   le
          finalita' di cui all'art. 1, comma 5, della legge 17 maggio
          1999, n. 144. 
              6-quinquies. Rimangono ferme le  speciali  disposizioni
          previste per gli enti pubblici di ricerca dall'art. 14  del
          decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218.». 

Capo III Reclutamento e incompatibilità

Art. 6 
 
Modifiche all'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 3, dopo la lettera  e)  sono  aggiunte  le  seguenti:
«e-bis) facolta', per ciascuna amministrazione, di limitare nel bando
il numero degli eventuali idonei in misura non superiore al venti per
cento dei posti  messi  a  concorso,  con  arrotondamento  all'unita'
superiore, fermo restando quanto previsto  dall'articolo  400,  comma
15, del decreto legislativo 16 aprile 1994,  n.  297  e  dal  decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 59; e-ter) possibilita' di richiedere,
tra  i  requisiti  previsti  per  specifici  profili  o  livelli   di
inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve
comunque essere valutato, ove pertinente, tra i titoli  rilevanti  ai
fini del concorso.»; 
  b) al  comma  3-bis,  lettera  b),  le  parole  «di  collaborazione
coordinata e continuativa» sono sostituite dalle seguenti: «di lavoro
flessibile»; 
  c) al comma  4,  le  parole  «della  programmazione  triennale  del
fabbisogno di personale deliberata ai sensi  dell'articolo  39  della
legge 27  dicembre  1997,  n.  449,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni» sono sostituite dalle seguenti:  «del  piano  triennale
dei fabbisogni approvato ai sensi dell'articolo 6, comma 4»; 
  d) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. Fermo restando quanto
previsto dall'articolo 4, comma  3-quinquies,  del  decreto-legge  31
agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30
ottobre 2013, n. 125, per le amministrazioni di cui al  comma  4,  le
restanti amministrazioni pubbliche, per lo svolgimento delle  proprie
procedure  selettive,  possono  rivolgersi  al   Dipartimento   della
funzione pubblica e avvalersi della Commissione per l'attuazione  del
Progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni (RIPAM),
di cui al decreto interministeriale 25 luglio  1994,  fatte  comunque
salve le competenze delle Commissioni esaminatrici. A tali  fini,  la
Commissione  RIPAM  si  avvale  di  personale  messo  a  disposizione
dall'Associazione Formez PA.»; 
  e) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: «5.1. Nell'ipotesi  di
cui al comma 5, il bando di concorso puo' fissare  un  contributo  di
ammissione,  ai  sensi   dell'articolo   4,   comma   3-septies   del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,  convertito  con  modificazioni
nella legge 31 ottobre 2013, n. 125. 
  5.2. Il Dipartimento della  funzione  pubblica,  anche  avvalendosi
dell'Associazione Formez  PA  e  della  Commissione  RIPAM,  elabora,
previo accordo in sede di Conferenza Unificata ai sensi dell'articolo
4 del decreto legislativo n. 281 del 1997, linee guida  di  indirizzo
amministrativo sullo svolgimento  delle  prove  concorsuali  e  sulla
valutazione dei titoli, ispirate alle  migliori  pratiche  a  livello
nazionale e internazionale in materia di reclutamento del  personale,
nel  rispetto  della  normativa,  anche  regolamentare,  vigente   in
materia. Le linee guida per le prove concorsuali e la valutazione dei
titoli  del  personale  sanitario,  tecnico  e  professionale,  anche
dirigente, del Servizio sanitario nazionale sono adottate di concerto
con il Ministero della salute.». 
Note all'art. 6: 
              - Si riporta il testo dell'art. 35 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.   35   (Reclutamento   del   personale).   -   1.
          L'assunzione nelle amministrazioni  pubbliche  avviene  con
          contratto individuale di lavoro: 
              a) tramite procedure selettive,  conformi  ai  principi
          del comma 3, volte all'accertamento della  professionalita'
          richiesta, che garantiscano in  misura  adeguata  l'accesso
          dall'esterno; 
              b) mediante avviamento degli iscritti  nelle  liste  di
          collocamento ai sensi della  legislazione  vigente  per  le
          qualifiche e profili per  i  quali  e'  richiesto  il  solo
          requisito della  scuola  dell'obbligo,  facendo  salvi  gli
          eventuali    ulteriori     requisiti     per     specifiche
          professionalita'. 
              2.  Le   assunzioni   obbligatorie   da   parte   delle
          amministrazioni pubbliche, aziende  ed  enti  pubblici  dei
          soggetti di cui allalegge 12 marzo 1999, n.  68,  avvengono
          per  chiamata  numerica  degli  iscritti  nelle  liste   di
          collocamento  ai  sensi  della  vigente  normativa,  previa
          verifica della  compatibilita'  della  invalidita'  con  le
          mansioni da svolgere. Per il coniuge  superstite  e  per  i
          figli  del  personale  delle  Forze  armate,  delle   Forze
          dell'ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del
          personale     della     Polizia     municipale     deceduto
          nell'espletamento del servizio, nonche' delle  vittime  del
          terrorismo  e  della  criminalita'   organizzata   di   cui
          allalegge  13   agosto   1980,   n.   466,   e   successive
          modificazioni ed integrazioni,  tali  assunzioni  avvengono
          per chiamata diretta nominativa. 
              3.  Le  procedure  di  reclutamento   nelle   pubbliche
          amministrazioni si  conformano  ai  seguenti  principi:  a)
          adeguata  pubblicita'  della  selezione  e   modalita'   di
          svolgimento che garantiscano l'imparzialita'  e  assicurino
          economicita' e celerita' di espletamento,  ricorrendo,  ove
          e' opportuno, all'ausilio di sistemi automatizzati, diretti
          anche a realizzare forme di preselezione; 
              b) adozione  di  meccanismi  oggettivi  e  trasparenti,
          idonei a verificare il possesso dei requisiti  attitudinali
          e professionali richiesti in relazione  alla  posizione  da
          ricoprire; 
              c) rispetto delle pari opportunita' tra  lavoratrici  e
          lavoratori; 
              d) decentramento delle procedure di reclutamento; 
              e) composizione delle  commissioni  esclusivamente  con
          esperti di provata competenza nelle  materie  di  concorso,
          scelti tra funzionari  delle  amministrazioni,  docenti  ed
          estranei  alle   medesime,   che   non   siano   componenti
          dell'organo di direzione politica dell'amministrazione, che
          non  ricoprano  cariche   politiche   e   che   non   siano
          rappresentanti sindacali o designati  dalle  confederazioni
          ed   organizzazioni   sindacali   o   dalle    associazioni
          professionali; 
              e-bis)  facolta',  per  ciascuna  amministrazione,   di
          limitare nel bando il  numero  degli  eventuali  idonei  in
          misura non superiore al venti per cento dei posti  messi  a
          concorso, con arrotondamento  all'unita'  superiore,  fermo
          restando quanto  previsto  dall'art.  400,  comma  15,  del
          decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297  e  dal  decreto
          legislativo 13 aprile 2017, n. 59; 
              e-ter) possibilita'  di  richiedere,  tra  i  requisiti
          previsti per specifici profili o livelli di  inquadramento,
          il possesso del titolo di  dottore  di  ricerca,  che  deve
          comunque essere valutato,  ove  pertinente,  tra  i  titoli
          rilevanti ai fini del concorso. 
              3-bis. Le amministrazioni pubbliche, nel rispetto della
          programmazione triennale del fabbisogno, nonche' del limite
          massimo  complessivo  del  50  per  cento   delle   risorse
          finanziarie disponibili ai sensi della normativa vigente in
          materia di assunzioni ovvero di contenimento della spesa di
          personale, secondo i rispettivi regimi  limitativi  fissati
          dai documenti di finanza pubblica e, per le amministrazioni
          interessate, previo espletamento della procedura di cui  al
          comma 4, possono avviare procedure di reclutamento mediante
          concorso pubblico: 
              a) con riserva dei posti, nel limite massimo del 40 per
          cento di quelli banditi, a favore dei titolari di  rapporto
          di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di
          pubblicazione dei bandi, hanno maturato almeno tre anni  di
          servizio alle dipendenze dell'amministrazione che emana  il
          bando; 
              b) per titoli ed esami, finalizzati a valorizzare,  con
          apposito punteggio, l'esperienza professionale maturata dal
          personale di cui alla lettera a) e di coloro che, alla data
          di emanazione del bando, hanno maturato almeno tre anni  di
          contratto di  lavoro  flessibile  nell'amministrazione  che
          emana il bando. 
              3-ter. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
          finanze, da adottare ai sensi dell'art. 17, comma 3,  della
          legge 23 agosto 1988, n. 400, entro  il  31  gennaio  2013,
          sono dettati modalita'  e  criteri  applicativi  del  comma
          3-bis e la disciplina della riserva dei posti di  cui  alla
          lettera  a)  del  medesimo  comma  in  rapporto  ad   altre
          categorie riservatarie. Le disposizioni normative del comma
          3-bis  costituiscono  principi  generali   a   cui   devono
          conformarsi tutte le amministrazioni pubbliche. 
              4. Le determinazioni relative all'avvio di procedure di
          reclutamento sono adottate da  ciascuna  amministrazione  o
          ente  sulla  base  del  piano  triennale   dei   fabbisogni
          approvato ai sensi dell'art. 6, comma 4.  Con  decreto  del
          Presidente del Consiglio dei ministri di  concerto  con  il
          Ministro dell'economia e delle  finanze,  sono  autorizzati
          l'avvio  delle  procedure   concorsuali   e   le   relative
          assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato,
          anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie e  degli  enti
          pubblici non economici. 
              4-bis. L'avvio  delle  procedure  concorsuali  mediante
          l'emanazione  di  apposito  decreto  del   Presidente   del
          Consiglio  dei  Ministri,  di  concerto  con  il   Ministro
          dell'economia e delle finanze, di cui al comma 4 si applica
          anche alle procedure di reclutamento  a  tempo  determinato
          per contingenti superiori alle  cinque  unita',  inclusi  i
          contratti di formazione  e  lavoro,  e  tiene  conto  degli
          aspetti finanziari, nonche' dei criteri previsti  dall'art.
          36. 
              5. Fermo restando quanto previsto  dall'art.  4,  comma
          3-quinquies, del decreto-legge  31  agosto  2013,  n.  101,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,
          n. 125, per le  amministrazioni  di  cui  al  comma  4,  le
          restanti  amministrazioni  pubbliche,  per  lo  svolgimento
          delle proprie procedure selettive,  possono  rivolgersi  al
          Dipartimento della  funzione  pubblica  e  avvalersi  della
          Commissione    per    l'attuazione    del    Progetto    di
          Riqualificazione delle Pubbliche  Amministrazioni  (RIPAM),
          di cui al decreto interministeriale 25 luglio  1994,  fatte
          comunque   salve   le    competenze    delle    Commissioni
          esaminatrici. A tali fini, la Commissione RIPAM  si  avvale
          di personale messo a disposizione dall'Associazione  Formez
          PA. 
              5.1. Nell'ipotesi di  cui  al  comma  5,  il  bando  di
          concorso puo' fissare un contributo di ammissione, ai sensi
          dell'art. 4, comma 3-septies del  decreto-legge  31  agosto
          2013, n. 101, convertito con modificazioni nella  legge  31
          ottobre 2013, n. 125. 
              5.2. Il Dipartimento  della  funzione  pubblica,  anche
          avvalendosi dell'Associazione Formez PA e della Commissione
          RIPAM,  elabora,  previo  accordo  in  sede  di  Conferenza
          Unificata ai sensi dell'art. 4 del decreto  legislativo  n.
          281 del 1997, linee guida di indirizzo amministrativo sullo
          svolgimento delle prove concorsuali e sulla valutazione dei
          titoli, ispirate alle migliori pratiche a livello nazionale
          e internazionale in materia di reclutamento del  personale,
          nel rispetto della normativa, anche regolamentare,  vigente
          in materia. Le linee guida per le prove  concorsuali  e  la
          valutazione dei titoli del personale sanitario,  tecnico  e
          professionale,  anche  dirigente,  del  Servizio  sanitario
          nazionale sono adottate di concerto con il Ministero  della
          salute. 
              5-bis. I vincitori dei concorsi devono permanere  nella
          sede di prima destinazione per un periodo non  inferiore  a
          cinque anni. La presente disposizione costituisce norma non
          derogabile dai contratti collettivi. 
              5-ter. Le graduatorie dei concorsi per il  reclutamento
          del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono
          vigenti  per  un  termine  di  tre  anni  dalla   data   di
          pubblicazione.  Sono  fatti  salvi  i  periodi  di  vigenza
          inferiori previsti da leggi regionali. Il  principio  della
          parita' di condizioni per l'accesso ai pubblici  uffici  e'
          garantito, mediante specifiche disposizioni del bando,  con
          riferimento al luogo di residenza dei  concorrenti,  quando
          tale requisito sia strumentale all'assolvimento di  servizi
          altrimenti  non  attuabili  o  almeno  non  attuabili   con
          identico risultato. 
              6. Ai fini delle  assunzioni  di  personale  presso  la
          Presidenza del Consiglio dei ministri e le  amministrazioni
          che  esercitano  competenze  istituzionali  in  materia  di
          difesa e sicurezza dello Stato, di  polizia,  di  giustizia
          ordinaria,  amministrativa,  contabile  e  di   difesa   in
          giudizio  dello  Stato,  si  applica  il  disposto  di  cui
          all'art.  26  della  legge  1  febbraio  1989,  n.  53,   e
          successive modificazioni ed integrazioni. 
              7. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici  e  dei
          servizi  degli  enti   locali   disciplina   le   dotazioni
          organiche, le modalita'  di  assunzione  agli  impieghi,  i
          requisiti  di  accesso  e  le  procedure  concorsuali,  nel
          rispetto dei principi fissati dai commi precedenti.». 

Art. 7 
 
Modifiche all'articolo 37 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 37, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, le parole «e di almeno una lingua straniera» sono  sostituite
dalle seguenti: «e della lingua inglese, nonche',  ove  opportuno  in
relazione  al  profilo  professionale  richiesto,  di  altre   lingue
straniere». 
Note all'art. 7: 
              - Si riporta il testo dell'art. 37 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 37 (Accertamento delle conoscenze informatiche  e
          di  lingue  straniere  nei  concorsi  pubblici).  -  1.   A
          decorrere dal 1° gennaio  2000  i  bandi  di  concorso  per
          l'accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1,
          comma 2, prevedono l'accertamento della conoscenza dell'uso
          delle apparecchiature  e  delle  applicazioni  informatiche
          piu' diffuse e della lingua inglese nonche', ove  opportuno
          in relazione al profilo professionale richiesto,  di  altre
          lingue straniere. 
              2. Per i dirigenti il regolamento di  cui  all'art.  28
          definisce il livello di conoscenza richiesto e le modalita'
          per il relativo accertamento. 
              3. Per gli altri dipendenti delle amministrazioni dello
          Stato, con regolamento emanato ai sensi dell'art. 17, comma
          1, della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  e  successive
          modificazioni ed integrazioni, su proposta  del  Presidente
          del Consiglio dei ministri, sono  stabiliti  i  livelli  di
          conoscenza, anche in relazione alla professionalita' cui si
          riferisce il bando, e le modalita' per l'accertamento della
          conoscenza medesima. Il regolamento stabilisce  altresi'  i
          casi nei quali U comma 1 non si applica.». 

Art. 8 
 
Modifiche all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 12, il secondo e il terzo periodo sono soppressi; 
  b) al comma 13, le parole «Entro il 30 giugno di ciascun  anno  le»
sono sostituite dalla seguente: «Le», dopo le parole  «a  comunicare»
e' inserita la seguente: «tempestivamente», le parole «o su  apposito
supporto magnetico» e le parole  «,  relativi  all'anno  precedente,»
sono soppresse; 
  c) al comma 14,  primo  periodo,  le  parole  da:  «o  su  supporto
magnetico» fino  a  «compensi  corrisposti.»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «, tempestivamente e  comunque  nei  termini  previsti  dal
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, i dati di cui agli articoli
15 e 18 del medesimo decreto legislativo n. 33 del 2013,  relativi  a
tutti gli incarichi conferiti o autorizzati a qualsiasi titolo». 
Note all'art. 8: 
              - Si riporta il testo dell'art. 53 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.  53  (Incompatibilita',  cumulo  di  impieghi   e
          incarichi).  -  1.  Resta  ferma  per  tutti  i  dipendenti
          pubblici la disciplina delle incompatibilita' dettata dagli
          articoli 60  e  seguenti  del  testo  unico  approvato  con
          decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.
          3, salva la deroga prevista dall'art. 23-bis  del  presente
          decreto,  nonche',  per  i  rapporti  di  lavoro  a   tempo
          parziale, dall'art. 6, comma 2, del decreto del  Presidente
          del  Consiglio  dei  ministri  17  marzo  1989,  n.  117  e
          dall'art. 1, commi 57 e seguenti della  legge  23  dicembre
          1996, n. 662. Restano ferme altresi' le disposizioni di cui
          agli articoli 267, comma 1, 273, 274, 508 nonche'  676  del
          decreto legislativo 16 aprile 1994,  n.  297,  all'art.  9,
          commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498, all'art.
          4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412,  ed  ogni
          altra  successiva  modificazione  ed   integrazione   della
          relativa disciplina. 
              1-bis.  Non  possono  essere  conferiti  incarichi   di
          direzione di strutture deputate alla gestione del personale
          a soggetti che rivestano o abbiano rivestito  negli  ultimi
          due anni cariche in partiti politici  o  in  organizzazioni
          sindacali  o  che  abbiano  avuto  negli  ultimi  due  anni
          rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con
          le predette organizzazioni. 
              2. Le pubbliche amministrazioni non  possono  conferire
          ai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e  doveri
          di  ufficio,  che  non  siano  espressamente   previsti   o
          disciplinati da legge o altre fonti normative,  o  che  non
          siano espressamente autorizzati. 
              3.  Ai  fini  previsti  dal  comma  2,   con   appositi
          regolamenti, da emanarsi ai sensi dell'art.  17,  comma  2,
          della legge 23 agosto 1988, n. 400,  sono  individuati  gli
          incarichi  consentiti  e  quelli  vietati   ai   magistrati
          ordinari, amministrativi,  contabili  e  militari,  nonche'
          agli avvocati e procuratori dello Stato,  sentiti,  per  le
          diverse magistrature, i rispettivi istituti. 
              3-bis. Ai fini  previsti  dal  comma  2,  con  appositi
          regolamenti  emanati  su  proposta  del  Ministro  per   la
          pubblica amministrazione e la semplificazione, di  concerto
          con i Ministri interessati, ai sensi dell'art. 17, comma 2,
          della  legge  23  agosto  1988,  n.   400,   e   successive
          modificazioni,   sono    individuati,    secondo    criteri
          differenziati in rapporto alle diverse qualifiche  e  ruoli
          professionali, gli incarichi vietati  ai  dipendenti  delle
          amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2. 
              4. Nel caso in cui i regolamenti di cui al comma 3  non
          siano emanati, l'attribuzione degli incarichi e' consentita
          nei soli casi espressamente previsti dalla legge o da altre
          fonti normative. 
              5. In ogni caso, il conferimento  operato  direttamente
          dall'amministrazione,       nonche'        l'autorizzazione
          all'esercizio    di    incarichi    che    provengano    da
          amministrazione pubblica diversa da quella di appartenenza,
          ovvero  da  societa'  o  persone  fisiche,   che   svolgano
          attivita'  d'impresa  o  commerciale,  sono  disposti   dai
          rispettivi organi competenti secondo  criteri  oggettivi  e
          predeterminati,   che   tengano   conto   della   specifica
          professionalita',    tali    da    escludere    casi     di
          incompatibilita',   sia   di   diritto   che   di    fatto,
          nell'interesse   del   buon   andamento   della    pubblica
          amministrazione   o   situazioni   di   conflitto,    anche
          potenziale, di  interessi,  che  pregiudichino  l'esercizio
          imparziale delle funzioni attribuite al dipendente. 
              6. I commi da 7 a 13 del presente articolo si applicano
          ai  dipendenti  delle  amministrazioni  pubbliche  di   cui
          all'art. 1, comma 2, compresi quelli di cui all'art. 3, con
          esclusione dei dipendenti con rapporto di  lavoro  a  tempo
          parziale  con  prestazione  lavorativa  non  superiore   al
          cinquanta per cento di quella a tempo  pieno,  dei  docenti
          universitari a tempo definito e delle  altre  categorie  di
          dipendenti pubblici ai quali e' consentito da  disposizioni
          speciali lo svolgimento di attivita'  libero-professionali.
          Sono  nulli  tutti  gli  atti  e   provvedimenti   comunque
          denominati, regolamentari e amministrativi, adottati  dalle
          amministrazioni  di  appartenenza  in  contrasto   con   il
          presente comma. Gli incarichi retribuiti, di cui  ai  commi
          seguenti, sono tutti gli incarichi, anche occasionali,  non
          compresi nei compiti e doveri di ufficio, per  i  quali  e'
          previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso. Sono  esclusi
          i compensi derivanti: 
              a)   dalla   collaborazione   a   giornali,    riviste,
          enciclopedie e simili; 
              b) dalla utilizzazione economica da parte dell'autore o
          inventore   di   opere   dell'ingegno   e   di   invenzioni
          industriali; 
              c) dalla partecipazione a convegni e seminari; 
              d) da incarichi per i  quali  e'  corrisposto  solo  il
          rimborso delle spese documentate; 
              e)  da  incarichi  per  lo  svolgimento  dei  quali  il
          dipendente e' posto in posizione di aspettativa, di comando
          o di fuori ruolo; 
              f)  da   incarichi   conferiti   dalle   organizzazioni
          sindacali a dipendenti presso le  stesse  distaccati  o  in
          aspettativa non retribuita; 
              f-bis) da attivita' di formazione diretta ai dipendenti
          della pubblica amministrazione  nonche'  di  docenza  e  di
          ricerca scientifica. 
              7. I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi
          retribuiti che non  siano  stati  conferiti  o  previamente
          autorizzati dall'amministrazione di appartenenza.  Ai  fini
          dell'autorizzazione,       l'amministrazione       verifica
          l'insussistenza  di  situazioni,   anche   potenziali,   di
          conflitto  di  interessi.  Con  riferimento  ai  professori
          universitari a tempo pieno, gli  statuti  o  i  regolamenti
          degli atenei disciplinano i criteri e le procedure  per  il
          rilascio dell'autorizzazione nei casi previsti dal presente
          decreto. In caso di inosservanza del divieto, salve le piu'
          gravi  sanzioni  e  ferma   restando   la   responsabilita'
          disciplinare,  il  compenso  dovuto  per   le   prestazioni
          eventualmente  svolte   deve   essere   versato,   a   cura
          dell'erogante o, in  difetto,  del  percettore,  nel  conto
          dell'entrata   del   bilancio    dell'amministrazione    di
          appartenenza  del  dipendente  per  essere   destinato   ad
          incremento  del  fondo  di   produttivita'   o   di   fondi
          equivalenti. 
              7-bis. L'omissione del versamento del compenso da parte
          del dipendente  pubblico  indebito  percettore  costituisce
          ipotesi   di   responsabilita'   erariale   soggetta   alla
          giurisdizione della Corte dei conti. 
              8. Le pubbliche amministrazioni non  possono  conferire
          incarichi retribuiti a dipendenti di altre  amministrazioni
          pubbliche     senza      la      previa      autorizzazione
          dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
          Salve le piu' gravi sanzioni, il conferimento dei  predetti
          incarichi, senza la previa autorizzazione,  costituisce  in
          ogni  caso  infrazione  disciplinare  per  il   funzionario
          responsabile del procedimento; il relativo provvedimento e'
          nullo di diritto.  In  tal  caso  l'importo  previsto  come
          corrispettivo  dell'incarico,  ove  gravi   su   fondi   in
          disponibilita'    dell'amministrazione    conferente,    e'
          trasferito   all'amministrazione   di   appartenenza    del
          dipendente ad incremento del fondo di  produttivita'  o  di
          fondi equivalenti. 
              9. Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non
          possono  conferire  incarichi   retribuiti   a   dipendenti
          pubblici      senza      la      previa      autorizzazione
          dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
          Ai  fini  dell'autorizzazione,  l'amministrazione  verifica
          l'insussistenza  di  situazioni,   anche   potenziali,   di
          conflitto di interessi. In caso di inosservanza si  applica
          la disposizione dell'art. 6, comma 1, del decreto legge  28
          marzo 1997, n. 79,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni ed
          integrazioni.   All'accertamento   delle    violazioni    e
          all'irrogazione delle sanzioni provvede il Ministero  delle
          finanze, avvalendosi della Guardia di finanza,  secondo  le
          disposizioni della  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  e
          successive modificazioni ed integrazioni. Le somme riscosse
          sono acquisite alle entrate del Ministero delle finanze. 
              10. L'autorizzazione, di cui ai commi precedenti,  deve
          essere richiesta all'amministrazione  di  appartenenza  del
          dipendente dai soggetti pubblici o privati,  che  intendono
          conferire l'incarico; puo', altresi', essere richiesta  dal
          dipendente interessato. L'amministrazione  di  appartenenza
          deve pronunciarsi sulla richiesta di  autorizzazione  entro
          trenta giorni dalla ricezione della richiesta  stessa.  Per
          il  personale   che   presta   comunque   servizio   presso
          amministrazioni   pubbliche   diverse    da    quelle    di
          appartenenza, l'autorizzazione  e'  subordinata  all'intesa
          tra le due amministrazioni. In  tal  caso  il  termine  per
          provvedere e' per l'amministrazione di appartenenza  di  45
          giorni e  si  prescinde  dall'intesa  se  l'amministrazione
          presso la  quale  il  dipendente  presta  servizio  non  si
          pronunzia entro 10 giorni dalla ricezione  della  richiesta
          di intesa da parte  dell'amministrazione  di  appartenenza.
          Decorso il termine  per  provvedere,  l'autorizzazione,  se
          richiesta per incarichi da  conferirsi  da  amministrazioni
          pubbliche, si intende accordata; in  ogni  altro  caso,  si
          intende definitivamente negata. 
              11. Entro quindici giorni dall'erogazione del  compenso
          per gli incarichi di cui al comma 6, i soggetti pubblici  o
          privati  comunicano  all'amministrazione  di   appartenenza
          l'ammontare dei compensi erogati ai dipendenti pubblici. 
              12. Le amministrazioni  pubbliche  che  conferiscono  o
          autorizzano incarichi, anche a titolo gratuito,  ai  propri
          dipendenti comunicano in via  telematica,  nel  termine  di
          quindici giorni, al Dipartimento  della  funzione  pubblica
          gli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti stessi,
          con l'indicazione dell'oggetto dell'incarico e del compenso
          lordo, ove previsto. 
              13. Le amministrazioni di appartenenza  sono  tenute  a
          comunicare tempestivamente al Dipartimento  della  funzione
          pubblica,  in  via  telematica,  per  ciascuno  dei  propri
          dipendenti e distintamente per ogni  incarico  conferito  o
          autorizzato,  i  compensi  da  esse  erogati  o  della  cui
          erogazione abbiano avuto comunicazione dai soggetti di  cui
          al comma 11. 
              14. Al  fine  della  verifica  dell'applicazione  delle
          norme di cui all'art. 1, commi 123 e 127,  della  legge  23
          dicembre  1996,  n.  662,  e  successive  modificazioni   e
          integrazioni, le amministrazioni pubbliche  sono  tenute  a
          comunicare al Dipartimento della funzione pubblica, in  via
          telematica, tempestivamente e comunque nei termini previsti
          dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, i dati di cui
          agli articoli 15 e 18 del medesimo decreto  legislativo  n.
          33 del 2013, relativi a tutti  gli  incarichi  conferiti  o
          autorizzati a qualsiasi titolo. Le amministrazioni  rendono
          noti,  mediante  inserimento  nelle  proprie  banche   dati
          accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei
          propri consulenti  indicando  l'oggetto,  la  durata  e  il
          compenso dell'incarico nonche' l'attestazione dell'avvenuta
          verifica   dell'insussistenza    di    situazioni,    anche
          potenziali, di  conflitto  di  interessi.  Le  informazioni
          relative  a  consulenze  e   incarichi   comunicate   dalle
          amministrazioni al Dipartimento  della  funzione  pubblica,
          nonche'  le  informazioni  pubblicate  dalle  stesse  nelle
          proprie  banche  dati  accessibili  al  pubblico  per   via
          telematica ai sensi del presente articolo, sono trasmesse e
          pubblicate  in   tabelle   riassuntive   rese   liberamente
          scaricabili in un  formato  digitale  standard  aperto  che
          consenta  di  analizzare  e  rielaborare,  anche   a   fini
          statistici, i dati informatici. Entro  il  31  dicembre  di
          ciascun  anno  il  Dipartimento  della  funzione   pubblica
          trasmette   alla   Corte   dei   conti    l'elenco    delle
          amministrazioni  che  hanno   omesso   di   trasmettere   e
          pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni di cui  al
          terzo  periodo  del  presente  comma  in  formato  digitale
          standard aperto. Entro il 31 dicembre di  ciascun  anno  il
          Dipartimento della funzione pubblica trasmette  alla  Corte
          dei conti l'elenco delle amministrazioni che  hanno  omesso
          di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto  l'elenco
          dei collaboratori esterni e dei  soggetti  cui  sono  stati
          affidati incarichi di consulenza. 
              15. Le amministrazioni che omettono gli adempimenti  di
          cui ai commi  da  11  a  14  non  possono  conferire  nuovi
          incarichi fino a quando non adempiono. I soggetti di cui al
          comma 9 che omettono le comunicazioni di cui  al  comma  11
          incorrono nella sanzione di cui allo stesso comma 9. 
              16. Il Dipartimento della funzione pubblica,  entro  il
          31 dicembre di ciascun anno, riferisce  al  Parlamento  sui
          dati raccolti, adotta le relative misure di  pubblicita'  e
          trasparenza e formula proposte per  il  contenimento  della
          spesa per gli incarichi  e  per  la  razionalizzazione  dei
          criteri di attribuzione degli incarichi stessi. 
              16-bis. La Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -
          Dipartimento  della   funzione   pubblica   puo'   disporre
          verifiche del  rispetto  delle  disposizioni  del  presente
          articolo e dell'art. 1, commi 56 e seguenti, della legge 23
          dicembre 1996, n. 662, per il tramite dell'Ispettorato  per
          la  funzione  pubblica.  A  tale  fine  quest'ultimo  opera
          d'intesa con i Servizi ispettivi di  finanza  pubblica  del
          Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. 
              16-ter. I dipendenti che,  negli  ultimi  tre  anni  di
          servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o  negoziali
          per conto delle pubbliche amministrazioni di  cui  all'art.
          1, comma 2, non possono svolgere, nei tre  anni  successivi
          alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attivita'
          lavorativa  o  professionale  presso  i  soggetti   privati
          destinatari dell'attivita' della  pubblica  amministrazione
          svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e
          gli incarichi conferiti in violazione  di  quanto  previsto
          dal presente comma  sono  nulli  ed  e'  fatto  divieto  ai
          soggetti privati che  li  hanno  conclusi  o  conferiti  di
          contrattare  con  le  pubbliche   amministrazioni   per   i
          successivi  tre  anni  con  obbligo  di  restituzione   dei
          compensi  eventualmente  percepiti  e  accertati  ad   essi
          riferiti.». 

Capo IV Lavoro flessibile
Art. 9 
 
Modifiche all'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) la rubrica e' sostituita  dalla  seguente:  «Personale  a  tempo
determinato o assunto con forme di lavoro flessibile»; 
  b) al comma 2 il primo e il secondo  periodo  sono  sostituiti  dai
seguenti: «Le amministrazioni pubbliche possono  stipulare  contratti
di lavoro subordinato a tempo determinato, contratti di formazione  e
lavoro e contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato,
nonche' avvalersi delle forme contrattuali  flessibili  previste  dal
codice  civile  e  dalle  altre  leggi   sui   rapporti   di   lavoro
nell'impresa, esclusivamente nei limiti e con le modalita' in cui  se
ne  preveda  l'applicazione  nelle  amministrazioni   pubbliche.   Le
amministrazioni pubbliche possono stipulare i  contratti  di  cui  al
primo periodo del presente comma soltanto per comprovate esigenze  di
carattere esclusivamente temporaneo  o  eccezionale  e  nel  rispetto
delle condizioni e modalita' di reclutamento stabilite  dall'articolo
35. I contratti di lavoro subordinato  a  tempo  determinato  possono
essere stipulati nel  rispetto  degli  articoli  19  e  seguenti  del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n.  81,  escluso  il  diritto  di
precedenza che si applica al  solo  personale  reclutato  secondo  le
procedure di cui all'articolo 35, comma 1, lettera b),  del  presente
decreto.  I  contratti  di  somministrazione  di   lavoro   a   tempo
determinato sono  disciplinati  dagli  articoli  30  e  seguenti  del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, fatta salva la  disciplina
ulteriore eventualmente prevista dai contratti  collettivi  nazionali
di lavoro.»; 
  c) dopo il comma 2  e'  inserito  il  seguente:  «2-bis.  I  rinvii
operati dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81,  ai  contratti
collettivi  devono  intendersi  riferiti,  per  quanto  riguarda   le
amministrazioni  pubbliche,   ai   contratti   collettivi   nazionali
stipulati dall'ARAN.»; 
  d) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Al fine di combattere
gli abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile, sulla base di apposite
istruzioni fornite con direttiva del Ministro per la  semplificazione
e la pubblica amministrazione, le amministrazioni  redigono,  dandone
informazione   alle   organizzazioni    sindacali    tramite    invio
all'Osservatorio paritetico presso l'Aran,  senza  nuovi  o  maggiori
oneri per la finanza  pubblica,  un  analitico  rapporto  informativo
sulle tipologie di lavoro flessibile  utilizzate,  con  l'indicazione
dei dati identificativi dei titolari del rapporto nel rispetto  della
normativa vigente in  tema  di  protezione  dei  dati  personali,  da
trasmettere, entro il 31  gennaio  di  ciascun  anno,  ai  nuclei  di
valutazione e agli  organismi  indipendenti  di  valutazione  di  cui
all'articolo 14 del decreto legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,
nonche' alla Presidenza del Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento
della  funzione  pubblica  che  redige  una  relazione   annuale   al
Parlamento.»; 
  e) i commi 5-bis e 5-ter sono abrogati; 
  f)  al  comma  5-quater,  primo  periodo,  le   parole   «a   tempo
determinato» sono soppresse; 
  g) dopo il comma 5-quater e' inserito il seguente: «5-quinquies. Il
presente articolo,  fatto  salvo  il  comma  5,  non  si  applica  al
reclutamento  del  personale  docente,  educativo  e  amministrativo,
tecnico e ausiliario (ATA), a tempo determinato presso le istituzioni
scolastiche ed educative statali e degli enti locali, le  istituzioni
di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Per gli  enti  di
ricerca pubblici di cui agli articoli 1, comma 1, e 19, comma 4,  del
decreto legislativo 25 novembre 2016, n.  218,  rimane  fermo  quanto
stabilito dal medesimo decreto.». 
Note all'art. 9: 
              - Si riporta il testo dell'art. 36 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 36 (Personale a tempo determinato o  assunto  con
          forme di lavoro flessibile). - 1. Per le esigenze  connesse
          con  il   proprio   fabbisogno   ordinario   le   pubbliche
          amministrazioni assumono esclusivamente  con  contratti  di
          lavoro  subordinato  a  tempo  indeterminato  seguendo   le
          procedure di reclutamento previste dall'art. 35. 
              2.  Le  amministrazioni  pubbliche  possono   stipulare
          contratti  di  lavoro  subordinato  a  tempo   determinato,
          contratti  di  formazione   e   lavoro   e   contratti   di
          somministrazione di lavoro  a  tempo  determinato,  nonche'
          avvalersi  delle  altre   forme   contrattuali   flessibili
          previste dal codice civile e dalle altre leggi sui rapporti
          di lavoro nell'impresa, esclusivamente nei limiti e con  le
          modalita'  in  cui  se  ne  preveda  l'applicazione   nelle
          amministrazioni  pubbliche.  Le  amministrazioni  pubbliche
          possono stipulare i contratti di cui al primo  periodo  del
          presente  comma  soltanto  per   comprovate   esigenze   di
          carattere esclusivamente temporaneo  o  eccezionale  e  nel
          rispetto  delle  condizioni  e  modalita'  di  reclutamento
          stabilite dall'art. 35. I contratti di lavoro subordinato a
          tempo determinato possono  essere  stipulati  nel  rispetto
          degli articoli 19 e seguenti  del  decreto  legislativo  15
          giugno 2015, n. 81, escluso il diritto di precedenza che si
          applica al solo personale reclutato secondo le procedure di
          cui all'art. 35, comma 1, lettera b), del presente decreto.
          I  contratti  di  somministrazione  di   lavoro   a   tempo
          determinato sono disciplinati dagli articoli 30 e  seguenti
          del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, fatta  salva
          la  disciplina   ulteriore   eventualmente   prevista   dai
          contratti collettivi nazionali di lavoro. Non e'  possibile
          ricorrere alla somministrazione di lavoro  per  l'esercizio
          di  funzioni  direttive  e  dirigenziali.   Per   prevenire
          fenomeni di precariato, le amministrazioni  pubbliche,  nel
          rispetto  delle   disposizioni   del   presente   articolo,
          sottoscrivono contratti a tempo determinato con i vincitori
          e gli idonei delle proprie graduatorie vigenti per concorsi
          pubblici   a    tempo    indeterminato.    E'    consentita
          l'applicazione dell'art. 3, comma 61, terzo periodo,  della
          legge  24  dicembre  2003,  n.  350,  ferma   restando   la
          salvaguardia della posizione occupata nella graduatoria dai
          vincitori  e  dagli  idonei  per  le  assunzioni  a   tempo
          indeterminato. 
              2-bis. I rinvii  operati  dal  decreto  legislativo  15
          giugno  2015,  n.  81,  ai  contratti   collettivi   devono
          intendersi riferiti, per quanto riguarda le amministrazioni
          pubbliche,  ai  contratti  collettivi  nazionali  stipulati
          dall'ARAN. 
              3. Al fine di combattere gli  abusi  nell'utilizzo  del
          lavoro  flessibile,  sulla  base  di  apposite   istruzioni
          fornite con direttiva del Ministro per la semplificazione e
          la pubblica amministrazione, le  amministrazioni  redigono,
          dandone informazione alle organizzazioni sindacali  tramite
          invio  all'Osservatorio  paritetico  presso  l'Aran,  senza
          nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,   un
          analitico rapporto informativo sulle  tipologie  di  lavoro
          flessibile   utilizzate,   con   l'indicazione   dei   dati
          identificativi dei titolari del rapporto nel rispetto della
          normativa vigente in tema di protezione dei dati personali,
          da trasmettere, entro il 31 gennaio  di  ciascun  anno,  ai
          nuclei di valutazione  e  agli  organismi  indipendenti  di
          valutazione di cui all'art. 14 del decreto  legislativo  27
          ottobre 2009, n. 150, nonche' alla Presidenza del Consiglio
          dei ministri - Dipartimento  della  funzione  pubblica  che
          redige una relazione annuale al Parlamento. 
              4. Le amministrazioni pubbliche comunicano, nell'ambito
          del rapporto  di  cui  al  precedente  comma  3,  anche  le
          informazioni   concernenti   l'utilizzo   dei    lavoratori
          socialmente utili. 
              5.  In  ogni  caso,  la  violazione   di   disposizioni
          imperative  riguardanti   l'assunzione   o   l'impiego   di
          lavoratori, da parte delle pubbliche  amministrazioni,  non
          puo' comportare la costituzione di  rapporti  di  lavoro  a
          tempo   indeterminato    con    le    medesime    pubbliche
          amministrazioni,  ferma  restando  ogni  responsabilita'  e
          sanzione.  Il  lavoratore   interessato   ha   diritto   al
          risarcimento  del  danno  derivante  dalla  prestazione  di
          lavoro  in  violazione  di  disposizioni   imperative.   Le
          amministrazioni hanno  l'obbligo  di  recuperare  le  somme
          pagate  a  tale  titolo   nei   confronti   dei   dirigenti
          responsabili, qualora la violazione sia  dovuta  a  dolo  o
          colpa grave. I dirigenti che operano  in  violazione  delle
          disposizioni del presente articolo sono responsabili  anche
          ai  sensi  dell'art.  21  del  presente  decreto.  Di  tali
          violazioni  si  terra'  conto  in   sede   di   valutazione
          dell'operato del dirigente ai sensi dell'art. 5 del decreto
          legislativo 30 luglio 1999, n. 286. 
              5-bis. (abrogato). 
              5-ter. (abrogato). 
              5-quater. I contratti di  lavoro  posti  in  essere  in
          violazione del presente articolo sono nulli  e  determinano
          responsabilita'  erariale.  I  dirigenti  che  operano   in
          violazione delle disposizioni del presente  articolo  sono,
          altresi', responsabili ai sensi dell'art. 21. Al  dirigente
          responsabile  di  irregolarita'  nell'utilizzo  del  lavoro
          flessibile non  puo'  essere  erogata  la  retribuzione  di
          risultato. 
              5-quinquies. Il presente articolo, fatto salvo il comma
          5, non si applica al reclutamento  del  personale  docente,
          educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario  (ATA),  a
          tempo determinato  presso  le  istituzioni  scolastiche  ed
          educative statali e degli enti locali,  le  istituzioni  di
          alta formazione artistica, musicale e  coreutica.  Per  gli
          enti di ricerca pubblici di cui agli articoli 1, comma 1, e
          19, comma 4, del decreto legislativo 25 novembre  2016,  n.
          218, rimane fermo quanto stabilito dal medesimo decreto.». 

Capo V Misure di sostegno alla disabilità

Art. 10 
 
Modifiche all'articolo 39 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. Dopo l'articolo 39 del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.
165, sono inseriti i seguenti: «Art. 39-bis (Consulta  nazionale  per
l'integrazione in ambiente di lavoro delle persone con  disabilita').
- 1. Presso il Dipartimento della funzione pubblica della  Presidenza
del Consiglio dei ministri e' istituita, senza nuovi o maggiori oneri
per la finanza pubblica, la Consulta nazionale per l'integrazione  in
ambiente  di  lavoro  delle  persone  con  disabilita',  di   seguito
Consulta. 
  2. La Consulta e' composta da un  rappresentante  del  Dipartimento
della funzione pubblica, un rappresentante del  Dipartimento  per  le
pari opportunita', un rappresentante del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, un rappresentante del Ministero della  salute,  un
rappresentante dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni  sul  lavoro  (INAIL),   un   rappresentante   dell'Agenzia
nazionale politiche attive del  lavoro  (ANPAL),  due  rappresentanti
designati dalla  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, due rappresentanti  delle
organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative  sul   piano
nazionale e due rappresentanti delle  associazioni  del  mondo  della
disabilita' indicati dall'osservatorio nazionale di cui  all'articolo
3 della legge 3 marzo 2009, n. 18. Ai componenti della  Consulta  non
spettano gettoni di  presenza,  compensi,  indennita'  ed  emolumenti
comunque  denominati,  ad  eccezione   del   rimborso   delle   spese
effettivamente sostenute previsto dalla normativa vigente. 
  3. La Consulta svolge le seguenti funzioni: 
  a) elabora piani, programmi e linee di  indirizzo  per  ottemperare
agli obblighi di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68; 
  b)  effettua  il  monitoraggio  sul  rispetto  degli  obblighi   di
comunicazione di cui all'articolo 39-quater; 
  c) propone  alle  amministrazioni  pubbliche  iniziative  e  misure
innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione  e
alla valorizzazione delle capacita' e delle competenze dei lavoratori
disabili nelle pubbliche amministrazioni; 
  d)   prevede   interventi   straordinari   per   l'adozione   degli
accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro previsti dall'articolo
3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216; 
  e) verifica lo stato di attuazione e la corretta applicazione delle
disposizioni in materia di tutela e  sostegno  della  disabilita'  da
parte delle amministrazioni, con particolare riferimento  alle  forme
di agevolazione previste dalla legge e  alla  complessiva  disciplina
delle quote di riserva. 
  Art. 39-ter (Responsabile dei processi di inserimento delle persone
con disabilita'). - 1. Al fine di garantire un'efficace  integrazione
nell'ambiente  di  lavoro   delle   persone   con   disabilita',   le
amministrazioni pubbliche con piu' di 200 dipendenti, senza  nuovi  o
maggiori oneri per la finanza pubblica e  nell'ambito  delle  risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione  vigente,
nominano un responsabile dei processi di inserimento. 
  2. Il responsabile dei processi di inserimento svolge  le  seguenti
funzioni: 
  a) cura i rapporti con il  centro  per  l'impiego  territorialmente
competente per l'inserimento lavorativo dei disabili, nonche'  con  i
servizi territoriali per l'inserimento mirato; 
  b)  predispone,  sentito  il  medico   competente   della   propria
amministrazione ed eventualmente il  comitato  tecnico  di  cui  alla
legge 12 marzo 1999, n. 68, gli accorgimenti organizzativi e propone,
ove   necessario,   le   soluzioni   tecnologiche   per    facilitare
l'integrazione al lavoro anche ai fini  dei  necessari  accomodamenti
ragionevoli  di  cui  all'articolo  3,  comma  3-bis,   del   decreto
legislativo 9 luglio 2003, n. 216; 
  c) verifica l'attuazione del processo di inserimento,  recependo  e
segnalando ai servizi competenti eventuali situazioni di disagio e di
difficolta' di integrazione. 
  Art. 39-quater (Monitoraggio sull'applicazione della legge 12 marzo
1999, n. 68). - 1. Al fine  di  verificare  la  corretta  e  uniforme
applicazione della legge 12 marzo 1999,  n.  68,  le  amministrazioni
pubbliche, tenute a dare attuazione alle disposizioni in  materia  di
collocamento obbligatorio, inviano il prospetto  informativo  di  cui
all'articolo 9, comma 6, della legge n. 68 del 1999, al  Dipartimento
della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei  ministri,
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali  e  al  Centro  per
l'impiego territorialmente competente. 
  2. Entro i successivi sessanta giorni le amministrazioni  pubbliche
di cui al  comma  1  trasmettono,  in  via  telematica,  al  servizio
inserimento  lavorativo  disabili  territorialmente  competente,   al
Dipartimento della funzione pubblica e  al  Ministero  del  lavoro  e
delle  politiche  sociali  una  comunicazione  contenente   tempi   e
modalita' di copertura della quota di riserva. In tale  comunicazione
sono indicati anche eventuali bandi di concorso per specifici profili
professionali per i quali non e' previsto  il  solo  requisito  della
scuola dell'obbligo, riservati ai  soggetti  di  cui  all'articolo  8
della legge 12 marzo 1999, n. 68, o, in alternativa,  le  convenzioni
di cui all'articolo 11 della citata  legge.  Tali  informazioni  sono
trasmesse anche al fine di consentire una  opportuna  verifica  della
disciplina delle  quote  di  riserva,  in  rapporto  anche  a  quanto
previsto  per  le  vittime   del   terrorismo,   della   criminalita'
organizzata e del dovere. Le  informazioni  sono  altresi'  trasmesse
alla Consulta nazionale per  l'integrazione  in  ambiente  di  lavoro
delle persone con disabilita', ai fini di  cui  all'articolo  39-bis,
comma 3, lettera e). 
  3. Le informazioni  di  cui  al  presente  articolo  sono  raccolte
nell'ambito della banca dati di cui all'articolo 8 del  decreto-legge
28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9
agosto 2013, n. 99. 
  4. In caso di mancata osservanza delle  disposizioni  del  presente
articolo o di mancato rispetto dei tempi  concordati,  i  centri  per
l'impiego avviano numericamente i lavoratori disabili attingendo alla
graduatoria  vigente  con  profilo  professionale   generico,   dando
comunicazione  delle  inadempienze  al  Dipartimento  della  funzione
pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.». 
Note all'art. 10: 
              - Si riporta il testo dell'art. 39 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001, n. 165: 
              «Art.  39  (Assunzioni  obbligatorie  delle   categorie
          protette e tirocinio per portatori di handicap).  -  1.  Le
          amministrazioni pubbliche promuovono o propongono programmi
          di assunzioni per portatori di handicap ai sensi  dell'art.
          11 della legge 12 marzo  1999,  n.  68,  sulla  base  delle
          direttive impartite  dalla  Presidenza  del  Consiglio  dei
          ministri -  Dipartimento  della  funzione  pubblica  e  dal
          Ministero  del  lavoro,  della  salute  e  delle  politiche
          sociali,  cui  confluisce  il  Dipartimento  degli   affari
          sociali della Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  ai
          sensi dell'art. 45, comma  3  del  decreto  legislativo  30
          luglio 1999, n. 300 con le  decorrenze  previste  dall'art.
          10, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
          303.». 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  8   del   decreto
          legislativo  28  agosto  1997,  n.  281   (Definizione   ed
          ampliamento delle attribuzioni della Conferenza  permanente
          per i rapporti tra lo  Stato,  le  regioni  e  le  province
          autonome di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le
          materie ed i compiti di  interesse  comune  delle  regioni,
          delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
          ed autonomie locali), pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
          30 agosto 1997, n. 202: 
              «Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali  e
          Conferenza unificata). - 1. La Conferenza  Stato-citta'  ed
          autonomie locali e' unificata per le materie ed  i  compiti
          di interesse comune  delle  regioni,  delle  province,  dei
          comuni  e  delle  comunita'  montane,  con  la   Conferenza
          Stato-regioni. 
              2. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
          sua delega, dal Ministro dell'interno o  dal  Ministro  per
          gli  affari   regionali   nella   materia   di   rispettiva
          competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del  tesoro
          e  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,   il
          Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
          Ministro della  sanita',  il  presidente  dell'Associazione
          nazionale  dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il   presidente
          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
          dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti  montani  -
          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
          Dei  quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI   cinque
          rappresentano le  citta'  individuate  dall'art.  17  della
          legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni  possono  essere
          invitati altri membri del Governo,  nonche'  rappresentanti
          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici. 
              3. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i  casi
          il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne  faccia
          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM. 
              4. La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e'
          convocata dal Presidente del  Consiglio  dei  Ministri.  Le
          sedute sono presiedute dal  Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri o, su sua delega,  dal  Ministro  per  gli  affari
          regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
          Ministro dell'interno.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 3 della legge  3  marzo
          2009, n. 18 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle
          Nazioni Unite sui diritti delle  persone  con  disabilita',
          con Protocollo opzionale, fatta a New York il  13  dicembre
          2006  e  istituzione  dell'Osservatorio   nazionale   sulla
          condizione delle persone con disabilita'), pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 14 marzo 2009, n. 61: 
              «Art. 3 (Istituzione dell'Osservatorio nazionale  sulla
          condizione delle persone con disabilita'). - 1. Allo  scopo
          di promuovere  la  piena  integrazione  delle  persone  con
          disabilita',  in  attuazione  dei  principi  sanciti  dalla
          Convenzione  di  cui  all'art.  1,  nonche'  dei   principi
          indicati nella legge 5 febbraio 1992, n. 104, e' istituito,
          presso il  Ministero  del  lavoro,  della  salute  e  delle
          politiche   sociali,   l'Osservatorio    nazionale    sulla
          condizione  delle  persone  con  disabilita',  di   seguito
          denominato "Osservatorio". 
              2.  L'Osservatorio  e'  presieduto  dal  Ministro   del
          lavoro,  della  salute  e  delle   politiche   sociali.   I
          componenti dell'Osservatorio sono nominati, in  numero  non
          superiore a quaranta, nel rispetto del  principio  di  pari
          opportunita' tra donne e uomini. 
              3.  Il  Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle
          politiche sociali, entro tre mesi dalla data di entrata  in
          vigore della presente legge, con  regolamento  adottato  ai
          sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
          400,  di  concerto  con  il  Ministro   per   la   pubblica
          amministrazione    e    l'innovazione,    disciplina     la
          composizione,   l'organizzazione   e    il    funzionamento
          dell'Osservatorio, prevedendo che  siano  rappresentate  le
          amministrazioni  centrali  coinvolte  nella  definizione  e
          nell'attuazione di politiche in favore  delle  persone  con
          disabilita', le regioni e le province autonome di Trento  e
          di  Bolzano,  le  autonomie   locali,   gli   Istituti   di
          previdenza,  l'Istituto   nazionale   di   statistica,   le
          organizzazioni sindacali maggiormente  rappresentative  dei
          lavoratori, dei pensionati  e  dei  datori  di  lavoro,  le
          associazioni nazionali maggiormente  rappresentative  delle
          persone con disabilita' e le organizzazioni rappresentative
          del terzo settore operanti  nel  campo  della  disabilita'.
          L'Osservatorio e' integrato, nella  sua  composizione,  con
          esperti  di   comprovata   esperienza   nel   campo   della
          disabilita',  designati  dal  Ministro  del  lavoro,  della
          salute e delle politiche sociali in numero non superiore  a
          cinque. 
              4. L'Osservatorio dura in carica  tre  anni.  Tre  mesi
          prima della scadenza del termine di durata,  l'Osservatorio
          presenta una relazione sull'attivita'  svolta  al  Ministro
          del lavoro, della salute e delle politiche sociali, che  la
          trasmette alla Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  ai
          fini della valutazione congiunta della perdurante  utilita'
          dell'organismo e dell'eventuale proroga della  durata,  per
          un ulteriore periodo comunque non superiore a tre anni,  da
          adottare con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri, su proposta del Ministro del lavoro, della salute
          e delle politiche sociali. Gli eventuali successivi decreti
          di proroga sono adottati secondo la medesima procedura. 
              5. L'Osservatorio ha i seguenti compiti: 
              a) promuovere l'attuazione  della  Convenzione  di  cui
          all'art. 1  ed  elaborare  il  rapporto  dettagliato  sulle
          misure  adottate  di   cui   all'art.   35   della   stessa
          Convenzione, in raccordo con il Comitato  interministeriale
          dei diritti umani; 
              b) predisporre un programma di azione biennale  per  la
          promozione dei diritti e l'integrazione delle  persone  con
          disabilita', in attuazione della legislazione  nazionale  e
          internazionale; 
              c)  promuovere  la  raccolta  di  dati  statistici  che
          illustrino la condizione  delle  persone  con  disabilita',
          anche con riferimento alle diverse situazioni territoriali; 
              d) predisporre la relazione sullo stato  di  attuazione
          delle politiche sulla  disabilita',  di  cui  all'art.  41,
          comma  8,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  come
          modificato dal comma 8 del presente articolo; 
              e) promuovere la realizzazione di studi e ricerche  che
          possano contribuire ad individuare aree  prioritarie  verso
          cui indirizzare azioni e interventi per la  promozione  dei
          diritti delle persone con disabilita'. 
              6. Al funzionamento dell'Osservatorio e' destinato  uno
          stanziamento annuo di 500.000 euro, per gli anni  dal  2009
          al  2014.  Al   relativo   onere   si   provvede   mediante
          corrispondente riduzione dell'autorizzazione  di  spesa  di
          cui all'art. 20, comma 8, della legge 8 novembre  2000,  n.
          328. 
              7.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze   e'
          autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
          variazioni di bilancio. 
              8. All'art. 41, comma 8, della legge 5  febbraio  1992,
          n. 104, le parole: "entro il 15 aprile di ogni  anno"  sono
          sostituite dalle seguenti: "ogni  due  anni,  entro  il  15
          aprile".». 
              - La legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per  il  diritto
          al lavoro  dei  disabili),  e'  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 23 marzo 1999, n. 68, S.O. 
              - Si riporta il testo dell'art.  3,  comma  3-bis,  del
          decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216 (Attuazione della
          direttiva 2000/78/CE  per  la  parita'  di  trattamento  in
          materia  di  occupazione  e  di  condizioni   di   lavoro),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 agosto 2003, n. 187: 
              «Art. 3 (Ambito di applicazione). - (Omissis). 
              3-bis. Al fine di garantire il rispetto  del  principio
          della parita' di trattamento delle persone con disabilita',
          i datori di  lavoro  pubblici  e  privati  sono  tenuti  ad
          adottare accomodamenti  ragionevoli,  come  definiti  dalla
          Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti  delle  persone
          con disabilita', ratificata ai sensi della  legge  3  marzo
          2009, n. 18, nei  luoghi  di  lavoro,  per  garantire  alle
          persone con disabilita' la piena eguaglianza con gli  altri
          lavoratori. I datori di lavoro pubblici  devono  provvedere
          all'attuazione del presente comma senza  nuovi  o  maggiori
          oneri per la finanza  pubblica  e  con  le  risorse  umane,
          finanziarie  e  strumentali  disponibili   a   legislazione
          vigente. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il  testo  dell'art.  9,  comma  6,  della
          citata legge 12 marzo 1999, n. 68: 
              «Art. 9 (Richieste di avviamento). - (Omissis). 
              6. I datori di lavoro pubblici e privati, soggetti alle
          disposizioni della presente legge sono tenuti ad inviare in
          via  telematica  agli  uffici   competenti   un   prospetto
          informativo dal quale risultino il numero  complessivo  dei
          lavoratori  dipendenti,  il  numero  e  i  nominativi   dei
          lavoratori  computabili  nella  quota  di  riserva  di  cui
          all'art. 3,  nonche'  i  posti  di  lavoro  e  le  mansioni
          disponibili  per  i  lavoratori  di  cui  all'art.  1.  Se,
          rispetto  all'ultimo  prospetto  inviato,   non   avvengono
          cambiamenti  nella   situazione   occupazionale   tali   da
          modificare l'obbligo o da incidere sul computo della  quota
          di riserva, il datore di lavoro non e' tenuto ad inviare il
          prospetto.  Al   fine   di   assicurare   l'unitarieta'   e
          l'omogeneita' del sistema informativo lavoro, il modulo per
          l'invio del prospetto informativo, nonche' la  periodicita'
          e le modalita' di trasferimento dei dati sono definiti  con
          decreto del Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle
          politiche sociali, di  concerto  con  il  Ministro  per  la
          pubblica amministrazione e l'innovazione  e  previa  intesa
          con la Conferenza Unificata. I prospetti sono pubblici. Gli
          uffici competenti, al fine di rendere effettivo il  diritto
          di accesso ai predetti documenti amministrativi,  ai  sensi
          della legge 7 agosto  1990,  n.  241,  dispongono  la  loro
          consultazione nelle proprie sedi, negli  spazi  disponibili
          aperti al pubblico. Con decreto del  Ministro  del  lavoro,
          della salute e delle politiche  sociali,  d'intesa  con  la
          Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
          regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  e'
          definito il modello unico di prospetto di cui  al  presente
          comma. 
              omissis». 
              - Si riporta il testo dell'art. 8 della citata legge 12
          marzo 1999, n. 68: 
              «Art. 8 (Elenchi e graduatorie). - 1. Le persone di cui
          al  comma  1  dell'art.  1,  che  risultano  disoccupate  e
          aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacita'
          lavorative, si iscrivono nell'apposito  elenco  tenuto  dai
          servizi  per  il  collocamento  mirato   nel   cui   ambito
          territoriale si trova  la  residenza  dell'interessato,  il
          quale  puo',  comunque,  iscriversi  nell'elenco  di  altro
          servizio nel territorio dello Stato,  previa  cancellazione
          dall'elenco in cui era precedentemente iscritto.  Per  ogni
          persona, il comitato tecnico di cui al comma  1-bis  annota
          in  una  apposita  scheda  le  capacita'   lavorative,   le
          abilita', le  competenze  e  le  inclinazioni,  nonche'  la
          natura  e  il  grado  della  disabilita'  e   analizza   le
          caratteristiche  dei  posti  da  assegnare  ai   lavoratori
          disabili, favorendo l'incontro tra  domanda  e  offerta  di
          lavoro. Gli uffici competenti  provvedono  al  collocamento
          delle persone di cui al primo periodo  del  presente  comma
          alle dipendenze dei datori di lavoro. 
              1-bis. Presso i  servizi  per  il  collocamento  mirato
          opera un  comitato  tecnico,  composto  da  funzionari  dei
          servizi  medesimi  e  da  esperti  del  settore  sociale  e
          medico-legale, con  particolare  riferimento  alla  materia
          della  disabilita',  con  compiti  di   valutazione   delle
          capacita' lavorative,  di  definizione  degli  strumenti  e
          delle prestazioni atti all'inserimento e di predisposizione
          dei controlli periodici sulla permanenza  delle  condizioni
          di  disabilita'.  Agli  oneri  per  il  funzionamento   del
          comitato tecnico si provvede con  le  risorse  finanziarie,
          umane e strumentali gia' previste a  legislazione  vigente.
          Ai componenti  del  comitato  non  spetta  alcun  compenso,
          indennita', gettone di presenza o altro emolumento comunque
          denominato. 
              2. Presso gli uffici competenti e' istituito un elenco,
          con  unica  graduatoria,   dei   disabili   che   risultano
          disoccupati; l'elenco e  la  graduatoria  sono  pubblici  e
          vengono formati applicando i criteri di  cui  al  comma  4.
          Dagli  elementi  che  concorrono  alla   formazione   della
          graduatoria  sono  escluse  le  prestazioni   a   carattere
          risarcitorio percepite in conseguenza della  perdita  della
          capacita' lavorativa. 
              3. Gli elenchi e le schede di cui ai commi 1 e  2  sono
          formati  nel  rispetto  delle  disposizioni  di  cui   agli
          articoli 7 e 22 della legge 31 dicembre  1996,  n.  675,  e
          successive modificazioni. 
              4. Le regioni definiscono le modalita'  di  valutazione
          degli  elementi  che  concorrono  alla   formazione   della
          graduatoria di cui  al  comma  2  sulla  base  dei  criteri
          indicati dall'atto di  indirizzo  e  coordinamento  di  cui
          all'art. 1, comma 4. 
              5. I lavoratori disabili, licenziati per  riduzione  di
          personale o per giustificato motivo  oggettivo,  mantengono
          la   posizione   in    graduatoria    acquisita    all'atto
          dell'inserimento nell'azienda.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 11 della  citata  legge
          12 marzo 1999, n. 68: 
              «Art. 11 (Convenzioni  e  convenzioni  di  integrazione
          lavorativa).  -  1.  Al  fine  di  favorire   l'inserimento
          lavorativo dei disabili,  gli  uffici  competenti,  sentito
          l'organismo  di  cui  all'art.  6,  comma  3,  del  decreto
          legislativo 23  dicembre  1997,  n.  469,  come  modificato
          dall'art. 6 della presente legge, possono stipulare con  il
          datore  di  lavoro  convenzioni  aventi   ad   oggetto   la
          determinazione di un  programma  mirante  al  conseguimento
          degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge. 
              2. Nella  convenzione  sono  stabiliti  i  tempi  e  le
          modalita' delle assunzioni  che  il  datore  di  lavoro  si
          impegna ad effettuare. Tra le modalita' che possono  essere
          convenute  vi  sono  anche   la   facolta'   della   scelta
          nominativa,  lo  svolgimento  di  tirocini  con   finalita'
          formative o di orientamento, l'assunzione con contratto  di
          lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di  prova  piu'
          ampi di quelli previsti dal contratto  collettivo,  purche'
          l'esito negativo della prova, qualora sia  riferibile  alla
          menomazione da cui e' affetto il soggetto, non  costituisca
          motivo di risoluzione del rapporto di lavoro. 
              3. La  convenzione  puo'  essere  stipulata  anche  con
          datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni  ai
          sensi della presente legge. 
              4. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori
          di  lavoro  convenzioni  di  integrazione  lavorativa   per
          l'avviamento  di  disabili   che   presentino   particolari
          caratteristiche e  difficolta'  di  inserimento  nel  ciclo
          lavorativo ordinario. 
              5. Gli uffici competenti  promuovono  ed  attuano  ogni
          iniziativa utile a favorire  l'inserimento  lavorativo  dei
          disabili anche attraverso convenzioni  con  le  cooperative
          sociali di cui all'art. 1, comma 1, lettera b), della legge
          8 novembre 1991, n. 381, e con i consorzi di cui all'art. 8
          della  stessa  legge,  nonche'  con  le  organizzazioni  di
          volontariato  iscritte  nei  registri  regionali   di   cui
          all'art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266,  e  comunque
          con gli organismi di cui agli articoli 17 e 18 della  legge
          5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con altri soggetti pubblici
          e privati idonei a  contribuire  alla  realizzazione  degli
          obiettivi della presente legge. 
              6. L'organismo di cui all'art. 6, comma 3, del  decreto
          legislativo 23  dicembre  1997,  n.  469,  come  modificato
          dall'art. 6 della presente legge, puo' proporre  l'adozione
          di deroghe ai limiti di eta' e di durata dei  contratti  di
          formazione-lavoro e di apprendistato, per le quali  trovano
          applicazione le disposizioni di cui al comma 3 ed al  primo
          periodo del comma  6  dell'art.  16  del  decreto-legge  16
          maggio 1994, n. 299, convertito, con  modificazioni,  dalla
          legge 19 luglio 1994, n. 451. Tali  deroghe  devono  essere
          giustificate da specifici progetti di inserimento mirato. 
              7. Oltre a quanto previsto al comma 2,  le  convenzioni
          di integrazione lavorativa devono: 
              a) indicare dettagliatamente le mansioni attribuite  al
          lavoratore disabile e le modalita' del loro svolgimento; 
              b) prevedere le forme di sostegno, di consulenza  e  di
          tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali o  dei
          centri di orientamento professionale e degli  organismi  di
          cui all'art. 18 della legge 5 febbraio  1992,  n.  104,  al
          fine di favorire l'adattamento al lavoro del disabile; 
              c) prevedere verifiche  periodiche  sull'andamento  del
          percorso formativo inerente la convenzione di  integrazione
          lavorativa, da parte degli enti pubblici  incaricati  delle
          attivita' di sorveglianza e controllo.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto-legge  28
          giugno  2013,  n.  76  (Primi  interventi  urgenti  per  la
          promozione  dell'occupazione,  in  particolare   giovanile,
          della coesione sociale, nonche' in materia di  Imposta  sul
          valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie  urgenti),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 giugno 2013, n. 150,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 9  agosto  2013,
          n. 99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto  2013,
          n. 196: 
              «Art. 8 (Banca dati politiche attive e passive).  -  1.
          Al fine di razionalizzare gli interventi di politica attiva
          di tutti gli organismi centrali e territoriali coinvolti  e
          di garantire una immediata attivazione della Garanzia per i
          Giovani di cui all'art. 5,  e'  istituita,  senza  nuovi  o
          maggiori oneri aggiuntivi a carico della finanza  pubblica,
          nell'ambito delle strutture  del  Ministero  del  lavoro  e
          delle  politiche  sociali  ed  avvalendosi  delle   risorse
          finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione
          vigente  del  Ministero  stesso,  la  «Banca   dati   delle
          politiche attive e passive». 
              2. La Banca  dati  di  cui  al  comma  1  raccoglie  le
          informazioni  concernenti  i  soggetti  da  collocare   nel
          mercato del lavoro, i servizi erogati per una loro migliore
          collocazione  nel  mercato  stesso  e  le  opportunita'  di
          impiego nonche' le informazioni relative agli incentivi, ai
          datori di lavoro pubblici e privati, ai collaboratori e  ai
          lavoratori autonomi, agli studenti e ai cittadini stranieri
          regolarmente soggiornanti in Italia per motivi  di  lavoro.
          Nell'ambito  della  Banca  dati  di  cui  al  comma  1   e'
          costituita  un'apposita   sezione   denominata   "Fascicolo
          dell'azienda" che contiene le informazioni di cui  all'art.
          9-bis  del  decreto-legge  1°   ottobre   1996,   n.   510,
          convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  28  novembre
          1996, n. 608. 
              3. Alla costituzione della Banca dati  delle  politiche
          attive  e  passive,  che  costituisce  una  componente  del
          sistema informativo lavoro di cui all'art. 11  del  decreto
          legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 e della borsa continua
          nazionale  del  lavoro  di  cui  all'art.  15  del  decreto
          legislativo 10 settembre  2003,  n.  276  reso  disponibile
          attraverso Cliclavoro, concorrono le Regioni e le  Province
          autonome, le province,  l'ISFOL,  l'Istituto  Nazionale  di
          Previdenza    sociale,     l'Istituto     nazionale     per
          l'assicurazione contro gli  infortuni  sul  lavoro,  Italia
          Lavoro    s.p.a.,     il     Ministero     dell'istruzione,
          dell'universita'   e   della    ricerca,    il    Ministero
          dell'interno, il Ministero  dello  sviluppo  economico,  le
          Universita' pubbliche e private e le Camere  di  commercio,
          industria, artigianato e agricoltura. 
              4.  Secondo  le   regole   tecniche   in   materia   di
          interoperabilita'  e  scambio  dati  definite  dal  decreto
          legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  confluiscono  alla  Banca
          dati di cui al comma 1: la Banca  dati  percettori  di  cui
          all'art. 19, comma 4, del decreto-legge 29  novembre  2008,
          n. 185,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  28
          gennaio 2009, n. 2; l'Anagrafe nazionale degli  studenti  e
          dei laureati delle universita' di cui  all'art.  1-bis  del
          decreto-legge  9  maggio  2003,  n.  105,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n.  170  nonche'
          la dorsale informativa di cui all'art. 4, comma  51,  della
          legge 28 giugno 2012, n. 92. 
              5. Per una migliore organizzazione dei servizi e  degli
          interventi di cui al presente articolo,  il  Ministero  del
          lavoro e delle politiche sociali e' autorizzato a stipulare
          convenzioni con soggetti pubblici e privati in  particolare
          per far confluire i dati in loro possesso nella Banca  dati
          di cui al comma 1 ed eventualmente  in  altre  banche  dati
          costituite con la stessa finalita' nonche' per  determinare
          le modalita' piu' opportune di raccolta ed elaborazione dei
          dati su domanda e offerta di  lavoro  secondo  le  migliori
          tecniche ed esperienze.». 

Capo VI Contrattazione

Art. 11 
 
Modifiche all'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma  1  e'  sostituito  dal  seguente:  «La  contrattazione
collettiva disciplina il rapporto di lavoro e le relazioni  sindacali
e si svolge con le modalita' previste  dal  presente  decreto.  Nelle
materie relative alle sanzioni disciplinari, alla  valutazione  delle
prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento  accessorio,
della mobilita',  la  contrattazione  collettiva  e'  consentita  nei
limiti  previsti  dalle  norme   di   legge.   Sono   escluse   dalla
contrattazione collettiva  le  materie  attinenti  all'organizzazione
degli uffici, quelle oggetto di  partecipazione  sindacale  ai  sensi
dell'articolo 9, quelle afferenti alle  prerogative  dirigenziali  ai
sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento
e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonche'  quelle  di  cui
all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992,  n.
421.»; 
  b) al comma 2, secondo periodo, dopo le parole «Una apposita»  sono
inserite le seguenti: «area o»; 
  c) al comma 3-bis, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  1. al secondo periodo, dopo le parole «qualita' della  performance»
sono  inserite  le  seguenti:   «,   destinandovi,   per   l'ottimale
perseguimento degli obiettivi organizzativi ed individuali, una quota
prevalente  delle  risorse  finalizzate  ai   trattamenti   economici
accessori comunque denominati»; 
  2. il terzo periodo e' sostituito dal seguente: «La predetta  quota
e'  collegata  alle  risorse  variabili  determinate  per  l'anno  di
riferimento.»; 
  3. al quarto periodo la parola «Essa» e' sostituita dalle seguenti:
«La contrattazione collettiva integrativa»; 
    d) il comma 3-ter e' sostituito dal seguente: «3-ter. Nel caso in
cui non si raggiunga l'accordo per la stipulazione  di  un  contratto
collettivo  integrativo,  qualora  il  protrarsi   delle   trattative
determini   un    pregiudizio    alla    funzionalita'    dell'azione
amministrativa, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede
fra le parti, l'amministrazione interessata puo' provvedere,  in  via
provvisoria, sulle materie oggetto  del  mancato  accordo  fino  alla
successiva  sottoscrizione  e  prosegue  le  trattative  al  fine  di
pervenire in tempi celeri alla conclusione  dell'accordo.  Agli  atti
adottati unilateralmente si applicano le procedure  di  controllo  di
compatibilita' economico-finanziaria previste dall'articolo 40-bis. I
contratti collettivi nazionali possono individuare un termine  minimo
di durata delle sessioni negoziali in  sede  decentrata,  decorso  il
quale l'amministrazione interessata puo' in ogni caso provvedere,  in
via provvisoria,  sulle  materie  oggetto  del  mancato  accordo.  E'
istituito presso l'ARAN, senza nuovi o maggiori oneri a carico  della
finanza pubblica, un osservatorio a composizione  paritetica  con  il
compito di  monitorare  i  casi  e  le  modalita'  con  cui  ciascuna
amministrazione  adotta  gli  atti   di   cui   al   primo   periodo.
L'osservatorio verifica altresi' che tali  atti  siano  adeguatamente
motivati  in   ordine   alla   sussistenza   del   pregiudizio   alla
funzionalita' dell'azione amministrativa. Ai componenti non  spettano
compensi,  gettoni,  emolumenti,  indennita'  o  rimborsi  di   spese
comunque denominati.»; 
  e) il comma 3-quater e' abrogato; 
  f) al comma 3-quinquies, al secondo periodo le parole «dei  vincoli
di  bilancio  e  del  patto  di  stabilita'»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «degli obiettivi di finanza pubblica», e il  sesto  periodo
e' sostituito dai  seguenti:  «In  caso  di  superamento  di  vincoli
finanziari accertato da parte delle sezioni  regionali  di  controllo
della Corte dei conti, del Dipartimento della funzione pubblica o del
Ministero dell'economia e delle finanze e' fatto altresi' obbligo  di
recupero nell'ambito della sessione negoziale successiva,  con  quote
annuali e per un numero massimo di annualita' corrispondente a quelle
in cui si e' verificato il superamento di tali vincoli.  Al  fine  di
non    pregiudicare    l'ordinata     prosecuzione     dell'attivita'
amministrativa  delle  amministrazioni  interessate,  la  quota   del
recupero non puo' eccedere il 25 per cento  delle  risorse  destinate
alla contrattazione integrativa ed il numero di annualita' di cui  al
periodo precedente, previa certificazione degli organi  di  controllo
di  cui  all'articolo  40-bis,  comma   1,   e'   corrispondentemente
incrementato.  In  alternativa  a   quanto   disposto   dal   periodo
precedente, le regioni e gli enti locali possono prorogare il termine
per procedere al recupero delle somme indebitamente erogate,  per  un
periodo non superiore a cinque anni,  a  condizione  che  adottino  o
abbiano adottato  le  misure  di  contenimento  della  spesa  di  cui
all'articolo 4, comma 1, del  decreto-legge  6  marzo  2014,  n.  16,
dimostrino  l'effettivo  conseguimento  delle  riduzioni   di   spesa
previste dalle predette misure, nonche' il conseguimento di ulteriori
riduzioni   di   spesa   derivanti   dall'adozione   di   misure   di
razionalizzazione relative ad altri settori anche con  riferimento  a
processi di soppressione  e  fusione  di  societa',  enti  o  agenzie
strumentali. Le regioni e gli enti locali forniscono la dimostrazione
di cui al periodo precedente con apposita  relazione,  corredata  del
parere dell'organo di revisione  economico-finanziaria,  allegata  al
conto consuntivo di ciascun anno in cui e' effettuato il recupero.»; 
  g) dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti: 
  «4-bis. I contratti collettivi nazionali di lavoro devono prevedere
apposite  clausole  che  impediscono  incrementi  della   consistenza
complessiva  delle  risorse  destinate   ai   trattamenti   economici
accessori, nei casi in  cui  i  dati  sulle  assenze,  a  livello  di
amministrazione o di sede di contrattazione integrativa,  rilevati  a
consuntivo, evidenzino, anche con riferimento alla concentrazione  in
determinati periodi  in  cui  e'  necessario  assicurare  continuita'
nell'erogazione dei servizi all'utenza o,  comunque,  in  continuita'
con le  giornate  festive  e  di  riposo  settimanale,  significativi
scostamenti rispetto a dati medi annuali nazionali o di settore. 
  4-ter. Al fine di semplificare la gestione amministrativa dei fondi
destinati  alla  contrattazione  integrativa  e  di  consentirne   un
utilizzo piu' funzionale ad obiettivi di valorizzazione degli apporti
del personale, nonche' di miglioramento della produttivita'  e  della
qualita' dei servizi, la contrattazione collettiva nazionale provvede
al riordino, alla razionalizzazione  ed  alla  semplificazione  delle
discipline in materia di dotazione ed utilizzo  dei  fondi  destinati
alla contrattazione integrativa.». 
Note all'art. 11: 
              - Si riporta il testo dell'art. 40 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.   40   (Contratti    collettivi    nazionali    e
          integrativi). - 1. La contrattazione collettiva  disciplina
          il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali e si  svolge
          con le  modalita'  previste  dal  presente  decreto.  Nelle
          materie   relative   alle   sanzioni   disciplinari,   alla
          valutazione delle prestazioni ai fini della  corresponsione
          del   trattamento   accessorio,   della    mobilita',    la
          contrattazione collettiva e' consentita nei limiti previsti
          dalle norme di legge.  Sono  escluse  dalla  contrattazione
          collettiva le materie  attinenti  all'organizzazione  degli
          uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi
          dell'art. 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali
          ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del
          conferimento e della revoca degli  incarichi  dirigenziali,
          nonche' quelle di cui all'art.  2,  comma  1,  lettera  c),
          della legge 23 ottobre 1992, n. 421. 
              2.  Tramite  appositi   accordi   tra   l'ARAN   e   le
          Confederazioni rappresentative, secondo le procedure di cui
          agli articoli 41, comma 5, e 47,  senza  nuovi  o  maggiori
          oneri per la finanza pubblica,  sono  definiti  fino  a  un
          massimo di quattro comparti  di  contrattazione  collettiva
          nazionale, cui corrispondono non piu' di  quattro  separate
          aree  per  la  dirigenza.  Una  apposita  area  o   sezione
          contrattuale di un'area dirigenziale riguarda la  dirigenza
          del ruolo sanitario del Servizio sanitario  nazionale,  per
          gli effetti di cui all'art. 15 del decreto  legislativo  30
          dicembre  1992,  n.  502,   e   successive   modificazioni.
          Nell'ambito dei comparti di contrattazione  possono  essere
          costituite apposite  sezioni  contrattuali  per  specifiche
          professionalita'. 
              3. La contrattazione collettiva disciplina, in coerenza
          con  il  settore  privato,  la  struttura  contrattuale,  i
          rapporti tra i diversi livelli e la  durata  dei  contratti
          collettivi  nazionali  e  integrativi.  La   durata   viene
          stabilita in modo che vi sia  coincidenza  fra  la  vigenza
          della disciplina giuridica e di quella economica. 
              3-bis. Le pubbliche amministrazioni  attivano  autonomi
          livelli  di  contrattazione  collettiva  integrativa,   nel
          rispetto dell'art. 7, comma 5, e dei  vincoli  di  bilancio
          risultanti dagli  strumenti  di  programmazione  annuale  e
          pluriennale di ciascuna amministrazione. La  contrattazione
          collettiva  integrativa  assicura   adeguati   livelli   di
          efficienza   e   produttivita'   dei   servizi    pubblici,
          incentivando l'impegno e  la  qualita'  della  performance,
          destinandovi, per l'ottimale perseguimento degli  obiettivi
          organizzativi ed individuali, una  quota  prevalente  delle
          risorse  finalizzate  ai  trattamenti  economici  accessori
          comunque denominati ai sensi  dell'art.  45,  comma  3.  La
          predetta  quota  e'  collegata   alle   risorse   variabili
          determinate per l'anno di  riferimento.  La  contrattazione
          collettiva integrativa  si  svolge  sulle  materie,  con  i
          vincoli e nei limiti  stabiliti  dai  contratti  collettivi
          nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali  che
          questi   ultimi   prevedono;   essa   puo'   avere   ambito
          territoriale e riguardare piu' amministrazioni. I contratti
          collettivi nazionali definiscono il termine delle  sessioni
          negoziali in sede decentrata. Alla scadenza del termine  le
          parti riassumono le rispettive prerogative  e  liberta'  di
          iniziativa e decisione. 
              3-ter. Nel caso in cui non si raggiunga  l'accordo  per
          la stipulazione di  un  contratto  collettivo  integrativo,
          qualora  il  protrarsi  delle   trattative   determini   un
          pregiudizio alla funzionalita' dell'azione  amministrativa,
          nel rispetto dei principi di correttezza e buona  fede  fra
          le parti, l'amministrazione interessata puo' provvedere, in
          via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato  accordo
          fino  alla  successiva   sottoscrizione   e   prosegue   le
          trattative al  fine  di  pervenire  in  tempi  celeri  alla
          conclusione    dell'accordo.     Agli     atti     adottati
          unilateralmente si applicano le procedure di  controllo  di
          compatibilita'  economico-finanziaria  previste   dall'art.
          40-bis.   I   contratti   collettivi   nazionali    possono
          individuare un termine  minimo  di  durata  delle  sessioni
          negoziali   in   sede   decentrata,   decorso   il    quale
          l'amministrazione interessata puo' in ogni caso provvedere,
          in via  provvisoria,  sulle  materie  oggetto  del  mancato
          accordo. E' istituito presso l'ARAN, senza nuovi o maggiori
          oneri a carico della finanza pubblica,  un  osservatorio  a
          composizione paritetica con il compito di monitorare i casi
          e le modalita' con cui ciascuna amministrazione adotta  gli
          atti di  cui  al  primo  periodo.  L'osservatorio  verifica
          altresi' che tali  atti  siano  adeguatamente  motivati  in
          ordine alla sussistenza del pregiudizio alla  funzionalita'
          dell'azione  amministrativa.  Ai  componenti  non  spettano
          compensi, gettoni, emolumenti,  indennita'  o  rimborsi  di
          spese comunque denominati. 
              (Omissis). 
              3-quater. (abrogato). 
              3-quinquies.  La  contrattazione  collettiva  nazionale
          dispone, per le amministrazioni di cui al comma 3 dell'art.
          41,  le  modalita'  di  utilizzo  delle  risorse   indicate
          all'art. 45, comma 3-bis, individuando i criteri e i limiti
          finanziari entro i quali si deve svolgere la contrattazione
          integrativa. Le regioni, per  quanto  concerne  le  proprie
          amministrazioni,  e  gli  enti  locali  possono   destinare
          risorse  aggiuntive  alla  contrattazione  integrativa  nei
          limiti  stabiliti  dalla  contrattazione  nazionale  e  nei
          limiti dei parametri di virtuosita' fissati per la spesa di
          personale dalle vigenti  disposizioni,  in  ogni  caso  nel
          rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e di  analoghi
          strumenti del contenimento  della  spesa.  Lo  stanziamento
          delle risorse aggiuntive per la contrattazione  integrativa
          e' correlato all'effettivo rispetto dei principi in materia
          di misurazione, valutazione e trasparenza della performance
          e in materia di merito e premi applicabili alle  regioni  e
          agli enti locali secondo quanto previsto dagli articoli  16
          e 31 del decreto legislativo di attuazione  della  legge  4
          marzo 2009, n.  15,  in  materia  di  ottimizzazione  della
          produttivita'  del  lavoro  pubblico  e  di  efficienza   e
          trasparenza delle pubbliche amministrazioni.  Le  pubbliche
          amministrazioni non possono in ogni caso  sottoscrivere  in
          sede  decentrata  contratti   collettivi   integrativi   in
          contrasto con i vincoli  e  con  i  limiti  risultanti  dai
          contratti collettivi nazionali o che  disciplinano  materie
          non espressamente delegate a tale livello negoziale  ovvero
          che  comportano  oneri  non  previsti  negli  strumenti  di
          programmazione   annuale   e   pluriennale   di    ciascuna
          amministrazione. Nei casi di violazione dei vincoli  e  dei
          limiti di competenza imposti dalla contrattazione nazionale
          o dalle norme di legge, le clausole sono nulle, non possono
          essere applicate e sono sostituite ai sensi degli  articoli
          1339 e 1419, secondo comma, del codice civile. In  caso  di
          superamento di vincoli finanziari accertato da parte  delle
          sezioni regionali di controllo della Corte dei  conti,  del
          Dipartimento  della  funzione  pubblica  o  del   Ministero
          dell'economia e delle finanze e' fatto altresi' obbligo  di
          recupero nell'ambito della sessione  negoziale  successiva,
          con quote annuali e per un  numero  massimo  di  annualita'
          corrispondente  a  quelle  in  cui  si  e'  verificato   il
          superamento di tali vincoli. Al fine  di  non  pregiudicare
          l'ordinata prosecuzione dell'attivita' amministrativa delle
          amministrazioni interessate, la quota del recupero non puo'
          eccedere il 25  per  cento  delle  risorse  destinate  alla
          contrattazione integrativa ed il numero  di  annualita'  di
          cui al  periodo  precedente,  previa  certificazione  degli
          organi di controllo di cui all'art.  40-bis,  comma  1,  e'
          corrispondentemente incrementato. In alternativa  a  quanto
          disposto dal periodo precedente,  le  regioni  e  gli  enti
          locali  possono  prorogare  il  termine  per  procedere  al
          recupero delle somme indebitamente erogate, per un  periodo
          non superiore a cinque anni, a condizione  che  adottino  o
          abbiano adottato le misure di contenimento della  spesa  di
          cui all'art. 4, comma 1, del decreto-legge 6 marzo 2014, n.
          16, dimostrino l'effettivo conseguimento delle riduzioni di
          spesa  previste   dalle   predette   misure,   nonche'   il
          conseguimento di ulteriori  riduzioni  di  spesa  derivanti
          dall'adozione di misure di  razionalizzazione  relative  ad
          altri  settori  anche  con  riferimento   a   processi   di
          soppressione  e  fusione  di  societa',  enti   o   agenzie
          strumentali. Le regioni e gli  enti  locali  forniscono  la
          dimostrazione di cui al  periodo  precedente  con  apposita
          relazione, corredata del parere  dell'organo  di  revisione
          economico-finanziaria,  allegata  al  conto  consuntivo  di
          ciascun  anno  in  cui  e'  effettuato  il   recupero.   Le
          disposizioni del  presente  comma  trovano  applicazione  a
          decorrere dai contratti sottoscritti  successivamente  alla
          data di  entrata  in  vigore  del  decreto  legislativo  di
          attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in  materia  di
          ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico e di
          efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. 
              3-sexies. A corredo di ogni  contratto  integrativo  le
          pubbliche   amministrazioni    redigono    una    relazione
          tecnico-finanziaria   ed   una   relazione    illustrativa,
          utilizzando gli schemi  appositamente  predisposti  e  resi
          disponibili tramite i  rispettivi  siti  istituzionali  dal
          Ministero dell'economia e delle finanze di  intesa  con  il
          Dipartimento  della  funzione  pubblica.   Tali   relazioni
          vengono  certificate  dagli  organi  di  controllo  di  cui
          all'art. 40-bis, comma 1. 
              4. Le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi
          assunti con i contratti collettivi nazionali o  integrativi
          dalla data della sottoscrizione definitiva e ne  assicurano
          l'osservanza   nelle   forme   previste   dai    rispettivi
          ordinamenti. 
              4-bis.  I  contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro
          devono  prevedere   apposite   clausole   che   impediscono
          incrementi  della  consistenza  complessiva  delle  risorse
          destinate ai trattamenti economici accessori, nei  casi  in
          cui i dati sulle assenze, a livello di amministrazione o di
          sede di contrattazione integrativa, rilevati a  consuntivo,
          evidenzino, anche con riferimento  alla  concentrazione  in
          determinati  periodi  in  cui  e'   necessario   assicurare
          continuita'  nell'erogazione  dei  servizi  all'utenza   o,
          comunque, in continuita'  con  le  giornate  festive  e  di
          riposo settimanale, significativi  scostamenti  rispetto  a
          dati medi annuali nazionali o di settore. 
              4-ter.   Al   fine   di   semplificare   la    gestione
          amministrativa  dei  fondi  destinati  alla  contrattazione
          integrativa e di consentirne un utilizzo piu' funzionale ad
          obiettivi di valorizzazione degli  apporti  del  personale,
          nonche'  di  miglioramento  della  produttivita'  e   della
          qualita'  dei   servizi,   la   contrattazione   collettiva
          nazionale provvede al riordino, alla  razionalizzazione  ed
          alla  semplificazione  delle  discipline  in   materia   di
          dotazione   ed   utilizzo   dei   fondi   destinati    alla
          contrattazione integrativa.». 

Capo VII Responsabilità disciplinare

Art. 12 
 
Modifiche all'articolo 55 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. Al comma 1 dell'articolo 55 del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n.  165,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «La
violazione dolosa o colposa delle suddette  disposizioni  costituisce
illecito disciplinare  in  capo  ai  dipendenti  preposti  alla  loro
applicazione.». 
Note all'art. 12: 
              - Si riporta il testo dell'art. 55 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art.  55  (Responsabilita',  infrazioni  e   sanzioni,
          procedure conciliative). - 1. Le disposizioni del  presente
          articolo e di quelli  seguenti,  fino  all'art.  55-octies,
          costituiscono norme imperative, ai sensi e per gli  effetti
          degli articoli 1339  e  1419,  secondo  comma,  del  codice
          civile, e  si  applicano  ai  rapporti  di  lavoro  di  cui
          all'art. 2, comma 2, alle dipendenze delle  amministrazioni
          pubbliche di cui all'art. 1, comma 2. La violazione  dolosa
          o colposa delle suddette disposizioni costituisce  illecito
          disciplinare in  capo  ai  dipendenti  preposti  alla  loro
          applicazione. 
              2. Ferma la disciplina in  materia  di  responsabilita'
          civile, amministrativa, penale e contabile, ai rapporti  di
          lavoro di cui al comma 1 si applica l'art. 2106 del  codice
          civile.  Salvo  quanto  previsto  dalle  disposizioni   del
          presente  Capo,  la  tipologia  delle  infrazioni  e  delle
          relative sanzioni e' definita dai contratti collettivi.  La
          pubblicazione sul sito  istituzionale  dell'amministrazione
          del  codice  disciplinare,  recante   l'indicazione   delle
          predette infrazioni e relative sanzioni, equivale  a  tutti
          gli effetti alla sua affissione all'ingresso della sede  di
          lavoro. 
              3. La  contrattazione  collettiva  non  puo'  istituire
          procedure di impugnazione dei  provvedimenti  disciplinari.
          Resta  salva  la  facolta'  di  disciplinare   mediante   i
          contratti  collettivi  procedure   di   conciliazione   non
          obbligatoria, fuori dei casi per i  quali  e'  prevista  la
          sanzione disciplinare del licenziamento, da  instaurarsi  e
          concludersi entro un termine non superiore a trenta  giorni
          dalla  contestazione   dell'addebito   e   comunque   prima
          dell'irrogazione della sanzione. La sanzione  concordemente
          determinata all'esito di tali procedure non puo' essere  di
          specie diversa  da  quella  prevista,  dalla  legge  o  dal
          contratto collettivo, per  l'infrazione  per  la  quale  si
          procede e non e' soggetta ad impugnazione.  I  termini  del
          procedimento disciplinare restano  sospesi  dalla  data  di
          apertura  della  procedura  conciliativa  e  riprendono   a
          decorrere nel caso di conclusione con  esito  negativo.  Il
          contratto collettivo definisce  gli  atti  della  procedura
          conciliativa che ne determinano l'inizio e la conclusione. 
              4.  Fermo  quanto  previsto  nell'art.   21,   per   le
          infrazioni disciplinari ascrivibili al dirigente  ai  sensi
          degli articoli 55-bis, comma 7, e 55-sexies,  comma  3,  si
          applicano, ove non  diversamente  stabilito  dal  contratto
          collettivo, le disposizioni di cui al comma 4 del  predetto
          art.  55-bis,   ma   le   determinazioni   conclusive   del
          procedimento  sono  adottate  dal  dirigente   generale   o
          titolare di incarico conferito ai sensi dell'art. 19, comma
          3.». 

Art. 13 
 
Modifiche all'articolo 55-bis del decreto legislativo 30 marzo  2001,
                               n. 165 
 
  1. All'articolo 55-bis del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Per le infrazioni  di
minore  gravita',  per  le  quali  e'  prevista  l'irrogazione  della
sanzione del rimprovero verbale, il procedimento disciplinare  e'  di
competenza  del  responsabile  della  struttura  presso  cui   presta
servizio il dipendente. Alle infrazioni per le quali e'  previsto  il
rimprovero verbale si applica la disciplina stabilita  dal  contratto
collettivo.»; 
  b)  il  comma  2  e'  sostituito   dal   seguente:   «2.   Ciascuna
amministrazione, secondo il proprio ordinamento e  nell'ambito  della
propria  organizzazione,  individua  l'ufficio  per  i   procedimenti
disciplinari competente  per  le  infrazioni  punibili  con  sanzione
superiore al rimprovero verbale e ne  attribuisce  la  titolarita'  e
responsabilita'.»; 
  c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3.  Le  amministrazioni,
previa convenzione, possono prevedere  la  gestione  unificata  delle
funzioni dell'ufficio competente  per  i  procedimenti  disciplinari,
senza maggiori oneri per la finanza pubblica.»; 
  d) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Fermo restando quanto
previsto  dall'articolo  55-quater,  commi  3-bis  e  3-ter,  per  le
infrazioni  per  le  quali  e'  prevista  l'irrogazione  di  sanzioni
superiori al rimprovero  verbale,  il  responsabile  della  struttura
presso cui presta servizio il dipendente, segnala  immediatamente,  e
comunque  entro  dieci   giorni,   all'ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari i fatti ritenuti di rilevanza  disciplinare
di  cui  abbia  avuto  conoscenza.   L'Ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari, con  immediatezza  e  comunque  non  oltre
trenta giorni decorrenti dal ricevimento della predetta segnalazione,
ovvero dal momento in cui abbia altrimenti avuto piena conoscenza dei
fatti ritenuti di rilevanza disciplinare, provvede alla contestazione
scritta dell'addebito e convoca l'interessato, con  un  preavviso  di
almeno venti giorni, per l'audizione in contraddittorio a sua difesa.
Il dipendente puo' farsi assistere da un  procuratore  ovvero  da  un
rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o  conferisce
mandato.  In  caso  di  grave  ed  oggettivo  impedimento,  ferma  la
possibilita'  di  depositare  memorie  scritte,  il  dipendente  puo'
richiedere che l'audizione a sua difesa sia differita, per  una  sola
volta, con proroga del termine per la conclusione del procedimento in
misura corrispondente. Salvo quanto  previsto  dall'articolo  54-bis,
comma 4, il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del
procedimento. L'ufficio competente per  i  procedimenti  disciplinari
conclude  il  procedimento,  con  l'atto  di   archiviazione   o   di
irrogazione   della   sanzione,   entro   centoventi   giorni   dalla
contestazione dell'addebito. Gli atti  di  avvio  e  conclusione  del
procedimento  disciplinare,  nonche'  l'eventuale  provvedimento   di
sospensione cautelare del dipendente,  sono  comunicati  dall'ufficio
competente   di   ogni   amministrazione,   per    via    telematica,
all'Ispettorato per la funzione pubblica, entro  venti  giorni  dalla
loro adozione. Al fine di tutelare la riservatezza del dipendente, il
nominativo dello stesso e' sostituito da un codice identificativo.»; 
  e) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. La  comunicazione  di
contestazione   dell'addebito   al   dipendente,   nell'ambito    del
procedimento disciplinare, e' effettuata  tramite  posta  elettronica
certificata, nel caso in cui il dipendente dispone di idonea  casella
di posta, ovvero tramite consegna  a  mano.  In  alternativa  all'uso
della posta elettronica certificata  o  della  consegna  a  mano,  le
comunicazioni  sono  effettuate  tramite  raccomandata  postale   con
ricevuta  di  ritorno.   Per   le   comunicazioni   successive   alla
contestazione  dell'addebito,  e'  consentita  la  comunicazione  tra
l'amministrazione ed i propri dipendenti tramite posta elettronica  o
altri strumenti informatici di comunicazione, ai sensi  dell'articolo
47, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo 7  marzo  2005,
n. 82, ovvero anche al numero di  fax  o  altro  indirizzo  di  posta
elettronica,  previamente  comunicati  dal  dipendente  o   dal   suo
procuratore.»; 
  f) al comma 6, le parole «il capo della struttura o l'ufficio per i
procedimenti disciplinari possono acquisire da altre  amministrazioni
pubbliche»  sono  sostituite  dalle  seguenti:   «l'Ufficio   per   i
procedimenti disciplinari puo'  acquisire  da  altre  amministrazioni
pubbliche»; 
  g) al comma 7, la parola «lavoratore» e' soppressa, dopo le  parole
«alla stessa» sono inserite le seguenti: «o a una diversa», le parole
«o ad una  diversa»  sono  soppresse,  e  le  parole  «dall'autorita'
disciplinare»   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «dall'Ufficio
disciplinare»; 
  h)  al  comma  8,  primo  periodo,  le  parole  «concluso  o»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «concluso  e»  e  l'ultimo  periodo  e'
sostituito dai seguenti: «In caso di trasferimento del dipendente  in
pendenza di procedimento disciplinare, l'ufficio per  i  procedimenti
disciplinari  che  abbia  in  carico  gli  atti  provvede  alla  loro
tempestiva   trasmissione   al   competente   ufficio    disciplinare
dell'amministrazione presso cui il dipendente e' trasferito. In  tali
casi il procedimento disciplinare  e'  interrotto  e  dalla  data  di
ricezione   degli   atti   da   parte    dell'ufficio    disciplinare
dell'amministrazione presso cui il dipendente e' trasferito decorrono
nuovi termini per la contestazione dell'addebito o per la conclusione
del procedimento. Nel caso in cui  l'amministrazione  di  provenienza
venga a  conoscenza  dell'illecito  disciplinare  successivamente  al
trasferimento del dipendente, la stessa  Amministrazione  provvede  a
segnalare immediatamente  e  comunque  entro  venti  giorni  i  fatti
ritenuti di rilevanza disciplinare  all'Ufficio  per  i  procedimenti
disciplinari dell'amministrazione presso cui il dipendente  e'  stato
trasferito e dalla data  di  ricezione  della  predetta  segnalazione
decorrono i termini per  la  contestazione  dell'addebito  e  per  la
conclusione del procedimento. Gli esiti del procedimento disciplinare
vengono  in  ogni  caso  comunicati  anche   all'amministrazione   di
provenienza del dipendente.»; 
  i) il comma 9  e'  sostituito  dal  seguente:  «La  cessazione  del
rapporto di lavoro estingue il procedimento  disciplinare  salvo  che
per l'infrazione commessa sia prevista la sanzione del  licenziamento
o comunque sia stata disposta la sospensione cautelare dal  servizio.
In tal caso le determinazioni conclusive sono assunte ai  fini  degli
effetti giuridici ed economici  non  preclusi  dalla  cessazione  del
rapporto di lavoro.»; 
  j) dopo il comma 9 sono aggiunti i seguenti: 
  «9-bis. Sono nulle le  disposizioni  di  regolamento,  le  clausole
contrattuali o le disposizioni  interne,  comunque  qualificate,  che
prevedano  per  l'irrogazione  di  sanzioni  disciplinari   requisiti
formali o  procedurali  ulteriori  rispetto  a  quelli  indicati  nel
presente  articolo  o  che   comunque   aggravino   il   procedimento
disciplinare. 
  9-ter.  La  violazione  dei  termini  e  delle   disposizioni   sul
procedimento disciplinare previste dagli articoli da 55 a  55-quater,
fatta salva l'eventuale responsabilita' del dipendente cui  essa  sia
imputabile, non determina la decadenza dall'azione  disciplinare  ne'
l'invalidita' degli atti  e  della  sanzione  irrogata,  purche'  non
risulti  irrimediabilmente  compromesso  il  diritto  di  difesa  del
dipendente, e le modalita'  di  esercizio  dell'azione  disciplinare,
anche in ragione della natura  degli  accertamenti  svolti  nel  caso
concreto,  risultino  comunque  compatibili  con  il   principio   di
tempestivita'. Fatto salvo quanto previsto  dall'articolo  55-quater,
commi 3-bis e 3-ter, sono da considerarsi perentori il termine per la
contestazione dell'addebito e  il  termine  per  la  conclusione  del
procedimento. 
  9-quater. Per il personale  docente,  educativo  e  amministrativo,
tecnico e ausiliario  (ATA)  presso  le  istituzioni  scolastiche  ed
educative statali, il procedimento disciplinare per le infrazioni per
le quali e' prevista l'irrogazione di sanzioni fino alla  sospensione
dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni e' di
competenza del responsabile della struttura in possesso di  qualifica
dirigenziale  e  si  svolge  secondo  le  disposizioni  del  presente
articolo. Quando il responsabile della  struttura  non  ha  qualifica
dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni  piu'
gravi  di  quelle  indicate  nel  primo  periodo,   il   procedimento
disciplinare  si  svolge  dinanzi  all'Ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari.». 
Note all'art. 13: 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  55-bis  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art.  55-bis  (Forme  e   termini   del   procedimento
          disciplinare). - 1. Per le infrazioni di  minore  gravita',
          per le quali e' prevista l'irrogazione della  sanzione  del
          rimprovero verbale,  il  procedimento  disciplinare  e'  di
          competenza del  responsabile  della  struttura  presso  cui
          presta servizio il dipendente. Alle infrazioni per le quali
          e' previsto il rimprovero verbale si applica la  disciplina
          stabilita dal contratto collettivo. 
              2.  Ciascuna  amministrazione,   secondo   il   proprio
          ordinamento e  nell'ambito  della  propria  organizzazione,
          individua  l'ufficio  per   i   procedimenti   disciplinari
          competente  per  le  infrazioni   punibili   con   sanzione
          superiore  al  rimprovero  verbale  e  ne  attribuisce   la
          titolarita' e responsabilita'. 
              3.  Le  amministrazioni,  previa  convenzione,  possono
          prevedere la gestione unificata delle funzioni dell'ufficio
          competente per i procedimenti disciplinari, senza  maggiori
          oneri per la finanza pubblica. 
              4. Fermo restando quanto previsto dall'art.  55-quater,
          commi 3-bis e 3-ter, per le  infrazioni  per  le  quali  e'
          prevista l'irrogazione di sanzioni superiori al  rimprovero
          verbale, il responsabile della struttura presso cui  presta
          servizio il dipendente, segnala immediatamente, e  comunque
          entro  dieci   giorni,   all'ufficio   competente   per   i
          procedimenti disciplinari i  fatti  ritenuti  di  rilevanza
          disciplinare  di  cui  abbia  avuto  conoscenza.  L'Ufficio
          competente   per   i   procedimenti    disciplinari,    con
          immediatezza e comunque non oltre trenta giorni  decorrenti
          dal ricevimento della  predetta  segnalazione,  ovvero  dal
          momento in cui abbia altrimenti avuto piena conoscenza  dei
          fatti ritenuti di  rilevanza  disciplinare,  provvede  alla
          contestazione    scritta    dell'addebito     e     convoca
          l'interessato, con un preavviso di almeno venti giorni, per
          l'audizione in contraddittorio a sua difesa. Il  dipendente
          puo'  farsi  assistere  da  un  procuratore  ovvero  da  un
          rappresentante dell'associazione sindacale cui  aderisce  o
          conferisce  mandato.  In  caso  di   grave   ed   oggettivo
          impedimento, ferma la possibilita'  di  depositare  memorie
          scritte, il dipendente puo' richiedere  che  l'audizione  a
          sua difesa sia differita, per una sola volta,  con  proroga
          del termine per la conclusione del procedimento  in  misura
          corrispondente. Salvo  quanto  previsto  dall'art.  54-bis,
          comma 4, il dipendente ha  diritto  di  accesso  agli  atti
          istruttori del procedimento.  L'ufficio  competente  per  i
          procedimenti disciplinari  conclude  il  procedimento,  con
          l'atto di archiviazione o di  irrogazione  della  sanzione,
          entro centoventi giorni dalla contestazione  dell'addebito.
          Gli  atti  di  avvio   e   conclusione   del   procedimento
          disciplinare,   nonche'   l'eventuale   provvedimento    di
          sospensione  cautelare  del  dipendente,  sono   comunicati
          dall'ufficio competente di ogni  amministrazione,  per  via
          telematica, all'Ispettorato per la funzione pubblica, entro
          venti giorni dalla loro adozione. Al fine  di  tutelare  la
          riservatezza del dipendente, il nominativo dello stesso  e'
          sostituito da un codice identificativo. 
              5. La comunicazione di contestazione  dell'addebito  al
          dipendente, nell'ambito del procedimento  disciplinare,  e'
          effettuata tramite posta elettronica certificata, nel  caso
          in cui il dipendente dispone di idonea  casella  di  posta,
          ovvero tramite consegna  a  mano.  In  alternativa  all'uso
          della posta elettronica  certificata  o  della  consegna  a
          mano, le comunicazioni sono effettuate tramite raccomandata
          postale con  ricevuta  di  ritorno.  Per  le  comunicazioni
          successive alla contestazione dell'addebito, e'  consentita
          la  comunicazione  tra  l'amministrazione   ed   i   propri
          dipendenti tramite  posta  elettronica  o  altri  strumenti
          informatici di comunicazione, ai sensi dell'art. 47,  comma
          3, secondo periodo, del decreto legislativo 7  marzo  2005,
          n. 82, ovvero anche al numero di fax o altro  indirizzo  di
          posta elettronica, previamente comunicati dal dipendente  o
          dal suo procuratore. 
              6.  Nel  corso  dell'istruttoria,   l'Ufficio   per   i
          procedimenti   disciplinari   puo'   acquisire   da   altre
          amministrazioni   pubbliche   informazioni   o    documenti
          rilevanti per la definizione del procedimento. La  predetta
          attivita' istruttoria  non  determina  la  sospensione  del
          procedimento, ne' il differimento dei relativi termini. 
              7. Il dipendente  o  il  dirigente,  appartenente  alla
          stessa   o   a   una   diversa   amministrazione   pubblica
          dell'incolpato, che, essendo a conoscenza  per  ragioni  di
          ufficio o di servizio  di  informazioni  rilevanti  per  un
          procedimento  disciplinare   in   corso,   rifiuta,   senza
          giustificato   motivo,    la    collaborazione    richiesta
          dall'Ufficio   disciplinare   procedente    ovvero    rende
          dichiarazioni    false    o    reticenti,    e'    soggetto
          all'applicazione,   da   parte   dell'amministrazione    di
          appartenenza, della sanzione disciplinare della sospensione
          dal servizio con privazione della retribuzione, commisurata
          alla gravita' dell'illecito contestato al dipendente,  fino
          ad un massimo di quindici giorni. 
              8. In caso di trasferimento del dipendente, a qualunque
          titolo,   in   un'altra   amministrazione   pubblica,    il
          procedimento  disciplinare  e'  avviato  o  concluso  e  la
          sanzione e'  applicata  presso  quest'ultima.  In  caso  di
          trasferimento del dipendente in  pendenza  di  procedimento
          disciplinare, l'ufficio per i procedimenti disciplinari che
          abbia in carico gli  atti  provvede  alla  loro  tempestiva
          trasmissione    al    competente    ufficio    disciplinare
          dell'amministrazione   presso   cui   il   dipendente    e'
          trasferito. In tali casi il  procedimento  disciplinare  e'
          interrotto e dalla data di ricezione degli  atti  da  parte
          dell'ufficio disciplinare dell'amministrazione  presso  cui
          il dipendente e' trasferito decorrono nuovi termini per  la
          contestazione  dell'addebito  o  per  la  conclusione   del
          procedimento.  Nel  caso  in   cui   l'amministrazione   di
          provenienza venga a conoscenza  dell'illecito  disciplinare
          successivamente al trasferimento del dipendente, la  stessa
          Amministrazione  provvede  a  segnalare  immediatamente   e
          comunque entro venti giorni i fatti ritenuti  di  rilevanza
          disciplinare all'Ufficio per  i  procedimenti  disciplinari
          dell'amministrazione presso  cui  il  dipendente  e'  stato
          trasferito  e  dalla  data  di  ricezione  della   predetta
          segnalazione  decorrono  i  termini  per  la  contestazione
          dell'addebito e per la conclusione  del  procedimento.  Gli
          esiti del procedimento disciplinare vengono  in  ogni  caso
          comunicati anche  all'amministrazione  di  provenienza  del
          dipendente. 
              9. La cessazione del rapporto  di  lavoro  estingue  il
          procedimento  disciplinare  salvo  che   per   l'infrazione
          commessa sia  prevista  la  sanzione  del  licenziamento  o
          comunque sia stata disposta la  sospensione  cautelare  dal
          servizio. In tal caso  le  determinazioni  conclusive  sono
          assunte ai fini degli effetti giuridici  ed  economici  non
          preclusi dalla cessazione del rapporto di lavoro. 
              9-bis. Sono nulle le disposizioni  di  regolamento,  le
          clausole contrattuali o le disposizioni  interne,  comunque
          qualificate, che prevedano per  l'irrogazione  di  sanzioni
          disciplinari  requisiti  formali  o  procedurali  ulteriori
          rispetto a quelli indicati  nel  presente  articolo  o  che
          comunque aggravino il procedimento disciplinare. 
              9-ter. La violazione dei termini e  delle  disposizioni
          sul procedimento disciplinare previste dagli articoli da 55
          a 55-quater, fatta salva  l'eventuale  responsabilita'  del
          dipendente  cui  essa  sia  imputabile,  non  determina  la
          decadenza dall'azione disciplinare ne' l'invalidita'  degli
          atti  e  della  sanzione  irrogata,  purche'  non   risulti
          irrimediabilmente compromesso  il  diritto  di  difesa  del
          dipendente,  e  le  modalita'  di   esercizio   dell'azione
          disciplinare,  anche  in   ragione   della   natura   degli
          accertamenti svolti nel caso concreto,  risultino  comunque
          compatibili con il principio di tempestivita'. Fatto  salvo
          quanto previsto dall'art. 55-quater, commi 3-bis  e  3-ter,
          sono  da  considerarsi  perentori   il   termine   per   la
          contestazione dell'addebito e il termine per la conclusione
          del procedimento. 
              9-quater.  Per  il  personale  docente,   educativo   e
          amministrativo,  tecnico  e  ausiliario  (ATA)  presso   le
          istituzioni   scolastiche   ed   educative   statali,    il
          procedimento disciplinare per le infrazioni per le quali e'
          prevista l'irrogazione di sanzioni  fino  alla  sospensione
          dal servizio con privazione della  retribuzione  per  dieci
          giorni e' di competenza del responsabile della struttura in
          possesso di qualifica dirigenziale e si svolge  secondo  le
          disposizioni del presente articolo. Quando il  responsabile
          della struttura non ha qualifica  dirigenziale  o  comunque
          per le infrazioni  punibili  con  sanzioni  piu'  gravi  di
          quelle  indicate  nel  primo   periodo,   il   procedimento
          disciplinare si svolge dinanzi all'Ufficio competente per i
          procedimenti disciplinari.». 

Art. 14 
 
Modifiche all'articolo 55-ter del decreto legislativo 30 marzo  2001,
                               n. 165 
 
  1. All'articolo 55-ter del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, il secondo periodo e' soppresso; al  terzo  periodo,
le parole da  «Per  le  infrazioni»  a  «l'ufficio  competente»  sono
sostituite dalle  seguenti:  «Per  le  infrazioni  per  le  quali  e'
applicabile una sanzione superiore alla sospensione dal servizio  con
privazione  della  retribuzione  fino  a  dieci   giorni,   l'ufficio
competente per i procedimenti disciplinari» e le parole da  «,  salva
la possibilita'» a «del dipendente.» sono sostituite dalle  seguenti:
«.  Fatto  salvo  quanto  previsto  al  comma  3,   il   procedimento
disciplinare sospeso puo' essere riattivato qualora l'amministrazione
giunga in possesso di elementi nuovi, sufficienti per  concludere  il
procedimento,  ivi  incluso  un  provvedimento  giurisdizionale   non
definitivo. Resta in ogni caso salva la possibilita' di  adottare  la
sospensione  o  altri  provvedimenti  cautelari  nei  confronti   del
dipendente.»; 
  b) al comma 2 le parole «l'autorita'  competente»  sono  sostituite
dalle   seguenti:   «l'ufficio   competente   per   i    procedimenti
disciplinari»; 
  c) al comma 3 le parole «l'autorita'  competente»  sono  sostituite
dalle   seguenti:   «l'ufficio   competente   per   i    procedimenti
disciplinari»; 
  d) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Nei casi  di  cui  ai
commi 1, 2 e 3, il  procedimento  disciplinare  e',  rispettivamente,
ripreso   o   riaperto,   mediante   rinnovo   della    contestazione
dell'addebito,  entro  sessanta  giorni  dalla  comunicazione   della
sentenza, da parte della cancelleria del giudice, all'amministrazione
di appartenenza del dipendente, ovvero dal  ricevimento  dell'istanza
di riapertura. Il procedimento  si  svolge  secondo  quanto  previsto
nell'articolo 55-bis con integrale nuova decorrenza dei  termini  ivi
previsti  per  la   conclusione   dello   stesso.   Ai   fini   delle
determinazioni conclusive,  l'ufficio  procedente,  nel  procedimento
disciplinare   ripreso   o   riaperto,   applica   le    disposizioni
dell'articolo 653, commi 1 e 1-bis, del codice di procedura penale.». 
Note all'art. 14: 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  55-ter  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art. 55-ter (Rapporti fra procedimento disciplinare  e
          procedimento penale). - 1.  Il  procedimento  disciplinare,
          che abbia ad  oggetto,  in  tutto  o  in  parte,  fatti  in
          relazione ai  quali  procede  l'autorita'  giudiziaria,  e'
          proseguito e concluso anche in  pendenza  del  procedimento
          penale. Per le infrazioni per le quali e'  applicabile  una
          sanzione  superiore  alla  sospensione  dal  servizio   con
          privazione  della  retribuzione  fino   a   dieci   giorni,
          l'ufficio competente per i procedimenti  disciplinari,  nei
          casi  di  particolare  complessita'  dell'accertamento  del
          fatto  addebitato  al   dipendente   e   quando   all'esito
          dell'istruttoria non  dispone  di  elementi  sufficienti  a
          motivare l'irrogazione della sanzione, puo'  sospendere  il
          procedimento disciplinare fino al termine di quello penale.
          Fatto salvo quanto previsto al  comma  3,  il  procedimento
          disciplinare  sospeso  puo'   essere   riattivato   qualora
          l'amministrazione giunga in  possesso  di  elementi  nuovi,
          sufficienti per concludere il procedimento, ivi incluso  un
          provvedimento giurisdizionale non definitivo. Resta in ogni
          caso salva la possibilita' di  adottare  la  sospensione  o
          altri provvedimenti cautelari nei confronti del dipendente. 
              2. Se il procedimento  disciplinare,  non  sospeso,  si
          conclude   con   l'irrogazione   di   una    sanzione    e,
          successivamente, il procedimento penale viene definito  con
          una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosce  che
          il fatto  addebitato  al  dipendente  non  sussiste  o  non
          costituisce illecito penale o che  il  dipendente  medesimo
          non lo ha commesso, l'ufficio competente per i procedimenti
          disciplinari, ad istanza di  parte  da  proporsi  entro  il
          termine di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilita' della
          pronuncia penale, riapre il procedimento  disciplinare  per
          modificarne o confermarne l'atto  conclusivo  in  relazione
          all'esito del giudizio penale. 
              3. Se il  procedimento  disciplinare  si  conclude  con
          l'archiviazione ed il  processo  penale  con  una  sentenza
          irrevocabile  di  condanna,  l'ufficio  competente  per   i
          procedimenti   disciplinari    riapre    il    procedimento
          disciplinare  per  adeguare  le  determinazioni  conclusive
          all'esito del giudizio penale. Il procedimento disciplinare
          e' riaperto, altresi', se dalla  sentenza  irrevocabile  di
          condanna risulta che il fatto addebitabile al dipendente in
          sede disciplinare comporta la sanzione  del  licenziamento,
          mentre ne e' stata applicata una diversa. 
              4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3,  il  procedimento
          disciplinare  e',  rispettivamente,  ripreso  o   riaperto,
          mediante rinnovo della contestazione  dell'addebito,  entro
          sessanta giorni  dalla  comunicazione  della  sentenza,  da
          parte della cancelleria del giudice, all'amministrazione di
          appartenenza  del  dipendente,   ovvero   dal   ricevimento
          dell'istanza  di  riapertura.  Il  procedimento  si  svolge
          secondo quanto  previsto  nell'art.  55-bis  con  integrale
          nuova  decorrenza  dei  termini   ivi   previsti   per   la
          conclusione dello  stesso.  Ai  fini  delle  determinazioni
          conclusive,   l'ufficio   procedente,   nel    procedimento
          disciplinare ripreso o riaperto,  applica  le  disposizioni
          dell'art. 653, commi 1 e 1-bis,  del  codice  di  procedura
          penale.».
Art. 15 
 
Modifiche all'articolo 55-quater del  decreto  legislativo  30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, dopo la lettera  f)  sono  inserite  le  seguenti:
«f-bis) gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento,  ai
sensi dell'articolo 54, comma 3; 
  f-ter) commissione dolosa, o gravemente colposa, dell'infrazione di
cui all'articolo 55-sexies, comma 3; 
  f-quater)  la  reiterata  violazione  di  obblighi  concernenti  la
prestazione lavorativa, che abbia determinato l'applicazione, in sede
disciplinare,  della  sospensione  dal  servizio   per   un   periodo
complessivo superiore a un anno nell'arco di un biennio; 
  f-quinquies)  insufficiente  rendimento,  dovuto   alla   reiterata
violazione degli  obblighi  concernenti  la  prestazione  lavorativa,
stabiliti  da  norme  legislative  o  regolamentari,  dal   contratto
collettivo    o    individuale,    da    atti     e     provvedimenti
dell'amministrazione  di  appartenenza,  e  rilevato  dalla  costante
valutazione negativa della performance  del  dipendente  per  ciascun
anno dell'ultimo triennio,  resa  a  tali  specifici  fini  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 5-bis, del  decreto  legislativo  n.  150  del
2009.»; 
  b) il comma 2 e' abrogato; 
  c) al comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nei casi
in cui le condotte punibili con il licenziamento  sono  accertate  in
flagranza,  si  applicano  le  previsioni  dei  commi  da   3-bis   a
3-quinquies.». 
Note all'art. 15: 
              - Si riporta il testo dell'art.  55-quater  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art.  55-quater  (Licenziamento  disciplinare).  -  1.
          Ferma la disciplina in tema  di  licenziamento  per  giusta
          causa o per giustificato motivo e salve  ulteriori  ipotesi
          previste dal contratto collettivo, si applica  comunque  la
          sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi: 
              a)  falsa  attestazione  della  presenza  in  servizio,
          mediante l'alterazione dei  sistemi  di  rilevamento  della
          presenza  o  con  altre   modalita'   fraudolente,   ovvero
          giustificazione  dell'assenza  dal  servizio  mediante  una
          certificazione medica falsa o che  attesta  falsamente  uno
          stato di malattia; 
              b) assenza  priva  di  valida  giustificazione  per  un
          numero di giorni, anche non continuativi, superiore  a  tre
          nell'arco di un biennio o comunque per piu' di sette giorni
          nel corso degli ultimi dieci anni  ovvero  mancata  ripresa
          del servizio, in caso di assenza ingiustificata,  entro  il
          termine fissato dall'amministrazione; 
              c) ingiustificato rifiuto  del  trasferimento  disposto
          dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio; 
              d) falsita' documentali o dichiarative commesse ai fini
          o in occasione dell'instaurazione del  rapporto  di  lavoro
          ovvero di progressioni di carriera; 
              e)  reiterazione  nell'ambiente  di  lavoro  di   gravi
          condotte aggressive o moleste o minacciose o  ingiuriose  o
          comunque  lesive  dell'onore  e  della  dignita'  personale
          altrui; 
              f) condanna penale definitiva, in relazione alla  quale
          e' prevista l'interdizione  perpetua  dai  pubblici  uffici
          ovvero l'estinzione, comunque denominata, del  rapporto  di
          lavoro. 
              f-bis) gravi  o  reiterate  violazioni  dei  codici  di
          comportamento, ai sensi dell'art. 54, comma 3; 
              f-ter)  commissione  dolosa,  o   gravemente   colposa,
          dell'infrazione di cui all'art. 55-sexies, comma 3; 
              f-quater)   la   reiterata   violazione   di   obblighi
          concernenti   la   prestazione   lavorativa,   che    abbia
          determinato l'applicazione,  in  sede  disciplinare,  della
          sospensione  dal  servizio  per  un   periodo   complessivo
          superiore a un anno nell'arco di un biennio; 
              f-quinquies)  insufficiente  rendimento,  dovuto   alla
          reiterata  violazione   degli   obblighi   concernenti   la
          prestazione lavorativa, stabiliti da  norme  legislative  o
          regolamentari, dal contratto collettivo o  individuale,  da
          atti e provvedimenti dell'amministrazione di  appartenenza,
          e  rilevato  dalla  costante  valutazione  negativa   della
          performance del dipendente  per  ciascun  anno  dell'ultimo
          triennio, resa a tali specifici fini ai sensi dell'art.  3,
          comma 5-bis, del decreto legislativo n. 150 del 2009. 
              1-bis. Costituisce falsa attestazione della presenza in
          servizio qualunque modalita' fraudolenta posta  in  essere,
          anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente
          in servizio o trarre in inganno l'amministrazione presso la
          quale il dipendente presta attivita'  lavorativa  circa  il
          rispetto  dell'orario  di  lavoro   dello   stesso.   Della
          violazione  risponde  anche  chi  abbia  agevolato  con  la
          propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta. 
              2. (abrogato). 
              3. Nei casi di cui al comma 1, lettere a),  d),  e)  ed
          f), il licenziamento e' senza preavviso. Nei casi in cui le
          condotte punibili con il licenziamento  sono  accertate  in
          flagranza, si applicano le previsioni dei commi da 3-bis  a
          3-quinquies. 
              3-bis. Nel caso di cui al comma 1, lettera a), la falsa
          attestazione  della  presenza  in  servizio,  accertata  in
          flagranza ovvero mediante strumenti di  sorveglianza  o  di
          registrazione degli accessi  o  delle  presenze,  determina
          l'immediata  sospensione  cautelare  senza  stipendio   del
          dipendente, fatto salvo il diritto  all'assegno  alimentare
          nella  misura  stabilita  dalle  disposizioni  normative  e
          contrattuali vigenti, senza obbligo di preventiva audizione
          dell'interessato.   La   sospensione   e'   disposta    dal
          responsabile della struttura in cui il dipendente lavora o,
          ove ne venga a conoscenza per primo,  dall'ufficio  di  cui
          all'art. 55-bis, comma 4, con  provvedimento  motivato,  in
          via immediata e comunque entro quarantotto ore dal  momento
          in cui i suddetti soggetti ne sono venuti a conoscenza.  La
          violazione di  tale  termine  non  determina  la  decadenza
          dall'azione   disciplinare    ne'    l'inefficacia    della
          sospensione    cautelare,    fatta    salva     l'eventuale
          responsabilita' del dipendente cui essa sia imputabile. 
              3-ter. Con il  medesimo  provvedimento  di  sospensione
          cautelare di cui al  comma  3-bis  si  procede  anche  alla
          contestuale contestazione per iscritto dell'addebito e alla
          convocazione del  dipendente  dinanzi  all'Ufficio  di  cui
          all'art. 55-bis, comma 4. Il dipendente e'  convocato,  per
          il contraddittorio a sua difesa, con un preavviso di almeno
          quindici giorni e puo' farsi assistere  da  un  procuratore
          ovvero da un rappresentante dell'associazione sindacale cui
          il lavoratore aderisce o conferisce mandato. Fino alla data
          dell'audizione, il dipendente convocato  puo'  inviare  una
          memoria scritta o, in caso di grave, oggettivo  e  assoluto
          impedimento,  formulare  motivata  istanza  di  rinvio  del
          termine per l'esercizio della sua difesa per un periodo non
          superiore a cinque giorni. Il differimento  del  termine  a
          difesa del dipendente puo' essere disposto solo  una  volta
          nel  corso  del   procedimento.   L'Ufficio   conclude   il
          procedimento entro trenta giorni dalla ricezione, da  parte
          del  dipendente,  della  contestazione  dell'addebito.   La
          violazione dei suddetti termini,  fatta  salva  l'eventuale
          responsabilita' del dipendente cui essa sia imputabile, non
          determina  la  decadenza   dall'azione   disciplinare   ne'
          l'invalidita' della sanzione irrogata, purche' non  risulti
          irrimediabilmente compromesso  il  diritto  di  difesa  del
          dipendente e non sia superato il termine per la conclusione
          del procedimento di cui all'art. 55-bis, comma 4. 
              3-quater. Nei casi di cui al comma 3-bis,  la  denuncia
          al pubblico ministero e  la  segnalazione  alla  competente
          procura regionale della Corte  dei  conti  avvengono  entro
          quindici giorni dall'avvio del  procedimento  disciplinare.
          La Procura della Corte dei conti,  quando  ne  ricorrono  i
          presupposti, emette invito a dedurre per  danno  d'immagine
          entro  tre  mesi  dalla  conclusione  della  procedura   di
          licenziamento. L'azione di responsabilita'  e'  esercitata,
          con le modalita' e  nei  termini  di  cui  all'art.  5  del
          decreto-legge 15 novembre 1993,  n.  453,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, entro  i
          centoventi   giorni   successivi   alla   denuncia,   senza
          possibilita' di proroga. L'ammontare del danno  risarcibile
          e' rimesso alla valutazione equitativa del giudice anche in
          relazione  alla  rilevanza  del  fatto  per  i   mezzi   di
          informazione  e  comunque  l'eventuale  condanna  non  puo'
          essere inferiore a sei mensilita' dell'ultimo stipendio  in
          godimento, oltre interessi e spese di giustizia. 
              3-quinquies. Nei casi di cui  al  comma  3-bis,  per  i
          dirigenti  che  abbiano  acquisito  conoscenza  del  fatto,
          ovvero, negli enti privi di qualifica dirigenziale,  per  i
          responsabili di servizio competenti,  l'omessa  attivazione
          del  procedimento  disciplinare  e  l'omessa  adozione  del
          provvedimento di sospensione cautelare, senza  giustificato
          motivo, costituiscono illecito disciplinare punibile con il
          licenziamento  e  di  esse  e'  data  notizia,   da   parte
          dell'ufficio competente per il  procedimento  disciplinare,
          all'Autorita' giudiziaria ai fini  dell'accertamento  della
          sussistenza di eventuali reati.». 

Art. 16 
 
Modifiche all'articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a)  al  comma  2,  le  parole   «il   danno   all'immagine   subiti
dall'amministrazione.» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «il  danno
d'immagine di cui all'articolo 55-quater, comma 3-quater.»; 
  b) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: «3-bis. Fermo  restando
quanto previsto dall'articolo 55-quater, comma 1, lettere a) e b),  i
contratti collettivi nazionali individuano le condotte e  fissano  le
corrispondenti sanzioni disciplinari con riferimento alle ipotesi  di
ripetute e ingiustificate assenze dal servizio in continuita' con  le
giornate festive e di riposo settimanale, nonche' con riferimento  ai
casi di ingiustificate assenze collettive in determinati periodi  nei
quali  e'  necessario  assicurare  continuita'  nell'erogazione   dei
servizi all'utenza.». 
          Note all'art. 16: 
              - Si riporta il testo dell'art. 55-quinquies del citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art.    55-quinquies     (False     attestazioni     o
          certificazioni). - 1.  Fermo  quanto  previsto  dal  codice
          penale,  il   lavoratore   dipendente   di   una   pubblica
          amministrazione che attesta falsamente la propria  presenza
          in  servizio,  mediante  l'alterazione   dei   sistemi   di
          rilevamento  della   presenza   o   con   altre   modalita'
          fraudolente,  ovvero  giustifica  l'assenza  dal   servizio
          mediante  una  certificazione  medica  falsa  o  falsamente
          attestante  uno  stato  di  malattia  e'  punito   con   la
          reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro  400
          ad euro 1.600. La medesima pena si applica al  medico  e  a
          chiunque altro concorre nella commissione del delitto. 
              2. Nei casi di cui al comma 1, il lavoratore, ferme  la
          responsabilita'  penale  e  disciplinare  e   le   relative
          sanzioni, e' obbligato a risarcire il  danno  patrimoniale,
          pari al compenso corrisposto a titolo di  retribuzione  nei
          periodi per i quali sia accertata la  mancata  prestazione,
          nonche' il danno  d'immagine  di  cui  all'art.  55-quater,
          comma 3-quater. 
              3. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione
          della pena per il delitto di cui al comma 1  comporta,  per
          il  medico,  la  sanzione  disciplinare  della   radiazione
          dall'albo ed  altresi',  se  dipendente  di  una  struttura
          sanitaria pubblica  o  se  convenzionato  con  il  servizio
          sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la
          decadenza   dalla   convenzione.   Le   medesime   sanzioni
          disciplinari  si  applicano  se  il  medico,  in  relazione
          all'assenza  dal  servizio,  rilascia  certificazioni   che
          attestano dati  clinici  non  direttamente  constatati  ne'
          oggettivamente documentati. 
              3-bis.  Fermo  restando   quanto   previsto   dall'art.
          55-quater, comma 1, lettere a) e b), i contratti collettivi
          nazionali   individuano   le   condotte   e   fissano    le
          corrispondenti sanzioni disciplinari con  riferimento  alle
          ipotesi di ripetute e ingiustificate assenze  dal  servizio
          in  continuita'  con  le  giornate  festive  e  di   riposo
          settimanale,   nonche'   con   riferimento   ai   casi   di
          ingiustificate assenze collettive  in  determinati  periodi
          nei   quali   e'    necessario    assicurare    continuita'
          nell'erogazione dei servizi all'utenza.». 


Art. 17 
 
Modifiche all'articolo 55-sexies del  decreto  legislativo  30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-sexies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 1 e' sostituito dal  seguente:  «1.  La  violazione  di
obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato
la condanna dell'amministrazione al risarcimento del danno,  comporta
comunque, nei confronti del dipendente  responsabile,  l'applicazione
della sospensione dal servizio con privazione della  retribuzione  da
un minimo  di  tre  giorni  fino  ad  un  massimo  di  tre  mesi,  in
proporzione all'entita'  del  risarcimento,  salvo  che  ricorrano  i
presupposti  per  l'applicazione   di   una   piu'   grave   sanzione
disciplinare.»; 
  b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Il mancato  esercizio
o la decadenza dall'azione disciplinare, dovuti  all'omissione  o  al
ritardo, senza  giustificato  motivo,  degli  atti  del  procedimento
disciplinare, inclusa la segnalazione  di  cui  all'articolo  55-bis,
comma  4,  ovvero  a  valutazioni  manifestamente  irragionevoli   di
insussistenza dell'illecito in relazione a condotte aventi  oggettiva
e  palese  rilevanza   disciplinare,   comporta,   per   i   soggetti
responsabili, l'applicazione della sospensione dal servizio fino a un
massimo di tre mesi, salva la  maggiore  sanzione  del  licenziamento
prevista nei casi di cui all'articolo  55-quater,  comma  1,  lettera
f-ter), e comma 3-quinquies. Tale  condotta,  per  il  personale  con
qualifica  dirigenziale  o   titolare   di   funzioni   o   incarichi
dirigenziali, e' valutata anche ai fini della responsabilita' di  cui
all'articolo 21 del presente decreto. Ogni amministrazione  individua
preventivamente  il  titolare   dell'azione   disciplinare   per   le
infrazioni di cui al presente comma commesse da soggetti responsabili
dell'ufficio di cui all'articolo 55-bis, comma 4.». 
Note all'art. 17: 
              - Si riporta il testo dell'art.  55-sexies  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art.  55-sexies  (Responsabilita'   disciplinare   per
          condotte   pregiudizievoli    per    l'amministrazione    e
          limitazione   della   responsabilita'    per    l'esercizio
          dell'azione disciplinare). - 1. La violazione  di  obblighi
          concernenti   la   prestazione   lavorativa,   che    abbia
          determinato    la    condanna    dell'amministrazione    al
          risarcimento del danno, comporta  comunque,  nei  confronti
          del   dipendente   responsabile,    l'applicazione    della
          sospensione dal servizio con privazione della  retribuzione
          da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre  mesi,
          in proporzione  all'entita'  del  risarcimento,  salvo  che
          ricorrano i presupposti  per  l'applicazione  di  una  piu'
          grave sanzione disciplinare. 
              2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, il  lavoratore,
          quando  cagiona  grave  danno  al   normale   funzionamento
          dell'ufficio   di   appartenenza,   per   inefficienza    o
          incompetenza professionale  accertate  dall'amministrazione
          ai sensi  delle  disposizioni  legislative  e  contrattuali
          concernenti   la   valutazione    del    personale    delle
          amministrazioni pubbliche, e' collocato in  disponibilita',
          all'esito del procedimento disciplinare  che  accerta  tale
          responsabilita', e  si  applicano  nei  suoi  confronti  le
          disposizioni di cui all'art. 33, comma 8,  e  all'art.  34,
          commi 1, 2, 3  e  4.  Il  provvedimento  che  definisce  il
          giudizio disciplinare stabilisce le mansioni e la qualifica
          per le  quali  puo'  avvenire  l'eventuale  ricollocamento.
          Durante   il   periodo   nel   quale   e'   collocato    in
          disponibilita', il lavoratore non ha diritto  di  percepire
          aumenti retributivi sopravvenuti. 
              3. Il mancato  esercizio  o  la  decadenza  dall'azione
          disciplinare, dovuti  all'omissione  o  al  ritardo,  senza
          giustificato   motivo,   degli   atti   del    procedimento
          disciplinare,  inclusa  la  segnalazione  di  cui  all'art.
          55-bis,  comma  4,  ovvero  a  valutazioni   manifestamente
          irragionevoli di insussistenza dell'illecito in relazione a
          condotte aventi oggettiva e palese rilevanza  disciplinare,
          comporta, per i soggetti responsabili, l'applicazione della
          sospensione dal servizio fino a un  massimo  di  tre  mesi,
          salva la maggiore sanzione del licenziamento  prevista  nei
          casi di cui all'art. 55-quater, comma 1, lettera f-ter),  e
          comma 3-quinquies. Tale  condotta,  per  il  personale  con
          qualifica dirigenziale o titolare di funzioni  o  incarichi
          dirigenziali,   e'   valutata   anche   ai    fini    della
          responsabilita' di cui all'art. 21  del  presente  decreto.
          Ogni amministrazione individua preventivamente il  titolare
          dell'azione  disciplinare  per  le  infrazioni  di  cui  al
          presente   comma   commesse   da   soggetti    responsabili
          dell'ufficio di cui all'art. 55-bis, comma 4. 
              4.    La    responsabilita'    civile     eventualmente
          configurabile a carico del dirigente in relazione a profili
          di   illiceita'   nelle   determinazioni   concernenti   lo
          svolgimento del procedimento disciplinare e'  limitata,  in
          conformita' ai principi generali, ai casi di dolo  o  colpa
          grave.». 

Capo VIII Polo Unico per le visite fiscali

Art. 18 
 
Modifiche all'articolo 55-septies del decreto  legislativo  30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-septies del decreto legislativo 30  marzo  2001,
n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «I
controlli sulla validita' delle suddette  certificazioni  restano  in
capo alle singole amministrazioni pubbliche interessate.»; 
  b) al comma 2 la parola «inoltrata» e' sostituita  dalle  seguenti:
«resa   disponibile»   e   dopo   le   parole    «all'amministrazione
interessata.» e' inserito il seguente periodo: «L'Istituto  nazionale
della previdenza sociale utilizza la medesima certificazione  per  lo
svolgimento delle attivita'  di  cui  al  successivo  comma  3  anche
mediante la trattazione dei dati riferiti alla diagnosi.  I  relativi
certificati devono contenere anche il codice nosologico.»; 
  c)  dopo  il  comma  2  e'  inserito  il  seguente:   «2-bis.   Gli
accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti  dal  servizio  per
malattia sono effettuati, sul territorio nazionale, in via  esclusiva
dall'Inps d'ufficio o su richiesta con oneri a carico  dell'Inps  che
provvede nei limiti delle risorse  trasferite  delle  Amministrazioni
interessate. Il rapporto tra l'Inps e i medici di medicina fiscale e'
disciplinato da apposite  convenzioni,  stipulate  dall'Inps  con  le
organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in
campo nazionale. L'atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni
e' adottato con decreto del Ministro del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro  per  la  semplificazione  e  la
pubblica amministrazione e con  il  Ministro  della  salute,  sentito
l'Inps  per  gli  aspetti  organizzativo-gestionali  e   sentite   la
Federazione nazionale degli  Ordini  dei  medici  chirurghi  e  degli
odontoiatri e le organizzazioni sindacali di  categoria  maggiormente
rappresentative. Le convenzioni garantiscono il  prioritario  ricorso
ai medici iscritti nelle liste di cui all'articolo 4,  comma  10-bis,
del  decreto-legge  31  agosto  2013,   n.   101,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125,  per  tutte  le
funzioni di accertamento medico-legali sulle assenze dal servizio per
malattia  dei  pubblici  dipendenti,  ivi   comprese   le   attivita'
ambulatoriali inerenti alle medesime funzioni. Il  predetto  atto  di
indirizzo  stabilisce,  altresi',  la   durata   delle   convenzioni,
demandando a queste ultime, anche in funzione della relativa  durata,
la disciplina delle incompatibilita' in relazione  alle  funzioni  di
certificazione delle malattie.»; 
  d) il comma 5-bis e' sostituito dal seguente: «5-bis.  Al  fine  di
armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, con decreto
del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,  sono
stabilite le fasce orarie di  reperibilita'  entro  le  quali  devono
essere effettuate le visite di controllo e sono definite le modalita'
per lo svolgimento delle visite medesime e per l'accertamento,  anche
con cadenza sistematica e ripetitiva, delle assenze dal servizio  per
malattia. Qualora il  dipendente  debba  allontanarsi  dall'indirizzo
comunicato durante le fasce di reperibilita'  per  effettuare  visite
mediche,  prestazioni  o  accertamenti  specialistici  o  per   altri
giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati,  e'
tenuto a darne preventiva comunicazione  all'amministrazione  che,  a
sua volta, ne da' comunicazione all'Inps.». 
Note all'art. 18: 
              - Si riporta il testo dell'art. 55-septies  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art.  55-septies  (Controlli  sulle  assenze).  -   1.
          Nell'ipotesi di  assenza  per  malattia  protratta  per  un
          periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo  il
          secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene
          giustificata esclusivamente mediante certificazione  medica
          rilasciata da una struttura  sanitaria  pubblica  o  da  un
          medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. I
          controlli sulla  validita'  delle  suddette  certificazioni
          restano in  capo  alle  singole  amministrazioni  pubbliche
          interessate. 
              2.  In  tutti  i  casi  di  assenza  per  malattia   la
          certificazione  medica  e'  inviata  per  via   telematica,
          direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che  la
          rilascia, all'Istituto nazionale della previdenza  sociale,
          secondo  le  modalita'  stabilite   per   la   trasmissione
          telematica dei certificati medici nel settore privato dalla
          normativa  vigente,  e  in  particolare  dal  decreto   del
          Presidente del Consiglio dei  Ministri  previsto  dall'art.
          50, comma 5-bis, del decreto-legge 30  settembre  2003,  n.
          269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
          2003, n. 326, introdotto  dall'art.  1,  comma  810,  della
          legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto  e'
          immediatamente resa disponibile, con le medesime modalita',
          all'amministrazione interessata. L'Istituto nazionale della
          previdenza sociale utilizza la medesima certificazione  per
          lo svolgimento delle attivita' di cui al successivo comma 3
          anche  mediante  la  trattazione  dei  dati  riferiti  alla
          diagnosi. I relativi certificati devono contenere anche  il
          codice nosologico. Il medico o la struttura sanitaria invia
          telematicamente la medesima certificazione all'indirizzo di
          posta  elettronica  personale  del  lavoratore  qualora  il
          medesimo ne faccia espressa richiesta  fornendo  un  valido
          indirizzo. 
              2-bis. Gli accertamenti  medico-legali  sui  dipendenti
          assenti dal servizio  per  malattia  sono  effettuati,  sul
          territorio nazionale, in via esclusiva dall'Inps  d'ufficio
          o su richiesta con oneri a carico  dell'Inps  che  provvede
          nei limiti delle risorse trasferite  delle  Amministrazioni
          interessate. Il rapporto tra l'Inps e i medici di  medicina
          fiscale e' disciplinato da apposite convenzioni,  stipulate
          dall'Inps con  le  organizzazioni  sindacali  di  categoria
          maggiormente rappresentative in campo nazionale. L'atto  di
          indirizzo per la stipula delle convenzioni e' adottato  con
          decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,
          di concerto con il Ministro per  la  semplificazione  e  la
          pubblica amministrazione e con il  Ministro  della  salute,
          sentito l'Inps per gli aspetti  organizzativo-gestionali  e
          sentite la Federazione nazionale degli  Ordini  dei  medici
          chirurghi e degli odontoiatri e le organizzazioni sindacali
          di categoria maggiormente rappresentative.  Le  convenzioni
          garantiscono il  prioritario  ricorso  ai  medici  iscritti
          nelle  liste  di  cui  all'art.  4,   comma   10-bis,   del
          decreto-legge 31  agosto  2013,  n.  101,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 30 ottobre  2013,  n.  125,  per
          tutte  le  funzioni  di  accertamento  medico-legali  sulle
          assenze dal servizio per malattia dei pubblici  dipendenti,
          ivi  comprese  le  attivita'  ambulatoriali  inerenti  alle
          medesime  funzioni.   Il   predetto   atto   di   indirizzo
          stabilisce,  altresi',   la   durata   delle   convenzioni,
          demandando  a  queste  ultime,  anche  in  funzione   della
          relativa durata, la disciplina  delle  incompatibilita'  in
          relazione alle funzioni di certificazione delle malattie. 
              3. L'Istituto nazionale della previdenza  sociale,  gli
          enti  del  servizio  sanitario   nazionale   e   le   altre
          amministrazioni interessate svolgono le attivita' di cui al
          comma 2 con le risorse  finanziarie,  strumentali  e  umane
          disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o  maggiori
          oneri a carico della finanza pubblica. 
              4. L'inosservanza degli obblighi  di  trasmissione  per
          via  telematica  della  certificazione  medica  concernente
          assenze di lavoratori  per  malattia  di  cui  al  comma  2
          costituisce   illecito   disciplinare   e,   in   caso   di
          reiterazione, comporta l'applicazione  della  sanzione  del
          licenziamento   ovvero,   per   i   medici   in    rapporto
          convenzionale  con  le  aziende  sanitarie  locali,   della
          decadenza  dalla  convenzione,  in  modo  inderogabile  dai
          contratti o  accordi  collettivi.  Affinche'  si  configuri
          l'ipotesi di illecito  disciplinare  devono  ricorrere  sia
          l'elemento  oggettivo  dell'inosservanza   all'obbligo   di
          trasmissione, sia l'elemento soggettivo del  dolo  o  della
          colpa.  Le  sanzioni  sono  applicate  secondo  criteri  di
          gradualita' e proporzionalita', secondo le previsioni degli
          accordi e dei contratti collettivi di riferimento. 
              5.  Le  pubbliche  amministrazioni  dispongono  per  il
          controllo  sulle  assenze  per  malattia   dei   dipendenti
          valutando la condotta  complessiva  del  dipendente  e  gli
          oneri  connessi  all'effettuazione  della  visita,  tenendo
          conto   dell'esigenza   di    contrastare    e    prevenire
          l'assenteismo. Il controllo e' in ogni caso  richiesto  sin
          dal  primo  giorno  quando  l'assenza  si  verifica   nelle
          giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. 
              5-bis. Al fine di armonizzare la disciplina dei settori
          pubblico  e  privato,  con  decreto  del  Ministro  per  la
          semplificazione e la pubblica amministrazione, di  concerto
          con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  sono
          stabilite le fasce orarie di reperibilita' entro  le  quali
          devono essere effettuate le  visite  di  controllo  e  sono
          definite le  modalita'  per  lo  svolgimento  delle  visite
          medesime  e   per   l'accertamento,   anche   con   cadenza
          sistematica e ripetitiva, delle assenze  dal  servizio  per
          malattia.  Qualora   il   dipendente   debba   allontanarsi
          dall'indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilita'
          per effettuare visite mediche, prestazioni  o  accertamenti
          specialistici o per altri giustificati motivi,  che  devono
          essere,  a  richiesta,  documentati,  e'  tenuto  a   darne
          preventiva comunicazione  all'amministrazione  che,  a  sua
          volta, ne da' comunicazione all'Inps. 
              5-ter. Nel caso in cui  l'assenza  per  malattia  abbia
          luogo per l'espletamento di  visite,  terapie,  prestazioni
          specialistiche  od  esami  diagnostici   il   permesso   e'
          giustificato mediante  la  presentazione  di  attestazione,
          anche in ordine all'orario, rilasciata dal medico  o  dalla
          struttura, anche privati, che hanno svolto la visita  o  la
          prestazione o trasmessa da  questi  ultimi  mediante  posta
          elettronica. 
              6. Il responsabile della struttura in cui il dipendente
          lavora  nonche'   il   dirigente   eventualmente   preposto
          all'amministrazione  generale  del  personale,  secondo  le
          rispettive   competenze,    curano    l'osservanza    delle
          disposizioni del presente articolo, in particolare al  fine
          di   prevenire   o   contrastare,   nell'interesse    della
          funzionalita' dell'ufficio, le condotte assenteistiche.  Si
          applicano, al riguardo, le disposizioni degli articoli 21 e
          55-sexies, comma 3.». 

Capo IX Disposizioni transitorie e finali

Art. 19 
 
Modifiche all'articolo 58 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 58 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Al fine di realizzare
il piu'  efficace  controllo  del  costo  del  lavoro,  il  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  d'intesa  con  la  Presidenza  del
Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento  della  funzione  pubblica,
provvede all'acquisizione delle informazioni relative al personale di
tutte le amministrazioni pubbliche e al relativo costo.»; 
  b) il comma 2 e' abrogato; 
  c) al comma 3 le parole «Per l'immediata attivazione del sistema di
controllo  della  spesa  di  personale  di  cui  al  comma  1,»  sono
sostituite dalle seguenti: «Per le finalita' di cui al comma 1,» e le
parole «avvia un» sono sostituite dalle seguenti: «cura il». 
Note all'art. 19: 
              - Si riporta il testo dell'art. 58 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 58 (Finalita'). - 1. Al  fine  di  realizzare  il
          piu' efficace controllo del costo del lavoro, il  Ministero
          dell'economia e delle finanze, d'intesa con  la  Presidenza
          del Consiglio dei ministri -  Dipartimento  della  funzione
          pubblica,  provvede  all'acquisizione  delle   informazioni
          relative al personale di tutte le amministrazioni pubbliche
          e al relativo costo. 
              2. (abrogato). 
              3. Per le finalita' di cui al comma 1, il Ministero del
          tesoro, del  bilancio  e  della  programmazione  economica,
          d'intesa con la Presidenza del  Consiglio  dei  ministri  -
          Dipartimento della funzione pubblica, cura il  processo  di
          integrazione dei sistemi informativi delle  amministrazioni
          pubbliche che rilevano i trattamenti economici e  le  spese
          del  personale,  facilitando  la  razionalizzazione   delle
          modalita' di pagamento delle retribuzioni. Le  informazioni
          acquisite dal sistema informativo  del  Dipartimento  della
          ragioneria generale dello Stato sono disponibili per  tutte
          le amministrazioni e gli enti interessati.». 

Art. 20 
 
                     Superamento del precariato 
                   nelle pubbliche amministrazioni 
 
  1. Le amministrazioni, al fine di superare il  precariato,  ridurre
il ricorso ai contratti a termine e valorizzare  la  professionalita'
acquisita dal personale con rapporto di lavoro a  tempo  determinato,
possono, nel triennio 2018-2020, in coerenza con il  piano  triennale
dei fabbisogni di cui all'articolo 6, comma 2,  e  con  l'indicazione
della relativa copertura finanziaria, assumere a tempo  indeterminato
personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti: 
  a) risulti in servizio successivamente  alla  data  di  entrata  in
vigore della legge n. 124 del 2015 con contratti a tempo  determinato
presso l'amministrazione che procede all'assunzione; 
  b) sia stato reclutato  a  tempo  determinato,  in  relazione  alle
medesime attivita' svolte, con procedure concorsuali anche  espletate
presso  amministrazioni  pubbliche  diverse  da  quella  che  procede
all'assunzione; 
  c)  abbia  maturato,  al  31   dicembre   2017,   alle   dipendenze
dell'amministrazione che procede all'assunzione almeno  tre  anni  di
servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni. 
  2. Nello stesso triennio  2018-2020,  le  amministrazioni,  possono
bandire, in coerenza con il piano triennale  dei  fabbisogni  di  cui
all'articolo 6, comma 2, e ferma restando la  garanzia  dell'adeguato
accesso dall'esterno, previa  indicazione  della  relativa  copertura
finanziaria, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore
al cinquanta per  cento  dei  posti  disponibili,  al  personale  non
dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti: 
  a) risulti titolare, successivamente alla data di entrata in vigore
della legge n. 124 del 2015, di un  contratto  di  lavoro  flessibile
presso l'amministrazione che bandisce il concorso; 
  b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre  anni
di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni,  presso
l'amministrazione che bandisce il concorso. 
  3.  Ferme  restando  le  norme  di  contenimento  della  spesa   di
personale, le pubbliche amministrazioni, nel triennio  2018-2020,  ai
soli fini di cui ai commi 1 e 2, possono elevare gli ordinari  limiti
finanziari per le assunzioni a  tempo  indeterminato  previsti  dalle
norme vigenti, al netto delle risorse  destinate  alle  assunzioni  a
tempo  indeterminato  per  reclutamento  tramite  concorso  pubblico,
utilizzando a tal fine le risorse previste per i contratti di  lavoro
flessibile, nei limiti di spesa di cui all'articolo 9, comma 28,  del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 20 luglio
2010, n. 122, calcolate in misura corrispondente  al  loro  ammontare
medio  nel  triennio  2015-2017  a   condizione   che   le   medesime
amministrazioni siano in grado di  sostenere  a  regime  la  relativa
spesa di personale  previa  certificazione  della  sussistenza  delle
correlate risorse  finanziarie  da  parte  dell'organo  di  controllo
interno di cui all'articolo 40-bis, comma  1,  e  che  prevedano  nei
propri bilanci la contestuale e definitiva riduzione di  tale  valore
di spesa utilizzato per le assunzioni a tempo indeterminato dal tetto
di cui al predetto articolo 9, comma 28. 
  4. Le disposizioni di cui  ai  commi  1  e  2  non  possono  essere
applicate dai comuni che per l'intero quinquennio 2012-2016 non hanno
rispettato i vincoli  di  finanza  pubblica.  Le  regioni  a  statuto
speciale, nonche' gli enti  territoriali  ricompresi  nel  territorio
delle stesse, possono applicare il comma 1, elevando ulteriormente  i
limiti  finanziari  per  le  assunzioni  a  tempo  indeterminato  ivi
previsti, anche  mediante  l'utilizzo  delle  risorse,  appositamente
individuate con legge regionale dalle medesime regioni che assicurano
la compatibilita' dell'intervento con il  raggiungimento  dei  propri
obiettivi di finanza pubblica, derivanti da  misure  di  revisione  e
razionalizzazione della spesa certificate dagli organi  di  controllo
interno. Ai fini del rispetto delle disposizioni di cui  all'articolo
1, commi 557 e 562, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  gli  enti
territoriali delle predette regioni  a  statuto  speciale,  calcolano
inoltre  la  propria  spesa  di  personale  al  netto  dell'eventuale
cofinanziamento  erogato  dalle  regioni   ai   sensi   del   periodo
precedente. I predetti enti possono prorogare i rapporti di lavoro  a
tempo determinato fino al 31 dicembre 2018, nei limiti delle  risorse
utilizzabili per le assunzioni a tempo indeterminato, secondo  quanto
previsto dal presente articolo. 
  5. Fino al termine delle procedure di cui ai commi 1 e 2, e'  fatto
divieto alle  amministrazioni  interessate  di  instaurare  ulteriori
rapporti di lavoro flessibile di cui all'articolo 9,  comma  28,  del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive  modificazioni,  per
le professionalita' interessate dalle predette  procedure.  Il  comma
9-bis dell'articolo 4 del  decreto-legge  31  agosto  2013,  n.  101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125,
e' abrogato. 
  6. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 1,  commi  425  e  426
della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 
  7. Ai fini del presente articolo non rileva  il  servizio  prestato
negli uffici di diretta collaborazione di  cui  all'articolo  14  del
decreto legislativo n. 165 del 2001 o  degli  organi  politici  delle
regioni, secondo i rispettivi ordinamenti,  ne'  quello  prestato  in
virtu' di contratti di  cui  agli  articoli  90  e  110  del  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 
  8. Le amministrazioni possono prorogare i  corrispondenti  rapporti
di lavoro flessibile con i soggetti che partecipano alle procedure di
cui ai commi 1 e 2, fino alla  loro  conclusione,  nei  limiti  delle
risorse  disponibili  ai  sensi  dell'articolo  9,  comma   28,   del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 
  9.  Il  presente  articolo  non  si  applica  al  reclutamento  del
personale docente, educativo e amministrativo, tecnico  e  ausiliario
(ATA) presso le istituzioni scolastiche ed  educative  statali.  Fino
all'adozione del regolamento di cui all'articolo 2, comma 7,  lettera
e), della legge 21 dicembre 1999, n. 508, le disposizioni di  cui  al
presente  articolo  non  si  applicano  alle  Istituzioni   dell'alta
formazione artistica, musicale  e  coreutica.  I  commi  5  e  6  del
presente articolo non si applicano agli enti pubblici di  ricerca  di
cui al decreto legislativo 25 novembre  2016,  n.  218.  Il  presente
articolo non si applica altresi' ai contratti di somministrazione  di
lavoro presso le pubbliche amministrazioni. 
  10.   Per   il   personale    medico,    tecnico-professionale    e
infermieristico  del  Servizio  sanitario  nazionale,  continuano  ad
applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 1,  comma  543,  della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, la cui efficacia e' prorogata  al  31
dicembre   2018   per   l'indizione   delle   procedure   concorsuali
straordinarie, al 31 dicembre 2019 per la loro conclusione, e  al  31
ottobre 2018 per la stipula di nuovi contratti di  lavoro  flessibile
ai sensi dell'articolo 1, comma 542, della legge 28 dicembre 2015, n.
208. 
  11. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano al personale
tecnico-professionale  e  infermieristico  del   Servizio   sanitario
nazionale, nonche' al personale delle amministrazioni finanziate  dal
Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca,  anche  ove
lo stesso abbia maturato il periodo  di  tre  anni  di  lavoro  negli
ultimi otto anni rispettivamente presso diverse  amministrazioni  del
Servizio sanitario nazionale o presso diversi enti e  istituzioni  di
ricerca. 
  12. Ai fini delle assunzioni di cui al comma  1,  ha  priorita'  il
personale in servizio alla data di entrata  in  vigore  del  presente
decreto. 
  13. In caso di processi di riordino, soppressione o  trasformazione
di enti, con conseguente transito di personale, ai fini del  possesso
del requisito di cui ai commi 1, lettera c),  e  2,  lettera  b),  si
considera anche  il  periodo  maturato  presso  l'amministrazione  di
provenienza. 
  14. Le assunzioni a tempo indeterminato disciplinate  dall'articolo
1, commi 209, 211 e 212, della legge 27 dicembre 2013,  n.  147  sono
consentite anche nel triennio 2018-2020. Per le finalita' di  cui  al
presente comma le  amministrazioni  interessate  possono  utilizzare,
altresi', le risorse di cui ai commi  3  e  4  o  previste  da  leggi
regionali, nel rispetto delle modalita', dei  limiti  e  dei  criteri
previsti  nei  commi  citati.  Ai  fini  delle  disposizioni  di  cui
all'articolo 1, commi 557 e 562, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296, gli enti territoriali calcolano la propria spesa di personale al
netto dell'eventuale cofinanziamento  erogato  dallo  Stato  e  dalle
regioni. Le amministrazioni interessate possono applicare la  proroga
degli eventuali contratti a tempo determinato  secondo  le  modalita'
previste dall'ultimo periodo del comma 4. 
Note all'art. 20: 
              -  Per  il  testo  dell'art.  6  del   citato   decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto, si veda nelle note all'art. 4. 
              - La legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in
          materia   di   riorganizzazione    delle    amministrazioni
          pubbliche),  e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  13
          agosto 2015, n. 187. 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  9,  comma  28,  del
          decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  recante  «Misure
          urgenti in materia  di  stabilizzazione  finanziaria  e  di
          competitivita'  economica»,   pubblicato   nella   Gazzetta
          Ufficiale 31 maggio 2010, n.  125,  S.O.,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  30  luglio  2010,   n.   122,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 luglio 2010, n. 176,
          S.O.: 
              «Art. 9 (Contenimento delle spese in materia di impiego
          pubblico). - (Omissis). 
              28. A  decorrere  dall'anno  2011,  le  amministrazioni
          dello Stato, anche ad  ordinamento  autonomo,  le  agenzie,
          incluse le Agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64
          del  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.   300,   e
          successive modificazioni, gli enti pubblici non  economici,
          le universita' e gli enti  pubblici  di  cui  all'art.  70,
          comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165  e
          successive  modificazioni  e  integrazioni,  le  camere  di
          commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura   fermo
          quanto previsto dagli articoli 7, comma 6, e 36 del decreto
          legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  possono  avvalersi  di
          personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero  con
          contratti di collaborazione coordinata e continuativa,  nel
          limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse
          finalita' nell'anno 2009. Per le  medesime  amministrazioni
          la  spesa   per   personale   relativa   a   contratti   di
          formazione-lavoro,  ad  altri  rapporti   formativi,   alla
          somministrazione di lavoro, nonche' al lavoro accessorio di
          cui  all'art.  70,  comma  1,  lettera   d)   del   decreto
          legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,  e   successive
          modificazioni ed integrazioni, non puo' essere superiore al
          50  per  cento  di  quella  sostenuta  per  le   rispettive
          finalita' nell'anno 2009. I limiti di cui  al  primo  e  al
          secondo periodo non si applicano, anche con riferimento  ai
          lavori socialmente utili, ai lavori di pubblica utilita'  e
          ai cantieri di  lavoro,  nel  caso  in  cui  il  costo  del
          personale sia coperto da finanziamenti specifici aggiuntivi
          o   da   fondi   dell'Unione   europea;   nell'ipotesi   di
          cofinanziamento, i limiti medesimi  non  si  applicano  con
          riferimento alla sola quota finanziata da  altri  soggetti.
          Le disposizioni di  cui  al  presente  comma  costituiscono
          principi generali ai fini del coordinamento  della  finanza
          pubblica ai quali  si  adeguano  le  regioni,  le  province
          autonome, gli enti locali e gli enti del Servizio sanitario
          nazionale. Per gli enti locali in  sperimentazione  di  cui
          all'art. 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
          per l'anno 2014, il limite di cui ai precedenti periodi  e'
          fissato al 60 per cento della spesa sostenuta nel  2009.  A
          decorrere dal 2013 gli  enti  locali  possono  superare  il
          predetto limite per le assunzioni strettamente necessarie a
          garantire l'esercizio delle funzioni di polizia locale,  di
          istruzione pubblica e del settore sociale  nonche'  per  le
          spese sostenute per lo  svolgimento  di  attivita'  sociali
          mediante forme di lavoro accessorio  di  cui  all'art.  70,
          comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
          Le limitazioni previste dal presente comma non si applicano
          agli enti locali in regola con l'obbligo di riduzione delle
          spese di personale di cui ai commi 557 e  562  dell'art.  1
          della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e   successive
          modificazioni,  nell'ambito  delle  risorse  disponibili  a
          legislazione vigente. Resta fermo  che  comunque  la  spesa
          complessiva non puo' essere superiore alla spesa  sostenuta
          per le stesse finalita' nell'anno 2009. Sono in  ogni  caso
          escluse dalle limitazioni previste dal  presente  comma  le
          spese sostenute per le assunzioni a  tempo  determinato  ai
          sensi dell'art. 110, comma 1, del testo  unico  di  cui  al
          decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Per il comparto
          scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione  e
          specializzazione artistica e musicale trovano  applicazione
          le specifiche disposizioni di settore. Resta  fermo  quanto
          previsto dall'art. 1, comma 188, della  legge  23  dicembre
          2005,  n.  266.  Per  gli  enti  di  ricerca  resta  fermo,
          altresi', quanto previsto dal comma 187 dell'art.  1  della
          medesima legge n. 266 del 2005, e successive modificazioni.
          Al fine di  assicurare  la  continuita'  dell'attivita'  di
          vigilanza sui concessionari  della  rete  autostradale,  ai
          sensi  dell'art.  11,  comma  5,   secondo   periodo,   del
          decreto-legge n. 216 del 2011, il  presente  comma  non  si
          applica  altresi',  nei  limiti  di  cinquanta  unita'   di
          personale,  al  Ministero  delle   infrastrutture   e   dei
          trasporti esclusivamente per lo svolgimento della  predetta
          attivita'; alla copertura del relativo  onere  si  provvede
          mediante l'attivazione della procedura per l'individuazione
          delle  risorse  di  cui   all'art.   25,   comma   2,   del
          decreto-legge  21  giugno  2013,  n.  69,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge  9  agosto  2013,  n.  98.  Alle
          minori economie pari a  27  milioni  di  euro  a  decorrere
          dall'anno 2011  derivanti  dall'esclusione  degli  enti  di
          ricerca dall'applicazione delle disposizioni  del  presente
          comma, si provvede mediante utilizzo di quota  parte  delle
          maggiori entrate derivanti dall'art.  38,  commi  13-bis  e
          seguenti. Il presente comma non si applica  alla  struttura
          di missione di cui all'art. 163, comma 3, lettera  a),  del
          decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.  163.  Il  mancato
          rispetto dei limiti di cui al  presente  comma  costituisce
          illecito disciplinare e determina responsabilita' erariale.
          Per  le  amministrazioni  che  nell'anno  2009  non   hanno
          sostenuto spese per le  finalita'  previste  ai  sensi  del
          presente comma, il  limite  di  cui  al  primo  periodo  e'
          computato con  riferimento  alla  media  sostenuta  per  le
          stesse finalita' nel triennio 2007-2009. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art. 40-bis,  comma  1,  del
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165: 
              «Art. 40-bis (Controlli in  materia  di  contrattazione
          integrativa). - 1. Il controllo  sulla  compatibilita'  dei
          costi della contrattazione  collettiva  integrativa  con  i
          vincoli di bilancio e  quelli  derivanti  dall'applicazione
          delle norme di  legge,  con  particolare  riferimento  alle
          disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla
          corresponsione dei trattamenti accessori e' effettuato  dal
          collegio dei revisori dei conti,  dal  collegio  sindacale,
          dagli uffici centrali di bilancio o dagli  analoghi  organi
          previsti dai rispettivi ordinamenti. Qualora dai  contratti
          integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi
          vincoli di bilancio delle amministrazioni, si applicano  le
          disposizioni di cui all'art. 40, comma  3-quinquies,  sesto
          periodo. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art. 1,  commi  557  e  562,
          della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello  Stato
          -legge  finanziaria  2007),   pubblicata   nella   Gazzetta
          Ufficiale 27 dicembre 2006, n. 299, S.O.: 
              «557. Ai fini del concorso delle autonomie regionali  e
          locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli
          enti sottoposti al patto di stabilita'  interno  assicurano
          la riduzione delle spese di personale, al lordo degli oneri
          riflessi a carico delle amministrazioni  e  dell'IRAP,  con
          esclusione degli oneri relativi  ai  rinnovi  contrattuali,
          garantendo il contenimento  della  dinamica  retributiva  e
          occupazionale, con azioni  da  modulare  nell'ambito  della
          propria autonomia e rivolte, in termini  di  principio,  ai
          seguenti ambiti prioritari di intervento: 
              (Omissis). 
              b)  razionalizzazione  e  snellimento  delle  strutture
          burocratico-amministrative, anche  attraverso  accorpamenti
          di  uffici   con   l'obiettivo   di   ridurre   l'incidenza
          percentuale delle posizioni dirigenziali in organico; 
              c)  contenimento  delle  dinamiche  di  crescita  della
          contrattazione  integrativa,  tenuto  anche   conto   delle
          corrispondenti disposizioni dettate per le  amministrazioni
          statali. 
              (Omissis). 
              562. Per gli enti non sottoposti alle regole del  patto
          di stabilita' interno, le  spese  di  personale,  al  lordo
          degli oneri  riflessi  a  carico  delle  amministrazioni  e
          dell'IRAP, con esclusione degli oneri relativi  ai  rinnovi
          contrattuali,  non  devono   superare   il   corrispondente
          ammontare dell'anno 2008. Gli enti di cui al primo  periodo
          possono procedere all'assunzione di  personale  nel  limite
          delle  cessazioni   di   rapporti   di   lavoro   a   tempo
          indeterminato complessivamente intervenute  nel  precedente
          anno, ivi compreso il personale di cui al comma 558. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art.  4,  comma  9-bis,  del
          decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 (Disposizioni  urgenti
          per il  perseguimento  di  obiettivi  di  razionalizzazione
          nelle pubbliche amministrazioni), pubblicato nella Gazzetta
          Ufficiale  31  agosto  2013,  n.   204,   convertito,   con
          modificazioni,  dalla  legge  30  ottobre  2013,  n.   125,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  30  ottobre  2013,  n.
          255, abrogato dal presente decreto: 
              «Art. 4 (Disposizioni urgenti in tema di immissione  in
          servizio di idonei e  vincitori  di  concorsi,  nonche'  di
          limitazioni a proroghe di contratti e  all'uso  del  lavoro
          flessibile nel pubblico impiego). - (Omissis). 
              9-bis. Esclusivamente per le finalita' e  nel  rispetto
          dei vincoli e dei termini di cui al comma  9  del  presente
          articolo, i limiti previsti  dall'art.  9,  comma  28,  del
          decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con
          modificazioni, dalla  legge  30  luglio  2010,  n.  122,  e
          successive   modificazioni,   possono    essere    derogati
          limitatamente alla proroga dei rapporti di lavoro  a  tempo
          determinato stipulati dalle  regioni  a  statuto  speciale,
          nonche' dagli enti  territoriali  compresi  nel  territorio
          delle stesse, a valere sulle risorse finanziarie aggiuntive
          appositamente individuate dalle medesime regioni attraverso
          misure  di  revisione  e  razionalizzazione   della   spesa
          certificate dagli organi di controllo interno.  Sono  fatte
          salve le disposizioni previste dall'art. 14, comma  24-ter,
          del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 30  luglio  2010,  n.  122,  per
          consentire l'attuazione dei processi di stabilizzazione  di
          cui al presente articolo, in ogni  caso  nel  rispetto  del
          patto  di  stabilita'  interno.  A  tal   fine   gli   enti
          territoriali delle regioni a statuto speciale calcolano  il
          complesso  delle  spese   per   il   personale   al   netto
          dell'eventuale contributo erogato dalle regioni, attribuite
          nei limiti dei  risparmi  di  spesa  realizzati  a  seguito
          dell'adozione delle misure di razionalizzazione e revisione
          della spesa di  cui  al  primo  periodo;  la  verifica  del
          rispetto delle disposizioni di cui all'art. 1, commi 557  e
          562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell'art.  76,
          commi 4 e 7, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,
          n. 133, e successive  modificazioni,  e'  ultimata  tenendo
          conto di dati omogenei. In caso  di  mancato  conseguimento
          degli obiettivi di finanza pubblica  per  l'anno  2016,  al
          solo fine di consentire la proroga dei rapporti di lavoro a
          tempo determinato fino al 31 dicembre 2017, non si  applica
          la sanzione di cui alla lettera e) comma  723  dell'art.  1
          della legge 28 dicembre 2015,  n.  208.  Per  l'anno  2017,
          permanendo il  fabbisogno  organizzativo  e  le  comprovate
          esigenze istituzionali volte ad assicurare i  servizi  gia'
          erogati,  la  proroga  dei  rapporti  di  lavoro  a   tempo
          determinato, fermo quanto previsto nei periodi  precedenti,
          puo' essere disposta in deroga ai termini e vincoli di  cui
          al  comma  9  del  presente  articolo.  Fermo  restando  il
          rispetto delle disposizioni di cui all'art. 1,  commi  557,
          557-quater e 562, primo periodo, della  legge  27  dicembre
          2006, n. 296, la proroga puo' essere disposta in deroga  ai
          limiti o divieti prescritti dalle vigenti  disposizioni  di
          legge. Per l'anno 2017, agli enti territoriali  di  cui  al
          primo periodo del presente  comma,  che  si  trovino  nelle
          condizioni di cui all' art. 259 del testo unico di  cui  al
          decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,  non   si
          applicano le disposizioni di cui ai commi  6,  7  e  8  del
          medesimo articolo. Per gli  stessi  enti,  la  proroga  dei
          rapporti di  lavoro  a  tempo  determinato  e'  subordinata
          all'assunzione integrale degli oneri a carico della regione
          ai sensi dall' art. 259, comma 10, del testo unico  di  cui
          al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art. 1,  commi  425  e  426,
          della legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni
          per la formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello
          Stato  (legge  di  stabilita'  2015)»,   pubblicata   nella
          Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2014, n. 300, S.O.: 
              «425.  La  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  -
          Dipartimento  della  funzione  pubblica  avvia,  presso  le
          amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
          le  agenzie,  le  universita'  e  gli  enti  pubblici   non
          economici, ivi compresi quelli di cui all'art. 70, comma 4,
          del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,   con
          esclusione del personale non  amministrativo  dei  comparti
          sicurezza, difesa e Corpo nazionale dei vigili  del  fuoco,
          del  comparto  scuola,  AFAM  ed  enti  di   ricerca,   una
          ricognizione dei posti da destinare alla ricollocazione del
          personale  di  cui  al  comma  422  del  presente  articolo
          interessato ai processi di mobilita'. Le amministrazioni di
          cui al  presente  comma  comunicano  un  numero  di  posti,
          soprattutto riferiti alle sedi periferiche, corrispondente,
          sul piano finanziario, alla  disponibilita'  delle  risorse
          destinate, per gli anni 2015 e  2016,  alle  assunzioni  di
          personale  a  tempo  indeterminato  secondo  la   normativa
          vigente, al netto di quelle finalizzate all'assunzione  dei
          vincitori di concorsi pubblici collocati nelle  graduatorie
          vigenti o approvate alla data di entrata  in  vigore  della
          presente legge. Il  Dipartimento  della  funzione  pubblica
          pubblica l'elenco dei posti  comunicati  nel  proprio  sito
          istituzionale. Le procedure di mobilita' di cui al presente
          comma si svolgono secondo le modalita' e  le  priorita'  di
          cui al  comma  423,  procedendo  in  via  prioritaria  alla
          ricollocazione presso gli uffici giudiziari  e  facendo  in
          tal caso ricorso al fondo di cui all'art.  30,  comma  2.3,
          del decreto  legislativo  n.  165  del  2001,  prescindendo
          dall'acquisizione al medesimo fondo del 50  per  cento  del
          trattamento economico  spettante  al  personale  trasferito
          facente capo all'amministrazione cedente.  Nelle  more  del
          completamento del procedimento di  cui  al  presente  comma
          alle  amministrazioni  e'  fatto  divieto   di   effettuare
          assunzioni a tempo indeterminato. Le assunzioni  effettuate
          in violazione del presente comma sono nulle.  Il  Ministero
          della giustizia, in  aggiunta  alle  procedure  di  cui  al
          presente comma e con le medesime modalita',  acquisisce,  a
          valere sul fondo  istituito  ai  sensi  del  comma  96,  un
          contingente  massimo   di   1.075   unita'   di   personale
          amministrativo proveniente dagli enti di area vasta, di cui
          685 nel corso dell'anno 2016  e  390  nel  corso  dell'anno
          2017,  da   inquadrare   nel   ruolo   dell'amministrazione
          giudiziaria. Attesa l'urgenza e in deroga alle clausole dei
          contratti o accordi collettivi nazionali, la  procedura  di
          acquisizione di personale  di  cui  al  presente  comma  ha
          carattere  prioritario   su   ogni   altra   procedura   di
          trasferimento   all'interno   dell'amministrazione    della
          giustizia. 
              426. In relazione alle previsioni di cui  ai  commi  da
          421 a  425  il  termine  del  31  dicembre  2016,  previsto
          dall'art. 4, commi 6, 8 e 9, del  decreto-legge  31  agosto
          2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
          ottobre 2013, n. 125, per le finalita' volte al superamento
          del precariato, e'  prorogato  al  31  dicembre  2018,  con
          possibilita' di utilizzo, nei limiti previsti dal  predetto
          art. 4, per gli anni 2017 e  2018,  delle  risorse  per  le
          assunzioni e delle graduatorie che derivano dalle procedure
          speciali.  Fino  alla  conclusione   delle   procedure   di
          stabilizzazione, ai sensi dell'art.  1,  comma  529,  della
          legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  le  regioni   possono
          procedere alla proroga dei contratti  a  tempo  determinato
          interessati alle procedure  di  cui  al  presente  periodo,
          fermo restando il rispetto dei vincoli  previsti  dall'art.
          1, comma 557, della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e
          successive modificazioni, in ogni caso nel  rispetto  degli
          obiettivi di finanza pubblica. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art. 14 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001, n. 165: 
              «Art. 14 (Indirizzo politico-amministrativo). -  1.  Il
          Ministro esercita le funzioni di cui all'art. 4, comma 1. A
          tal fine periodicamente, e comunque ogni anno  entro  dieci
          giorni dalla pubblicazione della legge di  bilancio,  anche
          sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all'art. 16: 
              a) definisce obiettivi, priorita', piani e programmi da
          attuare ed emana  le  conseguenti  direttive  generali  per
          l'attivita' amministrativa e per la gestione; 
              b)  effettua,  ai  fini  dell'adempimento  dei  compiti
          definiti ai  sensi  della  lettera  a),  l'assegnazione  ai
          dirigenti  preposti  ai  centri  di  responsabilita'  delle
          rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'art. 4,
          comma 1, lettera c), del  presente  decreto,  ivi  comprese
          quelle di cui all'art. 3 del decreto legislativo  7  agosto
          1997, n. 279, e successive modificazioni  ed  integrazioni,
          ad esclusione delle risorse necessarie per il funzionamento
          degli uffici di cui al comma 2;  provvede  alle  variazioni
          delle assegnazioni con le modalita' previste  dal  medesimo
          decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo altresi'
          conto dei  procedimenti  e  subprocedimenti  attribuiti  ed
          adotta gli altri provvedimenti ivi previsti. 
              2. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1  il
          Ministro si avvale di  uffici  di  diretta  collaborazione,
          aventi esclusive competenze di supporto e di  raccordo  con
          l'amministrazione, istituiti e disciplinati con regolamento
          adottato ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della legge 23
          agosto 1988, n. 400. A  tali  uffici  sono  assegnati,  nei
          limiti  stabiliti  dallo  stesso  regolamento:   dipendenti
          pubblici anche in posizione di aspettativa, fuori  ruolo  o
          comando;  collaboratori  assunti  con  contratti  a   tempo
          determinato disciplinati dalle norme  di  diritto  privato;
          esperti e consulenti  per  particolari  professionalita'  e
          specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata
          e continuativa. All'atto del giuramento del Ministro, tutte
          le assegnazioni di personale, ivi  compresi  gli  incarichi
          anche  di  livello  dirigenziale  e  le  consulenze   e   i
          contratti, anche a  termine,  conferiti  nell'ambito  degli
          uffici di cui al presente comma,  decadono  automaticamente
          ove non confermati entro trenta giorni dal  giuramento  del
          nuovo Ministro. Per i dipendenti  pubblici  si  applica  la
          disposizione di cui all'art. 17, comma 14, della  legge  15
          maggio 1997, n. 127. Con lo stesso regolamento si  provvede
          al riordino delle segreterie particolari dei Sottosegretari
          di Stato. Con decreto adottato  dall'autorita'  di  governo
          competente, di concerto con il  Ministro  del  tesoro,  del
          bilancio e della programmazione economica, e'  determinato,
          in attuazione dell'art. 12, comma 1, lettera n) della legge
          15 marzo 1997, n. 59, senza aggravi  di  spesa  e,  per  il
          personale disciplinato dai contratti  collettivi  nazionali
          di lavoro, fino ad una specifica  disciplina  contrattuale,
          il  trattamento  economico  accessorio,  da   corrispondere
          mensilmente, a fronte delle responsabilita', degli obblighi
          di reperibilita' e di disponibilita' ad  orari  disagevoli,
          ai dipendenti assegnati agli  uffici  dei  Ministri  e  dei
          Sottosegretari di Stato. Tale trattamento,  consistente  in
          un unico emolumento, e' sostitutivo  dei  compensi  per  il
          lavoro straordinario, per la produttivita' collettiva e per
          la qualita'  della  prestazione  individuale.  Con  effetto
          dall'entrata in vigore del regolamento di cui  al  presente
          comma sono abrogate le norme  del  regio  decreto-legge  10
          luglio  1924,  n.  1100,  e  successive  modificazioni   ed
          integrazioni,  ed   ogni   altra   norma   riguardante   la
          costituzione e la disciplina dei gabinetti dei  Ministri  e
          delle   segreterie   particolari   dei   Ministri   e   dei
          Sottosegretari di Stato. 
              3. Il Ministro non puo' revocare, riformare,  riservare
          o avocare a se' o altrimenti adottare provvedimenti o  atti
          di competenza dei dirigenti. In caso di inerzia  o  ritardo
          il Ministro puo' fissare un  termine  perentorio  entro  il
          quale  il  dirigente   deve   adottare   gli   atti   o   i
          provvedimenti. Qualora l'inerzia permanga,  o  in  caso  di
          grave inosservanza delle direttive generali  da  parte  del
          dirigente  competente,  che  determinino  pregiudizio   per
          l'interesse pubblico, il Ministro puo'  nominare,  salvi  i
          casi di urgenza previa  contestazione,  un  commissario  ad
          acta, dando comunicazione al Presidente del  Consiglio  dei
          ministri del relativo  provvedimento.  Resta  salvo  quanto
          previsto dall'art. 2, comma 3,  lett.  p)  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400. Resta altresi' salvo  quanto  previsto
          dall'art.  6  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
          sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno  1931,  n.
          773,  e  successive  modificazioni   ed   integrazioni,   e
          dall'art. 10 del relativo  regolamento  emanato  con  regio
          decreto 6 maggio 1940, n. 635. Resta  salvo  il  potere  di
          annullamento ministeriale per motivi di legittimita'.». 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  90  del   decreto
          legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi
          sull'ordinamento  degli  enti  locali),  pubblicato   nella
          Gazzetta Ufficiale 28 settembre 2000, n. 227, S.O.: 
              «Art. 90 (Uffici di supporto agli organi  di  direzione
          politica) In vigore dal 25 giugno 2014. - 1. Il regolamento
          sull'ordinamento degli uffici e dei servizi puo'  prevedere
          la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del
          sindaco, del presidente della  provincia,  della  giunta  o
          degli  assessori,  per  l'esercizio   delle   funzioni   di
          indirizzo e  di  controllo  loro  attribuite  dalla  legge,
          costituiti da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo  che  per
          gli  enti  dissestati  o  strutturalmente  deficitari,   da
          collaboratori assunti con contratto a tempo determinato,  i
          quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione,  sono
          collocati in aspettativa senza assegni. 
              2.  Al  personale  assunto  con  contratto  di   lavoro
          subordinato a tempo determinato  si  applica  il  contratto
          collettivo nazionale di lavoro  del  personale  degli  enti
          locali. 
              3.  Con  provvedimento  motivato   della   giunta,   al
          personale di  cui  al  comma  2  il  trattamento  economico
          accessorio previsto dai contratti  collettivi  puo'  essere
          sostituito da un unico emolumento comprensivo dei  compensi
          per  il  lavoro   straordinario,   per   la   produttivita'
          collettiva e per la qualita' della prestazione individuale. 
              3-bis. Resta  fermo  il  divieto  di  effettuazione  di
          attivita' gestionale anche nel caso in  cui  nel  contratto
          individuale   di   lavoro   il    trattamento    economico,
          prescindendo  dal  possesso  del  titolo  di   studio,   e'
          parametrato a quello dirigenziale.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 110 del citato  decreto
          legislativo 18 agosto 2000, n. 267: 
              «Art. 110 (Incarichi a contratto). - 1. Lo statuto puo'
          prevedere che la copertura dei posti  di  responsabili  dei
          servizi o degli uffici, di  qualifiche  dirigenziali  o  di
          alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto  a
          tempo determinato. Per i posti di  qualifica  dirigenziale,
          il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei  servizi
          definisce  la  quota  degli  stessi  attribuibile  mediante
          contratti a  tempo  determinato,  comunque  in  misura  non
          superiore  al  30  per  cento  dei  posti  istituiti  nella
          dotazione organica della medesima  qualifica  e,  comunque,
          per almeno una unita'. Fermi restando i requisiti richiesti
          per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di
          cui al  presente  comma  sono  conferiti  previa  selezione
          pubblica  volta  ad  accertare,   in   capo   ai   soggetti
          interessati,   il   possesso   di   comprovata   esperienza
          pluriennale  e  specifica  professionalita'  nelle  materie
          oggetto dell'incarico. 
              2. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici  e  dei
          servizi, negli  enti  in  cui  e'  prevista  la  dirigenza,
          stabilisce i limiti, i  criteri  e  le  modalita'  con  cui
          possono essere  stipulati,  al  di  fuori  della  dotazione
          organica, contratti a tempo determinato per i  dirigenti  e
          le  alte  specializzazioni,  fermi  restando  i   requisiti
          richiesti per la qualifica  da  ricoprire.  Tali  contratti
          sono stipulati in misura complessivamente non superiore  al
          5 per cento  del  totale  della  dotazione  organica  della
          dirigenza e dell'area direttiva e comunque per  almeno  una
          unita'. Negli altri enti, il  regolamento  sull'ordinamento
          degli uffici e dei servizi stabilisce i limiti, i criteri e
          le modalita' con cui possono essere stipulati, al di  fuori
          della   dotazione   organica,   solo    in    assenza    di
          professionalita' analoghe presenti  all'interno  dell'ente,
          contratti  a   tempo   determinato   di   dirigenti,   alte
          specializzazioni o funzionari  dell'area  direttiva,  fermi
          restando  i  requisiti  richiesti  per  la   qualifica   da
          ricoprire.  Tali  contratti  sono   stipulati   in   misura
          complessivamente  non  superiore  al  5  per  cento   della
          dotazione  organica  dell'ente  arrotondando  il   prodotto
          all'unita' superiore, o ad una unita' negli  enti  con  una
          dotazione organica inferiore alle 20 unita'. 
              3. I contratti di cui ai precedenti commi  non  possono
          avere durata superiore al mandato elettivo  del  sindaco  o
          del presidente della provincia in  carica.  Il  trattamento
          economico,  equivalente  a  quello  previsto  dai   vigenti
          contratti  collettivi  nazionali  e   decentrati   per   il
          personale degli enti locali,  puo'  essere  integrato,  con
          provvedimento motivato della giunta, da una  indennita'  ad
          personam,   commisurata   alla   specifica   qualificazione
          professionale e culturale, anche  in  considerazione  della
          temporaneita' del rapporto e delle  condizioni  di  mercato
          relative  alle  specifiche  competenze  professionali.   Il
          trattamento economico e l'eventuale indennita' ad  personam
          sono definiti  in  stretta  correlazione  con  il  bilancio
          dell'ente e non vanno imputati al costo contrattuale e  del
          personale. 
              4. Il contratto  a  tempo  determinato  e'  risolto  di
          diritto nel caso in cui l'ente locale dichiari il  dissesto
          o  venga  a  trovarsi  nelle   situazioni   strutturalmente
          deficitarie. 
              5. Per il periodo di durata degli incarichi di  cui  ai
          commi 1 e 2 del presente articolo nonche' dell'incarico  di
          cui   all'art.   108,   i   dipendenti   delle    pubbliche
          amministrazioni  sono  collocati   in   aspettativa   senza
          assegni, con riconoscimento dell'anzianita' di servizio. 
              6.  Per  obiettivi  determinati  e  con  convenzioni  a
          termine,  il  regolamento  puo'  prevedere   collaborazioni
          esterne ad alto contenuto di professionalita'.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 2, comma 7, lettera e),
          della  legge  21  dicembre  1999,  n.  508  (Riforma  delle
          Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza,
          dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti
          superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori  di
          musica e degli Istituti  musicali  pareggiati),  pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2: 
              «Art. 2 (Alta formazione e specializzazione artistica e
          musicale). - (Omissis). 
              7.  Con  uno  o  piu'  regolamenti  emanati  ai   sensi
          dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,
          su proposta del Ministro dell'universita' e  della  ricerca
          scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della
          pubblica  istruzione,  sentiti  il  CNAM  e  le  competenti
          Commissioni  parlamentari,  le  quali  si  esprimono   dopo
          l'acquisizione degli altri pareri previsti per legge,  sono
          disciplinati: 
              omissis; 
                e) le procedure di reclutamento del personale; 
              (Omissis).». 
              - Il decreto  legislativo  25  novembre  2016,  n.  218
          (Semplificazione delle attivita'  degli  enti  pubblici  di
          ricerca ai sensi dell'art. 13 della legge 7 agosto 2015, n.
          124), e' pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  25  novembre
          2016, n. 276. 
              - Si riporta il testo dell'art. 1,  commi  542  e  543,
          della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello  Stato
          -legge  di  stabilita'  2016),  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 30 dicembre 2015, n. 302, S.O.: 
              «542. Nelle more della predisposizione e della verifica
          dei piani di cui al comma 541, lettera b), nel periodo  dal
          1° gennaio 2016 al 31 luglio 2016, le regioni e le province
          autonome, previa attuazione delle  modalita'  organizzative
          del personale  al  fine  di  garantire  il  rispetto  delle
          disposizioni   dell'Unione   europea    in    materia    di
          articolazione dell'orario di lavoro, qualora si  evidenzino
          criticita'  nell'erogazione  dei  livelli   essenziali   di
          assistenza, possono ricorrere, in deroga a quanto  previsto
          dall'art. 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
          78, convertito, con modificazioni, dalla  legge  30  luglio
          2010, n. 122, e successive modificazioni, a forme di lavoro
          flessibile, nel  rispetto  delle  disposizioni  vigenti  in
          materia  sanitaria,  ivi  comprese   quelle   relative   al
          contenimento del costo del personale e in materia di  piani
          di rientro. Se al termine del  medesimo  periodo  temporale
          permangono  le  predette  condizioni   di   criticita',   i
          contratti di  lavoro  stipulati  ai  sensi  del  precedente
          periodo possono essere prorogati fino  al  termine  massimo
          del 31 ottobre 2016. Del ricorso a  tali  forme  di  lavoro
          flessibile  nel  rispetto  delle  disposizioni  vigenti  in
          materia  sanitaria,  ivi  comprese   quelle   relative   al
          contenimento del costo del personale e in materia di  piani
          di rientro, e' data tempestiva comunicazione  ai  Ministeri
          della salute e dell'economia e delle finanze. 
              543. In  deroga  a  quanto  previsto  dal  decreto  del
          Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  6  marzo   2015,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  94  del  23  aprile
          2015,  in   attuazione   dell'art.   4,   comma   10,   del
          decreto-legge 31  agosto  2013,  n.  101,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 30 ottobre  2013,  n.  125,  gli
          enti del Servizio sanitario nazionale possono indire, entro
          il 31 dicembre 2017, e concludere,  entro  il  31  dicembre
          2018, procedure concorsuali straordinarie per  l'assunzione
          di    personale     medico,     tecnico-professionale     e
          infermieristico, necessario a  far  fronte  alle  eventuali
          esigenze assunzionali emerse in relazione alle  valutazioni
          operate nel  piano  di  fabbisogno  del  personale  secondo
          quanto previsto dal comma 541. Nell'ambito  delle  medesime
          procedure concorsuali,  gli  enti  del  Servizio  sanitario
          nazionale possono  riservare  i  posti  disponibili,  nella
          misura massima del  50  per  cento,  al  personale  medico,
          tecnico-professionale e infermieristico  in  servizio  alla
          data di entrata in vigore della presente legge,  che  abbia
          maturato alla data di pubblicazione del  bando  almeno  tre
          anni di servizio,  anche  non  continuativi,  negli  ultimi
          cinque  anni  con  contratti  a  tempo   determinato,   con
          contratti di collaborazione coordinata e continuativa o con
          altre forme di rapporto di lavoro flessibile con i medesimi
          enti.  Nelle  more   della   conclusione   delle   medesime
          procedure,  gli  enti  del  Servizio  sanitario   nazionale
          continuano ad avvalersi del personale di cui al  precedente
          periodo, anche in deroga ai limiti di cui all'art. 9, comma
          28, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122.  In
          relazione a tale deroga, gli enti  del  Servizio  sanitario
          nazionale, oltre alla prosecuzione dei rapporti di  cui  al
          precedente periodo,  sono  autorizzati  a  stipulare  nuovi
          contratti di lavoro flessibile esclusivamente ai sensi  del
          comma 542 fino al termine massimo del 31 ottobre 2017. 
              omissis». 
              - Si riporta il testo dell'art. 1,  commi  209,  211  e
          2012, della legge 27 dicembre 2013,  n.  147  (Disposizioni
          per la formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello
          Stato  -  legge  di  stabilita'  2014),  pubblicata   nella
          Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2013, n. 302, S.O.: 
              «209.  Al  fine  di  razionalizzare  la  spesa  per  il
          finanziamento delle convenzioni con lavoratori  socialmente
          utili e nell'ottica  di  un  definitivo  superamento  delle
          situazioni  di  precarieta'  nell'utilizzazione   di   tale
          tipologia di lavoratori, con  decreto  del  Presidente  del
          Consiglio  dei  ministri,  di  concerto  con  il   Ministro
          dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro del
          lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  con  il   Ministro
          dell'interno, da emanare entro sessanta giorni  dalla  data
          di  entrata  in  vigore  della   presente   legge,   previa
          ricognizione   della   normativa   vigente   in    materia,
          dell'entita' della spesa  sostenuta  a  livello  statale  e
          locale  e  dei  soggetti   interessati,   si   provvede   a
          individuare le risorse finanziarie disponibili, nei  limiti
          della spesa gia' sostenuta e senza nuovi o maggiori oneri a
          carico  della  finanza  pubblica,  destinate   a   favorire
          assunzioni a tempo  indeterminato  dei  lavoratori  di  cui
          all'art. 2, comma 1, del decreto  legislativo  28  febbraio
          2000, n. 81, e di cui all'art.  3,  comma  1,  del  decreto
          legislativo 7 agosto 1997, n. 280, anche se con rapporto di
          lavoro a tempo determinato, ai sensi del  decreto-legge  31
          agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni,  dalla
          legge 30 ottobre 2013, n. 125, e in  particolare  dell'art.
          4, comma 8, del medesimo decreto-legge n. 101 del 2013. 
              (Omissis). 
              211. Le risorse finanziarie, nella  misura  individuale
          massima di cui all'art. 7, comma 1, del decreto legislativo
          28 febbraio 2000, n. 81,  sono  assegnate  ai  comuni,  che
          hanno  disponibilita'  di  posti  in   dotazione   organica
          relativamente alle qualifiche  di  cui  all'art.  16  della
          legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive  modificazioni,
          per incentivare l'assunzione a tempo  indeterminato,  anche
          con contratto di lavoro a tempo parziale, dei  soggetti  di
          cui ai commi 209  e  210,  anche  in  deroga  alla  vigente
          normativa in materia di facolta' assunzionali, ma  in  ogni
          caso  nel  rispetto  del  patto  di  stabilita'  interno  e
          dell'art. 1, comma 557, della legge 27  dicembre  2006,  n.
          296, e successive modificazioni. 
              212. Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
          politiche   sociali,   di   concerto   con   il    Ministro
          dell'economia e delle finanze e  con  il  Ministro  per  la
          pubblica  amministrazione  e   la   semplificazione,   sono
          stabiliti le modalita' e i criteri  di  assegnazione  delle
          risorse, con priorita' per i comuni che assumano nei limiti
          delle  facolta'  assunzionali  stabilite  dalla   normativa
          vigente. In ogni caso i comuni  sono  tenuti  a  dimostrare
          attraverso idonea documentazione l'effettiva sussistenza di
          necessita' funzionali e organizzative  per  le  assunzioni,
          valutata la dimensione demografica dell'ente, l'entita' del
          personale  in  servizio  e  la  correlata  spesa,   nonche'
          l'effettiva sostenibilita' dell'onere a regime  assicurando
          la graduale riduzione del  personale  di  cui  all'art.  9,
          comma  28,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.   78,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,
          n. 122, e  successive  modificazioni,  tenuto  conto  delle
          proiezioni future della spesa di  personale  a  seguito  di
          cessazione. 
              (Omissis).». 

Art. 21 
 
Modifiche all'articolo 63 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. All'articolo 63 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 2, sono aggiunti, in  fine,  i  seguenti  periodi:  «Il
giudice, con la sentenza con la quale annulla  o  dichiara  nullo  il
licenziamento, condanna  l'amministrazione  alla  reintegrazione  del
lavoratore nel posto  di  lavoro  e  al  pagamento  di  un'indennita'
risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione di  riferimento  per
il calcolo del trattamento di fine rapporto corrispondente al periodo
dal  giorno  del   licenziamento   fino   a   quello   dell'effettiva
reintegrazione, e comunque in misura non superiore alle  ventiquattro
mensilita', dedotto quanto  il  lavoratore  abbia  percepito  per  lo
svolgimento di altre attivita' lavorative. Il  datore  di  lavoro  e'
condannato, altresi', per il  medesimo  periodo,  al  versamento  dei
contributi previdenziali e assistenziali.»; 
  b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente:  «2-bis.  Nel  caso  di
annullamento   della   sanzione   disciplinare   per    difetto    di
proporzionalita', il  giudice  puo'  rideterminare  la  sanzione,  in
applicazione delle disposizioni  normative  e  contrattuali  vigenti,
tenendo conto della gravita'  del  comportamento  e  dello  specifico
interesse pubblico violato.». 
Note all'art. 21: 
              - Si riporta il testo dell'art. 63 del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 63 (Controversie relative ai rapporti di lavoro).
          - 1. Sono devolute al giudice  ordinario,  in  funzione  di
          giudice del  lavoro,  tutte  le  controversie  relative  ai
          rapporti  di  lavoro  alle   dipendenze   delle   pubbliche
          amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, ad eccezione di
          quelle relative ai rapporti di lavoro di cui  al  comma  4,
          incluse le controversie concernenti l'assunzione al lavoro,
          il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali  e
          la responsabilita' dirigenziale, nonche' quelle concernenti
          le indennita'  di  fine  rapporto,  comunque  denominate  e
          corrisposte,   ancorche'   vengano   in   questione    atti
          amministrativi  presupposti.  Quando  questi  ultimi  siano
          rilevanti  ai  fini  della   decisione,   il   giudice   li
          disapplica,  se  illegittimi.  L'impugnazione  davanti   al
          giudice amministrativo dell'atto  amministrativo  rilevante
          nella  controversia  non  e'  causa  di   sospensione   del
          processo. 
              2.   Il   giudice   adotta,   nei    confronti    delle
          amministrazioni  pubbliche,  tutti  i   provvedimenti,   di
          accertamento, costitutivi o di  condanna,  richiesti  dalla
          natura dei diritti  tutelati.  Le  sentenze  con  le  quali
          riconosce il diritto  all'assunzione,  ovvero  accerta  che
          l'assunzione e' avvenuta in violazione di norme sostanziali
          o  procedurali,   hanno   anche   effetto   rispettivamente
          costitutivo o estintivo del rapporto di lavoro. Il giudice,
          con la sentenza con la quale annulla o  dichiara  nullo  il
          licenziamento,     condanna     l'amministrazione      alla
          reintegrazione del lavoratore nel  posto  di  lavoro  e  al
          pagamento   di   un'indennita'   risarcitoria   commisurata
          all'ultima retribuzione di riferimento per il  calcolo  del
          trattamento di fine rapporto corrispondente al periodo  dal
          giorno  del  licenziamento  fino  a  quello  dell'effettiva
          reintegrazione, e comunque in  misura  non  superiore  alle
          ventiquattro mensilita', dedotto quanto il lavoratore abbia
          percepito per lo svolgimento di altre attivita' lavorative.
          Il  datore  di  lavoro  e'  condannato,  altresi',  per  il
          medesimo   periodo,   al    versamento    dei    contributi
          previdenziali e assistenziali. 
              2-bis.  Nel  caso  di   annullamento   della   sanzione
          disciplinare per difetto di  proporzionalita',  il  giudice
          puo'  rideterminare  la  sanzione,  in  applicazione  delle
          disposizioni  normative  e  contrattuali  vigenti,  tenendo
          conto della gravita' del comportamento  e  dello  specifico
          interesse pubblico violato.». 


Art. 22 
 
             Disposizioni di coordinamento e transitorie 
 
  1. Le linee di indirizzo per la pianificazione di personale di  cui
all'articolo 6-ter del decreto legislativo  n.  165  del  2001,  come
introdotte dall'articolo 4, sono adottate entro novanta giorni  dalla
data di entrata in vigore del presente  decreto.  In  sede  di  prima
applicazione, il divieto di cui all'articolo 6, comma 6, del  decreto
legislativo n. 165 del 2001, come modificato dal presente decreto, si
applica a decorrere dal 30 marzo 2018  e  comunque  solo  decorso  il
termine  di  sessanta  giorni  dalla  pubblicazione  delle  linee  di
indirizzo di cui al primo periodo. 
  2. La disposizione di cui  all'articolo  55-septies,  comma  2-bis,
primo periodo, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  che
attribuisce  all'Inps  la  competenza  esclusiva  ad  effettuare  gli
accertamenti medico legali sui dipendenti assenti  dal  servizio  per
malattia, si applica  a  decorrere  dal  1°  settembre  2017  e,  nei
confronti del personale delle istituzioni  scolastiche  ed  educative
statali, a decorrere dall'anno scolastico 2017/2018.  Il  decreto  di
adozione dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 55-septies, comma
2-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come  introdotto  dal
presente decreto, nonche' il  decreto  di  cui  al  comma  5-bis  del
medesimo articolo sono adottati entro trenta  giorni  dalla  data  di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto.   In   sede   di   prima
applicazione, le convenzioni sono stipulate, entro il 31 agosto 2017,
sentite anche le associazioni maggiormente rappresentative dei medici
fiscali. L'atto di indirizzo detta altresi' la disciplina transitoria
da  applicarsi  agli  accertamenti   medico-legali   sui   dipendenti
pubblici, a decorrere dal 1°  settembre  2017,  in  caso  di  mancata
stipula delle predette convenzioni. 
  3.  All'articolo  17  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,  n.  111,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 5, dopo la lettera b) e' aggiunta la seguente:  «b-bis)
a decorrere dall'entrata in vigore  dell'articolo  55-septies,  comma
2-bis, primo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,
e'  assegnato  all'Istituto  nazionale   della   previdenza   sociale
l'importo di 15 milioni di euro per l'anno 2017, 35 milioni  di  euro
per l'anno 2018 e 50 milioni di euro in ragione  d'anno  a  decorrere
dall'anno 2019. A  tal  fine  sono  corrispondentemente  ridotti  gli
stanziamenti iscritti negli  stati  di  previsione  della  spesa  del
bilancio dello Stato, utilizzando  le  risorse  disponibili  relative
all'autorizzazione di spesa di  cui  alla  lettera  b).  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato, con proprio decreto, ad
apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Le  predette  risorse
sono finalizzate esclusivamente ai controlli  sulle  assenze  di  cui
all'articolo 55-septies, comma  2-bis,  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165. L'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale
predispone una relazione annuale al Ministero dell'economia  e  delle
finanze e alla Presidenza del Consiglio dei ministri  -  Dipartimento
della  funzione  pubblica  al  fine  di  consentire  il  monitoraggio
sull'utilizzo di tali risorse.»; 
  b) al comma 5-bis, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  1) al primo periodo, le parole «alle regioni» sono sostituite dalle
seguenti: «all'INPS» e le parole «effettuati dalle aziende  sanitarie
locali» sono soppresse; 
  2) il secondo periodo e' soppresso. 
  4. Nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165: 
  a)  le  parole  «Ministero  della  ricerca  scientifica»,   ovunque
ricorrano,    sono    sostituite    dalle    seguenti:     «Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca»; 
  b) le parole «del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
economica»  sono  sostituite,  ovunque  ricorrano,  dalle   seguenti:
«dell'economia e delle finanze»; 
  5. All'articolo 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, dopo le parole «Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica» ovunque ricorrano, sono  inserite  le
seguenti: « - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato», le
parole «un modello di rilevazione» sono  sostituite  dalle  seguenti:
«le modalita' di acquisizione», dopo le parole «in  quiescenza»  sono
inserite le seguenti: «presso le amministrazioni pubbliche», dopo  le
parole «per la loro evidenziazione» sono  inserite  le  seguenti:  «,
limitatamente al personale dipendente dei ministeri,»,  e  le  parole
«ai bilanci» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «al  bilancio  dello
Stato»; 
  b) al comma 1, secondo  periodo,  le  parole  «altresi',  un»  sono
sostituite dalle seguenti: «altresi', il»; 
  c) al comma 2,  primo  periodo,  le  parole  «rilevate  secondo  il
modello»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «rilevate  secondo   le
modalita'» e il terzo periodo e' soppresso; 
  d) al comma 3,  dopo  le  parole  «le  aziende»  sono  inserite  le
seguenti: «e gli enti»; 
  e) al comma 5, le parole «Ministro per la funzione  pubblica»  sono
sostituite dalle seguenti: «Ministro  per  la  semplificazione  e  la
pubblica amministrazione»; 
  f) al comma 6, secondo periodo, le parole «,  dei  rendimenti,  dei
risultati, di verifica dei carichi di lavoro» sono soppresse. 
  6. Al comma 1, dell'articolo 61, del decreto legislativo  30  marzo
2001, n. 165, le parole «11-ter, comma 7, della legge 5 agosto  1978,
n. 468,» sono sostituite dalle seguenti:  «17,  comma  12-bis,  della
legge 31 dicembre 2009, n. 196,» e l'ultimo periodo e' soppresso. 
  7. All'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 6 marzo 2014, n.  16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n. 68, dopo
il  primo  periodo,  e'  inserito  il  seguente:  «Al  fine  di   non
pregiudicare l'ordinata  prosecuzione  dell'attivita'  amministrativa
delle amministrazioni interessate, la quota  del  recupero  non  puo'
eccedere il 25 per cento delle risorse destinate alla  contrattazione
integrativa ed il numero di annualita' di cui al periodo  precedente,
previa certificazione degli organi di controllo di  cui  all'articolo
40-bis, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  e'
corrispondentemente incrementato.». 
  8. Il divieto di cui  all'articolo  7,  comma  5-bis,  del  decreto
legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dal presente decreto, si
applica a decorrere dal 1° gennaio 2018. 
  9. All'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo n. 81 del  2015
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al primo periodo, le parole «Fino  al  completo  riordino  della
disciplina dell'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile da  parte
delle pubbliche amministrazioni, la» sono sostituite dalla  seguente:
«La» e la parola «medesime» e' sostituita dalle seguenti:  «pubbliche
amministrazioni»; 
  b) il secondo periodo e' soppresso. 
  10. All'articolo 1, comma 410, della legge  11  dicembre  2016,  n.
232, le parole da «articolo 2» fino a «n. 81» sono  sostituite  dalle
seguenti: «articolo 7, comma 5-bis, del decreto legislativo 30  marzo
2001, n. 165». 
  11. Con riferimento alle disposizioni di  cui  all'articolo  6  del
decreto legislativo n. 165 del 2001,  come  modificate  dal  presente
decreto, in sede di prima applicazione sono fatte salve le  procedure
di reclutamento del personale dell'Amministrazione giudiziaria di cui
all'articolo 1, commi 2-bis e 2-quater, del decreto-legge  30  giugno
2016, n. 117, convertito dalla  legge  12  agosto  2016,  n.  161,  e
all'articolo 1, comma 372, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. 
  12. Le disposizioni di cui all'articolo 8 del presente  decreto  si
applicano agli incarichi  conferiti  successivamente  al  1°  gennaio
2018. 
  13. Le disposizioni di cui al Capo VII si applicano  agli  illeciti
disciplinari commessi successivamente alla data di entrata in  vigore
del presente decreto. 
  14. Il Dipartimento della funzione pubblica  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri, nell'ambito delle risorse umane,  strumentali
e finanziarie disponibili a legislazione vigente, svolge funzioni  di
monitoraggio e valutazione dell'attuazione delle disposizioni di  cui
al presente decreto. 
  15. Per il triennio 2018-2020,  le  pubbliche  amministrazioni,  al
fine di valorizzare le professionalita'  interne,  possono  attivare,
nei limiti delle vigenti facolta' assunzionali,  procedure  selettive
per la progressione tra le aree  riservate  al  personale  di  ruolo,
fermo restando  il  possesso  dei  titoli  di  studio  richiesti  per
l'accesso  dall'esterno.  Il  numero  di  posti  per  tali  procedure
selettive riservate non puo' superare  il  20  per  cento  di  quelli
previsti nei piani dei fabbisogni come  nuove  assunzioni  consentite
per la relativa area o categoria.  In  ogni  caso,  l'attivazione  di
dette procedure selettive riservate determina, in relazione al numero
di posti individuati, la corrispondente riduzione  della  percentuale
di riserva di posti destinata al personale interno,  utilizzabile  da
ogni amministrazione ai fini delle progressioni tra le  aree  di  cui
all'articolo 52  del  decreto  legislativo  n.  165  del  2001.  Tali
procedure selettive prevedono prove volte ad accertare  la  capacita'
dei candidati di utilizzare  e  applicare  nozioni  teoriche  per  la
soluzione di problemi  specifici  e  casi  concreti.  La  valutazione
positiva conseguita dal dipendente per almeno tre  anni,  l'attivita'
svolta e i risultati conseguiti, nonche' l'eventuale  superamento  di
precedenti procedure selettive,  costituiscono  titoli  rilevanti  ai
fini dell'attribuzione dei posti  riservati  per  l'accesso  all'area
superiore. 
  16. All'articolo 3, comma 2, del decreto  legislativo  n.  165  del
2001, dopo le parole  «ricercatori  universitari»  sono  inserite  le
seguenti: «, a tempo indeterminato o determinato,». 
          Note all'art. 22: 
              - Per il testo dell'art. 6-ter del decreto  legislativo
          30  marzo  2001,  n.  165,  come  introdotto  dal  presente
          decreto, si vedano le note all'art. 4. 
              - Per il  testo  dell'art.  6,  comma  6,  del  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto, si vedano le note all'art. 4. 
              - Per il testo dell'art. 55-septies, comma  2-bis,  del
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  introdotto
          dal presente decreto, si vedano le note all'art. 18. 
              - Per il testo dell'art. 55-septies, comma  5-bis,  del
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto, si vedano le note all'art. 18. 
              - Si riporta il testo dell'art. 17, commi  5  e  5-bis,
          del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98  (Disposizioni
          urgenti per  la  stabilizzazione  finanziaria),  pubblicato
          nella  Gazzetta  Ufficiale  30   luglio   2010,   n.   122,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,
          n. 111, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 luglio 2011,
          n. 164: 
              «Art. 17 (Razionalizzazione della spesa  sanitaria).  -
          (Omissis). 
              5.  In  relazione  alle  risorse  da   assegnare   alle
          pubbliche amministrazioni interessate, a fronte degli oneri
          da  sostenere  per  gli  accertamenti   medico-legali   sui
          dipendenti assenti dal  servizio  per  malattia  effettuati
          dalle aziende sanitarie locali, in  applicazione  dell'art.
          71 del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  come
          modificato dall'art. 17, comma  23,  del  decreto-legge  1°
          luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 3 agosto 2009, n. 102: 
              a)  per  gli  esercizi  2011   e   2012   il   Ministro
          dell'economia e delle finanze e' autorizzato  a  trasferire
          annualmente una quota delle disponibilita' finanziarie  per
          il Servizio sanitario nazionale, non utilizzata in sede  di
          riparto in relazione  agli  effetti  della  sentenza  della
          Corte costituzionale n. 207 del 7 giugno 2010,  nel  limite
          di  70  milioni  di  euro  annui,  per   essere   iscritta,
          rispettivamente,  tra  gli  stanziamenti  di  spesa  aventi
          carattere obbligatorio, di cui all'art. 26, comma 2,  della
          legge 196 del 2009, in relazione agli oneri  di  pertinenza
          dei Ministeri, ovvero su appositi fondi da destinare per la
          copertura dei medesimi accertamenti medico-legali sostenuti
          dalle Amministrazioni diverse da quelle statali; 
              b) a decorrere dall'esercizio 2013,  con  la  legge  di
          bilancio e'  stabilita  la  dotazione  annua  dei  suddetti
          stanziamenti destinati alla  copertura  degli  accertamenti
          medico-legali sostenuti  dalle  amministrazioni  pubbliche,
          per un importo complessivamente non superiore a 70  milioni
          di euro, per le medesime finalita' di cui alla lettera  a).
          Conseguentemente il livello del finanziamento del  Servizio
          sanitario nazionale a cui concorre lo Stato,  come  fissato
          al comma 1, e'  rideterminato,  a  decorrere  dal  medesimo
          esercizio 2013, in riduzione di 70 milioni di euro. 
              b-bis) a decorrere  dall'entrata  in  vigore  dell'art.
          55-septies,  comma  2-bis,  primo  periodo,   del   decreto
          legislativo  30  marzo   2001,   n.   165,   e'   assegnato
          all'Istituto nazionale della previdenza  sociale  l'importo
          di 15 milioni di euro per l'anno 2017, 35 milioni  di  euro
          per l'anno 2018 e 50 milioni di euro in  ragione  d'anno  a
          decorrere    dall'anno    2019.    A    tal    fine    sono
          corrispondentemente ridotti gli stanziamenti iscritti negli
          stati di previsione della spesa del bilancio  dello  Stato,
          utilizzando     le     risorse     disponibili     relative
          all'autorizzazione di spesa di  cui  alla  lettera  b).  Il
          Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato,  con
          proprio decreto, ad apportare le occorrenti  variazioni  di
          bilancio.   Le   predette    risorse    sono    finalizzate
          esclusivamente ai controlli sulle assenze di  cui  all'art.
          55-septies, comma 2-bis, del decreto legislativo  30  marzo
          2001, n. 165. L'Istituto nazionale della previdenza sociale
          predispone una relazione annuale al Ministero dell'economia
          e  delle  finanze  e  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
          ministri - Dipartimento della funzione pubblica al fine  di
          consentire il monitoraggio sull'utilizzo di tali risorse. 
              5-bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2012,  la
          quota  di   pertinenza   del   Ministero   dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca, degli stanziamenti di cui
          al comma 5 e' destinata  al  rimborso  forfetario  all'INPS
          delle spese sostenute per  gli  accertamenti  medico-legali
          sul personale scolastico ed educativo assente dal  servizio
          per  malattia.  Dal  medesimo  anno  2012,  le  istituzioni
          scolastiche  ed  educative  statali  non  sono   tenute   a
          corrispondere   alcuna   somma   per    gli    accertamenti
          medico-legali di cui al primo periodo.». 
              Si riporta il testo dell'art. 60,  del  citato  decreto
          legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  come  modificato  dal
          presente decreto: 
              «Art. 60 (Controllo del costo del lavoro) In vigore dal
          1° gennaio 2014. - 1. Il Ministero  dell'economia  e  delle
          finanze -  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello
          Stato,  d'intesa  con  la  Presidenza  del  Consiglio   dei
          ministri - Dipartimento della funzione pubblica,  definisce
          le  modalita'  di  acquisizione   della   consistenza   del
          personale,  in  servizio  e   in   quiescenza   presso   le
          amministrazioni pubbliche,  e  delle  relative  spese,  ivi
          compresi gli oneri previdenziali  e  le  entrate  derivanti
          dalle contribuzioni,  anche  per  la  loro  evidenziazione,
          limitatamente al personale dei ministeri, a preventivo e  a
          consuntivo, mediante allegati al bilancio dello  Stato.  Il
          Ministero dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento
          della Ragioneria generale dello Stato elabora, altresi', il
          conto  annuale  che  evidenzi   anche   il   rapporto   tra
          contribuzioni  e  prestazioni  previdenziali  relative   al
          personale delle amministrazioni statali. 
              2. Le amministrazioni pubbliche  presentano,  entro  il
          mese di maggio di ogni anno, alla Corte dei  conti  e  alla
          Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  della
          funzione pubblica, per il tramite  del  Dipartimento  della
          Ragioneria generale dello Stato,  il  conto  annuale  delle
          spese sostenute  per  il  personale,  rilevate  secondo  le
          modalita' di cui al comma 1. Il conto  e'  accompagnato  da
          una  relazione,  con  cui  le   amministrazioni   pubbliche
          espongono i risultati della  gestione  del  personale,  con
          riferimento    agli    obiettivi    che,    per    ciascuna
          amministrazione,   sono   stabiliti   dalle   leggi,    dai
          regolamenti   e   dagli   atti   di   programmazione.    Le
          comunicazioni previste dal presente comma sono trasmesse, a
          cura del Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  anche
          all'Unione delle province d'Italia (UPI),  all'Associazione
          nazionale dei comuni italiani (ANCI) e all'Unione nazionale
          comuni,  comunita',   enti   montani   (UNCEM),   per   via
          telematica. 
              3.  Gli  enti  pubblici  economici,  le   aziende   che
          producono servizi di pubblica  utilita',  le  societa'  non
          quotate  partecipate  direttamente  o   indirettamente,   a
          qualunque titolo, dalle pubbliche  amministrazioni  di  cui
          all'art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.  196,
          diverse da quelle emittenti strumenti finanziari quotati in
          mercati  regolamentati  e  dalle  societa'   dalle   stesse
          controllate, nonche' gli enti e le aziende e  gli  enti  di
          cui all'art. 70, comma 4 e la societa'  concessionaria  del
          servizio pubblico generale  radiotelevisivo,  relativamente
          ai singoli rapporti di lavoro dipendente o  autonomo,  sono
          tenuti a  comunicare  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
          Ministri  -  Dipartimento  della  funzione  pubblica  e  al
          Ministero dell'economia e delle finanze, il costo annuo del
          personale  comunque   utilizzato,   in   conformita'   alle
          procedure definite  dal  Ministero  dell'economia  e  delle
          finanze,  d'intesa  con  il  predetto  Dipartimento   della
          funzione pubblica. 
              4.  La  Corte  dei  conti  riferisce   annualmente   al
          Parlamento  sulla  gestione   delle   risorse   finanziarie
          destinate al personale del settore pubblico, avvalendosi di
          tutti i dati e delle  informazioni  disponibili  presso  le
          amministrazioni pubbliche. Con apposite relazioni in  corso
          d'anno,  anche  a  richiesta  del  Parlamento,   la   Corte
          riferisce altresi' in ordine a specifiche materie,  settori
          ed interventi. 
              5. Il  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e  della
          programmazione economica, anche su espressa  richiesta  del
          Ministro per la semplificazione e pubblica amministrazione,
          dispone visite ispettive, a cura dei servizi  ispettivi  di
          finanza del Dipartimento della  ragioneria  generale  dello
          Stato, coordinate anche con altri analoghi servizi, per  la
          valutazione e la  verifica  delle  spese,  con  particolare
          riferimento agli oneri dei contratti collettivi nazionali e
          decentrati,   denunciando   alla   Corte   dei   conti   le
          irregolarita' riscontrate. Tali verifiche vengono  eseguite
          presso le amministrazioni  pubbliche,  nonche'  presso  gli
          enti e le  aziende  di  cui  al  comma  3.  Ai  fini  dello
          svolgimento integrato delle verifiche ispettive, i  servizi
          ispettivi di  finanza  del  Dipartimento  della  ragioneria
          generale  dello  Stato  esercitano   presso   le   predette
          amministrazioni, enti e aziende  sia  le  funzioni  di  cui
          all'art. 3, comma  1,  del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38 e all'art. 2,  comma  1,
          lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica  28
          aprile 1998, n. 154, sia i  compiti  di  cui  all'art.  27,
          comma quarto, della legge 29 marzo 1983, n. 93. 
              6. Presso la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  -
          Dipartimento   della   funzione   pubblica   e'   istituito
          l'Ispettorato per la  funzione  pubblica,  che  opera  alle
          dirette dipendenze  del  Ministro  delegato.  L'Ispettorato
          vigila e svolge  verifiche  sulla  conformita'  dell'azione
          amministrativa  ai  principi  di   imparzialita'   e   buon
          andamento,   sull'efficacia   della   sua   attivita'   con
          particolare   riferimento   alle   riforme    volte    alla
          semplificazione delle procedure, sul corretto  conferimento
          degli incarichi, sull'esercizio  dei  poteri  disciplinari,
          sull'osservanza delle disposizioni vigenti  in  materia  di
          controllo dei costi. Collabora alle verifiche ispettive  di
          cui  al  comma  5.  Nell'ambito  delle  proprie  verifiche,
          l'Ispettorato puo' avvalersi della Guardia di  Finanza  che
          opera nell'esercizio dei poteri ad  essa  attribuiti  dalle
          leggi vigenti. Per le predette finalita'  l'Ispettorato  si
          avvale  altresi'  di  un  numero   complessivo   di   dieci
          funzionari scelti tra esperti del Ministero dell'economia e
          delle finanze, del Ministero dell'interno, o  comunque  tra
          il  personale  di  altre  amministrazioni   pubbliche,   in
          posizione di  comando  o  fuori  ruolo,  per  il  quale  si
          applicano l'art. 17, comma 14, della legge 15 maggio  1997,
          n. 127, e  l'art.  56,  comma  7,  del  Testo  unico  delle
          disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati  civili
          dello  Stato  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
          Repubblica  10   gennaio   1957,   n.   3,   e   successive
          modificazioni. Per  l'esercizio  delle  funzioni  ispettive
          connesse, in particolare, al  corretto  conferimento  degli
          incarichi e ai rapporti  di  collaborazione,  svolte  anche
          d'intesa con il Ministero dell'economia  e  delle  finanze,
          l'Ispettorato  si  avvale   dei   dati   comunicati   dalle
          amministrazioni al Dipartimento della funzione pubblica  ai
          sensi dell'art. 53.  L'Ispettorato,  inoltre,  al  fine  di
          corrispondere  a  segnalazioni  da  parte  di  cittadini  o
          pubblici dipendenti circa presunte irregolarita', ritardi o
          inadempienze delle amministrazioni di cui all'art. 1, comma
          2, puo' richiedere chiarimenti e riscontri in relazione  ai
          quali  l'amministrazione  interessata   ha   l'obbligo   di
          rispondere,  anche  per  via  telematica,  entro   quindici
          giorni. A conclusione degli accertamenti, gli  esiti  delle
          verifiche svolte dall'ispettorato costituiscono obbligo  di
          valutazione,    ai    fini    dell'individuazione     delle
          responsabilita' e delle eventuali sanzioni disciplinari  di
          cui  all'art.  55,  per  l'amministrazione  medesima.   Gli
          ispettori, nell'esercizio delle loro funzioni, hanno  piena
          autonomia funzionale ed hanno l'obbligo, ove  ne  ricorrano
          le condizioni, di denunciare alla  Procura  generale  della
          Corte dei conti le irregolarita' riscontrate.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 61, comma 1, del citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art.  61  (Interventi   correttivi   del   costo   del
          personale) In vigore  dal  1°  gennaio  2005.  -  1.  Fermo
          restando il disposto  dell'art.  17,  comma  12-bis,  della
          legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive  modificazioni
          ed integrazioni, e salvi i casi di cui ai commi successivi,
          qualora si verifichino o siano prevedibili,  per  qualunque
          causa, scostamenti rispetto agli stanziamenti previsti  per
          le spese destinate al personale, il Ministro  dell'economia
          e delle finanze, informato dall'amministrazione competente,
          ne riferisce al Parlamento, proponendo l'adozione di misure
          correttive idonee a ripristinare l'equilibrio del bilancio. 
              (Omissis).». 
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  4,  comma  1,  del
          decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16 (Disposizioni urgenti  in
          materia di finanza locale, nonche' misure volte a garantire
          la  funzionalita'  dei  servizi  svolti  nelle  istituzioni
          scolastiche), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  6  marzo
          2014, n. 54, convertito, con modificazioni, dalla  legge  2
          maggio 2014, n. 68, pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  5
          maggio 2014, n. 102: 
              «Art. 4 (Misure  conseguenti  al  mancato  rispetto  di
          vincoli finanziari posti alla contrattazione integrativa  e
          all'utilizzo dei relativi fondi). - 1.  Le  regioni  e  gli
          enti locali che non hanno rispettato i  vincoli  finanziari
          posti  alla  contrattazione  collettiva  integrativa   sono
          obbligati  a  recuperare  integralmente,  a  valere   sulle
          risorse finanziarie a questa destinate, rispettivamente  al
          personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale,   le   somme
          indebitamente erogate mediante il  graduale  riassorbimento
          delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo  di
          annualita' corrispondente a quelle in cui si e'  verificato
          il superamento di tali vincoli. Al fine di non pregiudicare
          l'ordinata prosecuzione dell'attivita' amministrativa delle
          amministrazioni interessate, la quota del recupero non puo'
          eccedere il 25  per  cento  delle  risorse  destinate  alla
          contrattazione integrativa ed il numero  di  annualita'  di
          cui al  periodo  precedente,  previa  certificazione  degli
          organi di controllo di cui all'art. 40-bis,  comma  1,  del
          decreto   legislativo   30   marzo   2001,   n.   165,   e'
          corrispondentemente incrementato.  Nei  predetti  casi,  le
          regioni adottano misure di contenimento della spesa per  il
          personale, ulteriori rispetto a quelle gia' previste  dalla
          vigente  normativa,  mediante  l'attuazione  di  piani   di
          riorganizzazione finalizzati alla razionalizzazione e  allo
          snellimento  delle  strutture   burocratico-amministrative,
          anche attraverso accorpamenti di uffici con la  contestuale
          riduzione   delle   dotazioni   organiche   del   personale
          dirigenziale in misura non inferiore  al  20  per  cento  e
          della spesa complessiva del personale non  dirigenziale  in
          misura non inferiore al  10  per  cento.  Gli  enti  locali
          adottano  le  misure  di  razionalizzazione   organizzativa
          garantendo  in  ogni  caso  la  riduzione  delle  dotazioni
          organiche entro i parametri definiti  dal  decreto  di  cui
          all'art. 263, comma 2, del decreto  legislativo  18  agosto
          2000,  n.  267.   Al   fine   di   conseguire   l'effettivo
          contenimento  della  spesa,  alle   unita'   di   personale
          eventualmente  risultanti  in  soprannumero  all'esito  dei
          predetti piani obbligatori di riorganizzazione si applicano
          le disposizioni previste dall'art. 2, commi 11  e  12,  del
          decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,  convertito,   con
          modificazioni, dalla legge  7  agosto  2012,  n.  135,  nei
          limiti temporali della vigenza  della  predetta  norma.  Le
          cessazioni dal servizio conseguenti alle misure di  cui  al
          precedente  periodo  non  possono  essere  calcolate   come
          risparmio   utile   per    definire    l'ammontare    delle
          disponibilita' finanziarie da destinare alle  assunzioni  o
          il numero  delle  unita'  sostituibili  in  relazione  alle
          limitazioni del turn over. Le Regioni  e  gli  enti  locali
          trasmettono  entro  il  31  maggio  di  ciascun  anno  alla
          Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  della
          funzione  pubblica,  al  Ministero  dell'economia  e  delle
          finanze -  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello
          Stato e al Ministero dell'interno -  Dipartimento  per  gli
          affari  interni  e  territoriali,  ai  fini  del   relativo
          monitoraggio, una relazione illustrativa ed  una  relazione
          tecnico-finanziaria  che,  con   riferimento   al   mancato
          rispetto dei vincoli finanziari,  dia  conto  dell'adozione
          dei  piani  obbligatori   di   riorganizzazione   e   delle
          specifiche misure previste dai medesimi per il contenimento
          della spesa per il personale ovvero delle misure di cui  al
          terzo periodo. 
              (Omissis).». 
              - Per il testo dell'art. 7,  comma  5-bis,  del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  introdotto
          dal presente decreto, si vedano le note all'art. 5. 
              - Si riporta il testo dell'art. 2, comma 4, del decreto
          legislativo 81 del 2015 (Disciplina organica dei  contratti
          di lavoro e revisione della normativa in tema di  mansioni,
          a norma dell'articolo1, comma 7, della  legge  10  dicembre
          2014, n.  183),  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  24
          giugno 2015, n. 144: 
              «Art. 2 (Collaborazioni organizzate dal committente). -
          (Omissis). 
              4.  La  disposizione  di  cui  al  comma  1  non  trova
          applicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni. 
              (Omissis).» 
              - Si riporta il testo dell'art.  1,  comma  410,  della
          legge 11 dicembre 2016,  n.  232  (Bilancio  di  previsione
          dello  Stato  per  l'anno  finanziario  2017   e   bilancio
          pluriennale per il triennio  2017-2019),  pubblicata  nella
          Gazzetta Ufficiale 21 dicembre 2016, n. 297: 
              «410.  Al  fine  di  garantire  la  continuita'   delle
          attivita' di ricerca, in deroga a quanto disposto dall'art.
          7, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
          165,  gli  Istituti  di  ricovero  e   cura   a   carattere
          scientifico e  gli  Istituti  zooprofilattici  sperimentali
          possono continuare ad avvalersi del personale addetto  alla
          ricerca,  sia  con  qualifica  di  ricercatore,   sia   con
          qualifiche afferenti alle professionalita'  della  ricerca,
          assunto con contratti flessibili, in servizio  presso  tali
          istituti alla data del 31 dicembre 2016.». 
              - Sull'art. 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
          165, vedasi le note all'art. 3. 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  1,  comma  2-bis  e
          2-quater, del decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117 (Proroga
          di termini previsti da disposizioni legislative in  materia
          di processo amministrativo  telematico),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 30 giugno 2016, n. 151, convertito dalla
          legge 12 agosto  2016,  n.161,  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 23 agosto 2016, n. 196: 
              «Art. 1 (Proroga di  termini  in  materia  di  processo
          amministrativo telematico). (Omissis). 
              2-bis. Fermo restando l'espletamento delle procedure di
          mobilita' gia' avviate  e  in  corso  e  al  fine  di  dare
          compiuta attuazione al programma di digitalizzazione  degli
          uffici  giudiziari,  nonche'  per   assicurare   la   piena
          attuazione del trasferimento al Ministero  della  giustizia
          delle spese obbligatorie per il funzionamento degli  uffici
          giudiziari, il Ministero della giustizia, per  il  triennio
          2016-2018, e' autorizzato, trascorsi sessanta giorni  dalla
          data di entrata in vigore del presente decreto, ad assumere
          con  contratto  di  lavoro   a   tempo   indeterminato   un
          contingente  massimo   di   1.000   unita'   di   personale
          amministrativo non dirigenziale  da  inquadrare  nei  ruoli
          dell'Amministrazione giudiziaria, mediante  lo  scorrimento
          di graduatorie in corso di validita' alla data  di  entrata
          in  vigore  del  presente  decreto  o  mediante   procedure
          concorsuali pubbliche disciplinate con decreto del Ministro
          della  giustizia,  di  concerto  con  il  Ministro  per  la
          semplificazione e la pubblica amministrazione. 
              (Omissis). 
              2-quater. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione del
          Dipartimento  della   funzione   pubblica   relativa   alla
          conclusione delle procedure di mobilita' di cui all'art. 1,
          comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e all'art.
          1, comma 771, primo periodo, della legge 28 dicembre  2015,
          n. 208, il  Ministero  della  giustizia,  per  il  triennio
          2016-2018,   e'   altresi'    autorizzato    a    procedere
          all'assunzione   con   contratto   di   lavoro   a    tempo
          indeterminato delle unita' di  personale  non  dirigenziale
          dell'Amministrazione  giudiziaria  non  reclutate  con   le
          predette procedure di mobilita', nell'ambito e  nei  limiti
          delle  residue  risorse  finanziarie  disponibili  per   la
          copertura   dei   contingenti   previsti   dalle   predette
          disposizioni,   mediante   nuove   procedure    concorsuali
          disciplinate  dal  decreto  del  Ministro  della  giustizia
          adottato a norma del comma 2-bis. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art.  1,  comma  372,  della
          legge 11 dicembre 2016,  n.  232  (Bilancio  di  previsione
          dello  Stato  per  l'anno  finanziario  2017   e   bilancio
          pluriennale per il triennio  2017-2019),  pubblicata  nella
          Gazzetta Ufficiale 21 dicembre 2016, n. 297: 
              «372. Nelle more  della  conclusione  dei  processi  di
          mobilita' di cui all'art. 1,  comma  425,  della  legge  23
          dicembre  2014,  n.  190,  e  nel  limite   delle   risorse
          disponibili a  legislazione  vigente,  il  Ministero  della
          giustizia, per il triennio  2017-2019,  e'  autorizzato  ad
          assumere con contratto di lavoro a tempo  indeterminato  un
          contingente di personale  amministrativo  non  dirigenziale
          per un massimo di 1.000  unita'  da  inquadrare  nei  ruoli
          dell'Amministrazione   giudiziaria,   nei   limiti    delle
          dotazioni   organiche,   mediante   procedure   concorsuali
          pubbliche ed eventualmente  anche  mediante  l'utilizzo  di
          graduatorie in corso di validita' alla data di  entrata  in
          vigore della presente legge. 
              (Omissis).». 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  52  del   decreto
          legislativo 30 marzo 2001, n. 165: 
              «Art.  52  (Disciplina  delle  mansioni).   -   1.   Il
          prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni  per
          le quali e'  stato  assunto  o  alle  mansioni  equivalenti
          nell'ambito dell'area  di  inquadramento  ovvero  a  quelle
          corrispondenti   alla   qualifica   superiore   che   abbia
          successivamente  acquisito  per  effetto  delle   procedure
          selettive  di  cui  all'art.  35,  comma  1,  lettera   a).
          L'esercizio di fatto di mansioni  non  corrispondenti  alla
          qualifica  di  appartenenza  non   ha   effetto   ai   fini
          dell'inquadramento del lavoratore  o  dell'assegnazione  di
          incarichi di direzione. 
              1-bis.  I  dipendenti  pubblici,  con  esclusione   dei
          dirigenti e  del  personale  docente  della  scuola,  delle
          accademie,  conservatori  e   istituti   assimilati,   sono
          inquadrati in  almeno  tre  distinte  aree  funzionali.  Le
          progressioni  all'interno  della  stessa   area   avvengono
          secondo  principi  di  selettivita',  in   funzione   delle
          qualita' culturali e professionali, dell'attivita' svolta e
          dei  risultati  conseguiti,  attraverso  l'attribuzione  di
          fasce di merito. Le  progressioni  fra  le  aree  avvengono
          tramite concorso pubblico, ferma restando  la  possibilita'
          per l'amministrazione di destinare al personale interno, in
          possesso dei  titoli  di  studio  richiesti  per  l'accesso
          dall'esterno, una riserva di posti comunque  non  superiore
          al 50 per cento di quelli messi a concorso. La  valutazione
          positiva conseguita dal  dipendente  per  almeno  tre  anni
          costituisce titolo rilevante  ai  fini  della  progressione
          economica  e  dell'attribuzione  dei  posti  riservati  nei
          concorsi per l'accesso all'area superiore. 
              1-ter. abrogato. 
              2. Per obiettive esigenze di servizio il prestatore  di
          lavoro  puo'  essere  adibito  a  mansioni  proprie   della
          qualifica immediatamente superiore: 
              a) nel caso di vacanza di posto in  organico,  per  non
          piu' di sei mesi, prorogabili fino a dodici  qualora  siano
          state avviate le  procedure  per  la  copertura  dei  posti
          vacanti come previsto al comma 4; 
              b) nel caso di sostituzione di altro dipendente assente
          con diritto alla conservazione del  posto,  con  esclusione
          dell'assenza per ferie, per la durata dell'assenza. 
              3. Si considera svolgimento di mansioni  superiori,  ai
          fini del presente articolo, soltanto l'attribuzione in modo
          prevalente, sotto il profilo  qualitativo,  quantitativo  e
          temporale, dei compiti propri di dette mansioni. 
              4. Nei casi di cui  al  comma  2,  per  il  periodo  di
          effettiva  prestazione,  il  lavoratore   ha   diritto   al
          trattamento previsto per la  qualifica  superiore.  Qualora
          l'utilizzazione del dipendente sia disposta per sopperire a
          vacanze dei posti in organico, immediatamente,  e  comunque
          nel termine massimo di novanta giorni dalla data in cui  il
          dipendente e'  assegnato  alle  predette  mansioni,  devono
          essere avviate le procedure  per  la  copertura  dei  posti
          vacanti. 
              5. Al di fuori delle ipotesi di  cui  al  comma  2,  e'
          nulla l'assegnazione del lavoratore a mansioni  proprie  di
          una qualifica superiore, ma al lavoratore e' corrisposta la
          differenza  di  trattamento  economico  con  la   qualifica
          superiore. Il  dirigente  che  ha  disposto  l'assegnazione
          risponde personalmente del maggior onere conseguente, se ha
          agito con dolo o colpa grave. 
              6. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano
          in  sede  di  attuazione  della  nuova   disciplina   degli
          ordinamenti professionali prevista dai contratti collettivi
          e  con  la  decorrenza  da  questi  stabilita.  I  medesimi
          contratti  collettivi  possono  regolare  diversamente  gli
          effetti di cui ai commi 2, 3 e 4.  Fino  a  tale  data,  in
          nessun caso lo svolgimento di mansioni  superiori  rispetto
          alla qualifica di appartenenza, puo' comportare il  diritto
          ad avanzamenti automatici nell'inquadramento  professionale
          del lavoratore.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 3, comma 2, del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come  modificato
          dal presente decreto: 
              «Art. 3 (Personale in regime di  diritto  pubblico).  -
          (Omissis). 
              2.  Il  rapporto  di  impiego  dei  professori  e   dei
          ricercatori   universitari   a   tempo   indeterminato    o
          determinato   resta   disciplinato    dalle    disposizioni
          rispettivamente  vigenti,   in   attesa   della   specifica
          disciplina che la regoli in modo organico ed in conformita'
          ai principi della autonomia universitaria di  cui  all'art.
          33 della Costituzione ed agli articoli 6 e  seguenti  della
          legge 9 maggio 1989, n. 168, e successive modificazioni  ed
          integrazioni, tenuto conto dei principi di cui all'art.  2,
          comma 1, della legge 23 ottobre 1992, n. 421. 
              (Omissis).». 


Art. 23 
 
                Salario accessorio e sperimentazione 
 
  1.  Al  fine  di  perseguire  la  progressiva  armonizzazione   dei
trattamenti economici accessori del personale  delle  amministrazioni
di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, la contrattazione collettiva nazionale, per ogni  comparto  o
area di contrattazione opera, tenuto conto delle risorse  di  cui  al
comma 2, la  graduale  convergenza  dei  medesimi  trattamenti  anche
mediante  la  differenziata  distribuzione,  distintamente   per   il
personale dirigenziale e non dirigenziale, delle risorse  finanziarie
destinate all'incremento dei fondi per la contrattazione  integrativa
di ciascuna amministrazione. 
  2. Nelle more di quanto previsto dal comma 1, al fine di assicurare
la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del  merito,  la
qualita' dei servizi e garantire adeguati livelli  di  efficienza  ed
economicita'  dell'azione  amministrativa,  assicurando  al  contempo
l'invarianza  della  spesa,  a  decorrere  dal   1°   gennaio   2017,
l'ammontare  complessivo  delle  risorse  destinate  annualmente   al
trattamento accessorio del personale, anche di livello  dirigenziale,
di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo  1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  non  puo'
superare il corrispondente importo determinato  per  l'anno  2016.  A
decorrere dalla predetta data l'articolo 1, comma 236, della legge 28
dicembre 2015, n. 208 e' abrogato. Per gli enti locali che non  hanno
potuto   destinare   nell'anno   2016   risorse    aggiuntive    alla
contrattazione integrativa a causa del mancato rispetto del patto  di
stabilita' interno del 2015, l'ammontare complessivo delle risorse di
cui al  primo  periodo  del  presente  comma  non  puo'  superare  il
corrispondente importo determinato per l'anno 2015, ridotto in misura
proporzionale alla riduzione  del  personale  in  servizio  nell'anno
2016. 
  3. Fermo restando il limite delle risorse complessive previsto  dal
comma 2, le regioni e gli enti locali, con esclusione degli enti  del
Servizio sanitario nazionale, possono destinare apposite risorse alla
componente variabile dei fondi per il salario accessorio,  anche  per
l'attivazione dei servizi o di  processi  di  riorganizzazione  e  il
relativo mantenimento, nel rispetto dei vincoli di bilancio  e  delle
vigenti disposizioni in materia di vincoli della spesa di personale e
in coerenza con la normativa contrattuale  vigente  per  la  medesima
componente variabile. 
  4. A decorrere dal 1° gennaio 2018 e sino al 31 dicembre  2020,  in
via  sperimentale,  le  regioni  a  statuto  ordinario  e  le  citta'
Metropolitane che rispettano i requisiti di cui  al  secondo  periodo
possono incrementare, oltre il limite di cui al comma 2,  l'ammontare
della  componente  variabile  dei   fondi   per   la   contrattazione
integrativa destinata al personale  in  servizio  presso  i  predetti
enti, anche di livello dirigenziale, in misura non  superiore  a  una
percentuale della componente stabile dei fondi medesimi definita  con
decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  adottato  su
proposta  del  Ministro  per  la  semplificazione   e   la   pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, previo accordo  in  sede  di  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, entro novanta
giorni  dalla  entrata  in  vigore  del  presente  provvedimento.  Il
predetto decreto individua i requisiti da rispettare  ai  fini  della
partecipazione alla sperimentazione di  cui  al  periodo  precedente,
tenendo conto in particolare dei seguenti parametri: 
  a)  fermo  restando  quanto   disposto   dall'articolo   1,   comma
557-quater, della legge n. 296 del 2006, il rapporto tra le spese  di
personale e le entrate correnti considerate  al  netto  di  quelle  a
destinazione vincolata; 
  b) il rispetto degli obiettivi del  pareggio  di  bilancio  di  cui
all'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243; 
  c) il rispetto del  termine  di  pagamento  dei  debiti  di  natura
commerciale previsti dall'articolo 41, comma 2, del decreto-legge  24
aprile 2014, n. 66; 
  d) la dinamica del rapporto tra salario accessorio  e  retribuzione
complessiva. 
  5. Nell'ambito della sperimentazione per gli enti di cui  al  primo
periodo del comma 4, con  uno  o  piu'  decreti  del  Presidente  del
Consiglio  dei  ministri,   su   proposta   del   Ministro   per   la
semplificazione e la pubblica amministrazione,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  previa  acquisizione  del
parere in sede di Conferenza unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  n.  281  del  1997,  e'  disposto  il  graduale
superamento degli attuali  vincoli  assunzionali,  in  favore  di  un
meccanismo basato sulla sostenibilita' finanziaria  della  spesa  per
personale valutata anche in base ai  criteri  per  la  partecipazione
alla sperimentazione, previa individuazione di  specifici  meccanismi
che consentano l'effettiva assenza di nuovi o maggiori oneri a carico
della  finanza  pubblica.  Nell'ambito  della   sperimentazione,   le
procedure concorsuali finalizzate al  reclutamento  di  personale  in
attuazione di quanto previsto dal presente comma, sono delegate dagli
enti di cui al  comma  3  alla  Commissione  interministeriale  RIPAM
istituita  con  decreto  interministeriale  del  25  luglio  1994,  e
successive modificazioni. 
  6. Sulla base degli esiti della sperimentazione,  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del  Ministro  per
la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, acquisita l'intesa in sede di
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n.
281 del 1997, puo' essere disposta l'applicazione in  via  permanente
delle disposizioni contenute nei commi  4  e  5  nonche'  l'eventuale
estensione ad altre amministrazioni pubbliche,  ivi  comprese  quelle
del servizio sanitario nazionale, previa individuazione di  specifici
meccanismi che consentano l'effettiva assenza  di  nuovi  o  maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. 
  7. Nel caso si rilevino incrementi di spesa che  compromettono  gli
obiettivi e gli  equilibri  di  finanza  pubblica,  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del  Ministro  per
la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono adottate  le  necessarie
misure correttive. 
          Note all'art. 23: 
              - Si riporta il testo dell'art. 1, comma 2, del  citato
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165: 
              «Art.  1  (Finalita'  ed  ambito  di  applicazione).  -
          (Omissis). 
              2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte  le
          amministrazioni dello Stato, ivi compresi  gli  istituti  e
          scuole di ogni ordine e grado e le  istituzioni  educative,
          le aziende ed amministrazioni dello  Stato  ad  ordinamento
          autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni,  le  Comunita'
          montane, e loro consorzi  e  associazioni,  le  istituzioni
          universitarie, gli  Istituti  autonomi  case  popolari,  le
          Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e
          loro associazioni, tutti gli enti  pubblici  non  economici
          nazionali,  regionali  e  locali,  le  amministrazioni,  le
          aziende  e  gli  enti  del  Servizio  sanitario  nazionale,
          l'Agenzia per la rappresentanza negoziale  delle  pubbliche
          amministrazioni (ARAN) e  le  Agenzie  di  cui  al  decreto
          legislativo 30 luglio 1999, n.  300.  Fino  alla  revisione
          organica della disciplina di settore,  le  disposizioni  di
          cui al presente decreto continuano ad applicarsi  anche  al
          CONI. 
              (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'art.  1,  comma  236,  della
          legge  28  dicembre  2015,  n.  208  (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
          legge  di  stabilita'  2016),  pubblicata  nella   Gazzetta
          Ufficiale 30 dicembre 2015, n. 302, S.O. In vigore  dal  1°
          gennaio 2016: 
              «236. Nelle more dell'adozione dei decreti  legislativi
          attuativi degli articoli 11 e 17 della legge 7 agosto 2015,
          n. 124, con  particolare  riferimento  all'omogeneizzazione
          del trattamento economico fondamentale e  accessorio  della
          dirigenza, tenuto conto delle esigenze di finanza pubblica,
          a decorrere dal 1°  gennaio  2016  l'ammontare  complessivo
          delle  risorse   destinate   annualmente   al   trattamento
          accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di
          ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1,
          comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e
          successive   modificazioni,   non    puo'    superare    il
          corrispondente importo determinato per l'anno 2015  ed  e',
          comunque, automaticamente ridotto in  misura  proporzionale
          alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del
          personale assumibile ai sensi della normativa vigente. 
              (Omissis).». 
              - Sull'art. 8 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
          281 del 1997, vedasi nelle note all'art. 10. 
              - Si riporta il testo dell'art.  1,  comma  557-quater,
          della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni  per  la
          formazione  del  bilancio  annuale  e   pluriennale   dello
          Stato-legge di stabilita' 2007), pubblicata nella  Gazzetta
          Ufficiale 27 dicembre 2006, n. 299, S.O.: 
              «557-quater.  Ai  fini  del  concorso  delle  autonomie
          regionali e locali al rispetto degli obiettivi  di  finanza
          pubblica,  gli  enti  sottoposti  al  patto  di  stabilita'
          interno assicurano la riduzione delle spese  di  personale,
          al   lordo   degli   oneri   riflessi   a   carico    delle
          amministrazioni e dell'IRAP,  con  esclusione  degli  oneri
          relativi   ai   rinnovi   contrattuali,    garantendo    il
          contenimento della dinamica  retributiva  e  occupazionale,
          con azioni da modulare nell'ambito della propria  autonomia
          e rivolte, in termini  di  principio,  ai  seguenti  ambiti
          prioritari di intervento: 
              a); 
              b)  razionalizzazione  e  snellimento  delle  strutture
          burocratico-amministrative, anche  attraverso  accorpamenti
          di  uffici   con   l'obiettivo   di   ridurre   l'incidenza
          percentuale delle posizioni dirigenziali in organico; 
              c)  contenimento  delle  dinamiche  di  crescita  della
          contrattazione  integrativa,  tenuto  anche   conto   delle
          corrispondenti disposizioni dettate per le  amministrazioni
          statali. 
              (Omissis).» . 
              - Si riporta il  testo  dell'art.  9,  della  legge  24
          dicembre 2012, n. 243 (Disposizioni  per  l'attuazione  del
          principio del pareggio di bilancio ai sensi  dell'art.  81,
          sesto comma della Costituzione), pubblicata nella  Gazzetta
          Ufficiale 15 gennaio 2013, n. 12: 
              «Art. 9 (Equilibrio dei bilanci delle regioni  e  degli
          enti locali). - 1. I bilanci  delle  regioni,  dei  comuni,
          delle province, delle citta' metropolitane e delle province
          autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  si   considerano   in
          equilibrio quando, sia nella  fase  di  previsione  che  di
          rendiconto, conseguono un saldo non negativo, in termini di
          competenza, tra le entrate finali e le spese  finali,  come
          eventualmente modificato ai sensi dell'art. 10. 
              1-bis.  Ai  fini  dell'applicazione  del  comma  1,  le
          entrate finali sono quelle ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4
          e  5  dello  schema  di  bilancio  previsto   dal   decreto
          legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e le spese finali  sono
          quelle ascrivibili ai titoli 1, 2 e 3 del  medesimo  schema
          di bilancio. Per  gli  anni  2017-2019,  con  la  legge  di
          bilancio, compatibilmente  con  gli  obiettivi  di  finanza
          pubblica e su base triennale,  e'  prevista  l'introduzione
          del fondo pluriennale vincolato, di entrata e di  spesa.  A
          decorrere dall'esercizio 2020, tra le entrate  e  le  spese
          finali e' incluso il fondo pluriennale vincolato di entrata
          e di spesa, finanziato dalle entrate finali. 
              2. Qualora, in sede di rendiconto di gestione, un  ente
          di cui al comma 1 del presente articolo registri un  valore
          negativo del saldo di cui al medesimo comma 1, il  predetto
          ente adotta misure di correzione  tali  da  assicurarne  il
          recupero entro il triennio successivo, in  quote  costanti.
          Per le finalita' di cui al comma 5  la  legge  dello  Stato
          puo' prevedere differenti modalita' di recupero. 
              3. abrogato. 
              4. Con legge dello Stato sono definiti  i  premi  e  le
          sanzioni  da  applicare  alle  regioni,  ai  comuni,   alle
          province,  alle  citta'  metropolitane  e   alle   province
          autonome di  Trento  e  di  Bolzano,  in  attuazione  delle
          disposizioni di cui al presente articolo. La legge  di  cui
          al periodo precedente si attiene ai seguenti principi: 
              a) proporzionalita' fra premi e sanzioni; 
              b) proporzionalita' fra sanzioni e violazioni; 
              c) destinazione dei proventi delle  sanzioni  a  favore
          dei  premi  agli  enti  del  medesimo  comparto  che  hanno
          rispettato i propri obiettivi. 
              5. Nel rispetto dei principi stabiliti  dalla  presente
          legge, al  fine  di  assicurare  il  rispetto  dei  vincoli
          derivanti dall'ordinamento dell'Unione  europea,  la  legge
          dello Stato,  sulla  base  di  criteri  analoghi  a  quelli
          previsti per le amministrazioni statali e tenendo conto  di
          parametri di virtuosita', puo' prevedere ulteriori obblighi
          a carico degli enti  di  cui  al  comma  1  in  materia  di
          concorso  al  conseguimento  degli  obiettivi  di   finanza
          pubblica del complesso delle amministrazioni pubbliche. 
              6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano  alle
          regioni a statuto speciale  e  alle  province  autonome  di
          Trento e  di  Bolzano  compatibilmente  con  le  norme  dei
          rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. 
              (Omissis).» . 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  41,  comma  2,  del
          decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per  la
          competitivita' e la giustizia  sociale),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2014, n. 95, convertito  dalla
          legge 23 giugno 2014,  n.  89,  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 23 giugno 2014, n. 143: 
              «Art.  41  (Attestazione  dei  tempi   di   pagamento).
          (Omissis). - 2. Al fine di garantire il rispetto dei  tempi
          di pagamento di cui all'art. 4 del  decreto  legislativo  9
          ottobre 2002, n. 231, le amministrazioni pubbliche  di  cui
          al  comma  1,  esclusi  gli  enti  del  Servizio  sanitario
          nazionale, che, sulla  base  dell'attestazione  di  cui  al
          medesimo  comma,  registrano  tempi  medi   nei   pagamenti
          superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60  giorni  a  decorrere
          dal  2015,  rispetto  a   quanto   disposto   dal   decreto
          legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nell'anno successivo  a
          quello di riferimento non possono procedere  ad  assunzioni
          di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia
          contrattuale, ivi compresi  i  rapporti  di  collaborazione
          coordinata e continuativa e di somministrazione, anche  con
          riferimento ai processi  di  stabilizzazione  in  atto.  E'
          fatto altresi' divieto agli enti di stipulare contratti  di
          servizio con  soggetti  privati  che  si  configurino  come
          elusivi della presente disposizione. Ai  fini  del  calcolo
          dei tempi medi  di  pagamento,  si  escludono  i  pagamenti
          effettuati  mediante  l'utilizzo  delle  anticipazioni   di
          liquidita' o degli spazi finanziari disposti dall'art.  32,
          comma  2,  nonche'  dall'art.  1,  commi  1   e   10,   del
          decreto-legge  8  aprile  2013,  n.  35,  convertito,   con
          modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. 
              (Omissis).». 


Art. 24 
 
                 Clausola di invarianza finanziaria 
 
  1. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto  si
provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali  e  finanziarie
disponibili a  legislazione  vigente,  ivi  comprese  quelle  di  cui
all'articolo 22, comma 3, e, comunque, senza nuovi o  maggiori  oneri
per la finanza pubblica. 

Art. 25 
 
                             Abrogazioni 
 
  1. Al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l'articolo  59  e'
abrogato. 
  2.  Al  decreto-legge  10  gennaio  2006,  n.  4,  convertito,  con
modificazione, dalla legge 9 marzo  2006,  n.  80,  l'articolo  7  e'
abrogato. 
  3. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147,  il  comma
339 e' abrogato. 
  4. I commi 219, 220, 222 e  224  dell'articolo  1  della  legge  28
dicembre 2015, n.  208  nonche'  il  quarto  periodo  del  comma  227
dell'articolo 1 della citata legge n. 208 del 2015 sono abrogati. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 25 maggio 2017 
 
                             MATTARELLA 
 
                                  Gentiloni Silveri,  Presidente  del
                                  Consiglio dei ministri 
 
                                  Madia,     Ministro     per      la
                                  semplificazione   e   la   pubblica
                                  amministrazione 
 
                                  Padoan,  Ministro  dell'economia  e
                                  delle finanze 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
          Note all'art. 25: 
              - L'art. 59 del citato  decreto  legislativo  30  marzo
          2001,  n.  165,  abrogato  dal  presente  decreto,  recava:
          «Rilevazione dei costi». 
              - L'art. 7 del decreto-legge 10  gennaio  2006,  n.  4,
          convertito, con modificazione, dalla legge 9 marzo 2006, n.
          80, abrogato dal presente  decreto,  recava:  «Monitoraggio
          della attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68». 
              - Si riporta il testo del comma 227 dell'art.  1  della
          citata legge n. 208 del 2015, come modificato dal  presente
          decreto: 
              «227. Le amministrazioni di cui all'art. 3, commi  1  e
          2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114,  possono
          procedere, per gli anni 2016, 2017 e 2018, ad assunzioni di
          personale  a   tempo   indeterminato   di   qualifica   non
          dirigenziale nel limite  di  un  contingente  di  personale
          corrispondente, per ciascuno  dei  predetti  anni,  ad  una
          spesa pari al 25 per cento di quella relativa  al  medesimo
          personale cessato nell'anno precedente. Per i ricercatori e
          tecnologi  restano  ferme  le  percentuali  di  turn   over
          previste dall'articolo 3, comma  2,  del  decreto-legge  24
          giugno 2014, n. 90, convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 11 agosto 2014, n.  114.  Al  fine  di  garantire  la
          continuita' nell'attuazione  delle  attivita'  di  ricerca,
          tenuto conto di quanto disposto dall'art. 2, comma  4,  del
          decreto legislativo 15 giugno 2015, n.  81,  e  nelle  more
          della  emanazione  dei   decreti   di   riordino   di   cui
          all'articolo 17, comma 1, della legge  7  agosto  2015,  n.
          124, gli istituti e gli enti di ricerca possono  continuare
          ad avvalersi del personale con contratto di  collaborazione
          coordinata e  continuativa  in  essere  alla  data  del  31
          dicembre 2015, mediante l'attivazione, previa  verifica  di
          idoneita', di contratti a tempo determinato a valere  sulle
          risorse disponibili, ai sensi dell'art. 1, comma 188, della
          legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni,
          nonche',  nel  limite  del  30  per  cento,  sulle  risorse
          derivanti  dalle  facolta'   assunzionali   disponibili   a
          legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico
          della finanza pubblica. Resta escluso dalle disposizioni di
          cui al presente comma il personale di cui  all'art.  3  del
          decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165.   Sono
          conseguentemente ridotti gli stanziamenti di bilancio delle
          amministrazioni centrali.».





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